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Renata Rusca Zargar: “Anche nel dolore ci può essere una grande consolazione”

Savona. Anche nel dolore ci può essere una grande consolazione: ho pianto molte volte, ieri, per questo povero Paese che non riesce a lasciare da parte il settarismo, l’odio, la volgarità, la sensazionalità, per provare a guardare il mondo come è oggi, a tenere il passo, invece di continuare a rimpiangere ciò che non è più.

Per un genitore, però, la più grande tenerezza è data dalle braccia di tua figlia che ti capisce, che condivide i Valori nei quali l’hai cresciuta, che crede e ha fiducia in te, anche se è diventata adulta e trascorre solo pochi giorni all’anno con te.

Come pure le parole dell’altra mia figlia che mi ha fatto coraggio dicendo che loro due se la caveranno, di non preoccuparmi, che hanno le competenze e le capacità per cavarsela, anche se l’Italia avrà un’altra scossa negativa.

Lo so. Le mie figlie sono forti e determinate e, se non avranno spazio in questo paese, hanno le forze per andare altrove.

Eppure ho pianto per gli altri figli, per quelli che hanno meno di noi, ho pianto per gli imprenditori che si erano suicidati per il fallimento delle loro imprese, per i negozi chiusi, per i lavoratori a casa.

Da due anni, non sentivo più parlare di suicidi, si era avviata una lenta ripresa, mia figlia che lavora in banca a Bologna, aveva sentito di tanti giovani assunti grazie al Job Act… Le imprese negli ultimi nove mesi erano cresciute di 9000 unità…

Io stessa ho vissuto la crisi dal 2008 con mio marito che ha rischiato di chiudere il suo bel negozio. Si vedeva ormai una luce in fondo, ci sembrava di stare uscendo da quelle giornate di incubo dove nessuno entra, nessuno compra nulla e per pagare l’affitto devi attingere alle risorse della famiglia… Gli altri negozianti, quei pochi ancora aperti a Savona, ci dicevano che erano pieni di debiti, che non ce la facevano più ma che un pochino sembrava andare meglio…

Ho condiviso con Renzi, di cui oggi ammiro ancora di più il coraggio, la determinazione, la dignità, il sogno di un’Italia che si potesse difendere in un mondo globale di estrema tragicità, che potesse non continuare a vivere in un passato che non esiste più, che sapesse riformarsi come tutti gli altri paesi, non solo occidentali, pure del terzo mondo. Che potesse avere un Governo stabile e un Parlamento attivo, come richiede la velocità della tecnologia e il mondo globale di cui colossi come India e Cina hanno invaso tutti i mercati e settori.

Non è così. D’altra parte, il risultato era previsto e prevedibile. La democrazia, come la libertà insegnata lungamente ai figli, è accettare –anche se con dolore- le scelte altrui e rispettarle, mantenendo dignitosa la propria figura morale.

Il NO è stato soprattutto un No ai migranti, anche se ora tutti si vergognano a dirlo. Molti mi dicevano che Renzi “li andava a prendere i migranti”, dimostrando di non riuscire a capire cosa stia succedendo nel mondo. La Costituzione non la conosceva e non la conosce nessuno. “La più bella del mondo”? C’è qualcuno che ha letto tutte le altre per confrontarla? Certo, è la Costituzione uscita dalla fine della guerra e del Fascismo, simile alla Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948. Ma provate a chiedere a qualche persona se vi spiega almeno i primi dieci articoli della Costituzione! (Altro che articolo 70!)

Le modifiche, comunque, non riguardavano la parte principale, che pure dovrebbe essere modificata anche quella, perché ormai datata. Nel 2004, è stata presentata a Barcellona la “Carta dei Diritti Umani Emergenti”, approvata nel Forum Universale delle Culture di Monterrey, nel 2007. Lo sanno gli italiani?

Renata Rusca Zargar

http://senzafine.zacem-online.org/#home

P.S. Voglio ancora manifestare la mia ammirazione per mio marito che non mi ha impedito di battermi tanto apertamente per il SÌ, nonostante, essendo noi conosciuti da tutti a Savona, avrebbe diminuito le vendite del suo negozio. A suo tempo, io avevo insistito perché si candidasse alle amministrative e ho sempre sostenuto la sua attività di leader della Comunità Musulmana perché è nostro dovere impegnarci per la società. Il risultato è che tanti savonesi (che lo vedono spesso in televisione) non vanno certo a comprare da un musulmano! Io penso, però, che il dovere morale venga prima del denaro ed evidentemente lo pensa anche mio marito (sono certa che le mie figlie nella loro vita saranno all’altezza). In cambio, nessuno del Partito Democratico è mai venuto neppure a guardare le vetrine del negozio, se si esclude, negli anni, una signora che ha comprato una collana da 15 euro e la mamma di un ex assessore che, però, erano amici di famiglia dei miei genitori.

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