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Riecco il ticket: 10 euro a visita. Bossi: “Manovra, il governo rischia”

Roma - Dal 1° gennaio 2012 torna il ticket sanitario da 10 euro per le visite specialistiche ambulatoriali. E’ quanto emerge dalla bozza della manovra economica allo studio del governo. Per gli ultimi sette mesi del 2011, invece, vengono stanziati 486,5 milioni di euro che servono proprio a evitare ai cittadini il pagamento sia del ticket sulla specialistica che quello di 25 euro per il codice bianco del pronto soccorso.

MANOVRA DA 47 MILIONI IN 4 ANNI – Spalmata su quattro anni, la manovra economica su cui punta l’esecutivo raggiunge i 47 miliardi di euro. A quanto riferiscono alcuni partecipanti al vertice di oggi a Palazzo Grazioli, per il 2011 è previsto un intervento di circa 2 miliardi di euro; 5 per il 2012 e 20 per gli anni 2013 e 2014. Totale: 47 miliardi.

PUBBLICO IMPIEGO, BLOCCO DEL TURN OVER – Il provvedimento prevede la proroga del blocco del turn over nel pubblico impiego ancora per un anno e lo stop agli aumenti di retribuzione per il personale delle pubbliche amministrazioni fino alla fine del 2014. Sono appunto queste alcune delle misure della manovra economica al centro del confronto tra maggioranza e governo e che giovedì dovrebbe essere licenziata dal Consiglio dei ministri.
Il blocco del turn over, secondo quanto si apprende, viene prorogato a eccezione dei corpi di polizia, del corpo nazionale dei vigili del fuoco e delle agenzie fiscali. Dal 2012, inoltre, a quanto emerge da una bozza della documento, il Tesoro sta lavorando a introdurre lo “spending review” per una “definizione dei fabbisogni standard dei programmi di spesa delle amministrazioni centrali dello Stato”. L’obiettivo è la “razionalizzazione della spesa e di superamento del criterio della spesa storica”. In caso “di omessa trasmissione dei dati” sulla revisione della spesa “senza motivata giustificazione entro il termine previsto nella richiesta, l’amministrazione competente riduce la retribuzione di risultato dei dirigenti responsabili” del 2%.

CAPITOLO PENSIONI – Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha già smentito le “ipotesi” su un aumento per le donne che lavorano nel settore privato fino al raggiungimento dei 65 anni nel 2020, ma il governo sta comunque lavorando a un intervento in materia.

BOSSI: “IL GOVERNO RISCHIA DI CADERE” – Il governo rischia sulla manovra? Umberto Bossi, lasciando la Camera per recarsi al vertice di maggioranza, risponde: “Si’, rischia”. Comincia così una giornata caldissima, in attesa che il vertice tra Berlusconi, Bossi e Tremonti chiarisca le linee della politica economica della maggioranza, e che le frizioni sulla manovra trovino una soluzione. Un segnale importante arriva dalla Corte dei Conti: “La tempestività con la quale viene in questi giorni proposta una nuova impegnativa manovra di finanza pubblica dimostra che il Governo è ben consapevole di quanto, nel complesso, il percorso di aggiustamento strutturale dei conti pubblici si presenti gravoso e di grande complessità – dice il presidente di Sezione della Corte dei Conti, Luigi Mazzillo, in occasione della relazione sul rendiconto generale dello Stato – La realizzazione del necessario contenimento della spesa corrente propone scenari quantitativamente ai limiti della sostenibilità, per le amministrazioni centrali, come per quelle locali”.

MONTEZEMOLO: “BALLETTO IRRESPONSABILE” – “Mi sembra semplicemente folle e irresponsabile il balletto, a cui stiamo assistendo in queste ore, tra le diverse ‘anime’ del Governo, relativamente ai conti pubblici”. Lo dice in una nota Luca Cordero di Montezemolo.

“Sento continuamente ripetere- aggiunge- che l’Italia non e’ la Grecia. Stiamo attenti. Non e’ ripetendo ritornelli rassicuranti che ci mettiamo al riparo da rischi fin troppo reali. Vorrei ricordare a tutti, ministro dell’Economia compreso, che fino a qualche mese fa la favola che eravamo usciti piu’ forti del resto dell’Europa dalla crisi economica andava per la maggiore”. In Italia, spiega Montezemolo, “abbiamo bisogno di rigore nei conti e coraggio nell’indirizzare le poche risorse verso la crescita, ad incominciare dalle liberalizzazioni e dalla concorrenza totalmente ignorate dall’esecutivo a tutto vantaggio dei monopoli piccoli e grandi e delle aspirazioni neostatalistiche di una parte dei ministri di questo Governo ‘liberale’”.

CASINI: MAGGIORANZA IN PANNE E ATTACCANO TREMONTI - “Il governo e’ in difficolta’. Quando ieri ho indicato due strade, un governo di responsabilita’ piu’ ampia o elezioni, io prendevo realisticamente atto che gli appelli di Berlusconi all’opposizione in realta’ dovevano essere rivolti alla maggioranza, che e’ in panne e che litiga”. Lo sottolinea Pier Ferdinando Casini a margine dei lavori della Direzione nazionale dell’Udc. “E’ la maggioranza che attacca Tremonti e non sa che pesci prendere- aggiunge- non si puo’ scaricare questo problema sulle opposizioni. L’opposizione deve porsi il problema che ci saranno da gestire 40 miliardi di manovra che sono sacrifici per gli italiani e che bisogna farlo con una coalizione alternativa e omogenea sulle scelte fondamentali per il Paese. Siamo ancora- conclude il leader Udc- davanti a questioni che vengono affrontate con superficialita’”.

ROMANO: NESSUN GOVERNO CADE SUL BILANCIO – “A memoria non ricordo nessun governo della nostra storia repubblicana caduto durante l’approvazione della manovra” risponde alla Dire il ministro dell’Agricoltura, Saverio Romano, e aggiunge: “Oggi e’ un giorno importante, finalmente conosceremo direttamente le misure della manovra, senza leggerla a pezzi sui giornali o le agenzie. Ci sono tagli urgenti da fare? Bene, facciamoli, ma mettiamo queste risorse a disposizione dei bisognosi e delle imprese, che sono il motore per la ripresa economica”.

GIOVANARDI: SGRAVI PER LE FAMIGLIE O MI ARRABBIO – “Insisto nel dire che gravi fiscali o una rimodulazione del peso fiscale non puo’ non tener conto dell’esigenza di aiutare le famiglie con figli”. Lo afferma il sottosegretario con delega alla Famiglia e alla Droga, Carlo Giovanardi, interpellato sulla manovra a margine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Giovanardi ricorda che sia Tremonti che Berlusconi hanno “accennato” al fatto che questa esigenza trovi spazio nella manovra: “Bisogna aspettare e leggere”. Se questo non avvenisse, avverte Giovanardi, “ci arrabbieremmo molto. Una manovra che non dia respiro a chi ha figli sarebbe una proposta non equa. Insisteremo molto in questa direzione”.

28 giugno 2011

Agenzia Dire
 www.dire.it

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