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Relazione sullo stato della Sanità in provincia di Savona del direttore generale dell’Asl 2 Flavio Neirotti al Rotary di Alassio

Genova. Si è tenuta ieri sera, martedì 17 marzo, presso l’hotel Dei Fiori di Alassio la riunione del Rotary Club di Alassio. Relatore della serata il direttore generale dell’Asl 2 Flavio Neirotti, che ha presentato un quadro della situazione della Sanità in provincia di Savona.

Presentato dal presidente del Rotary club di Alassio dott. Vincenzo Raimondo, e presente nella sua veste di socio il consigliere regionale Marco Melgrati, Flavio Neirotti ha illustrato per grandi linee l’organizzazione della Sanità, organizzata su quattro ospedali, Santa Corona, dea di II livello, Savona, dea di I livello, e gli ospedali territoriali di Cairo Montenotte e Albenga.

Il direttore generale ritiene che quattro ospedali in provincia di Savona siano troppi, e che la sanità savonese non se lo può permettere (diversamente da quanto deliberato dalla mozione approvata all’unanimità in Consiglio Regionale sulla conferma dei 4 plessi ospedalieri in provincia di Savona (ndr.). Ha poi ricordato che la sanità savonese ha una offerta superiore a quella spezzina e imperiese, seconda solo a quella genovese. Ha dovuto subire un 10% di tagli nell’ultimo anno, derivate dai tagli del Governo che si sono riverberate sulle Regioni. Lo stesso Neirotti ha rifiutato di applicare un taglio ulteriore, su un bilancio di 537 milioni di euro, di ulteriori 5 milioni, disobbedendo così ai “dictac” dell’assessore regionale Claudio Montaldo.

Ha inoltre evidenziato il grande livello di professionalità di tutta la rete sanitaria savonese, con 4 centri regionali d’eccellenza, che sono il reparto di Chirurgia della mano di Savona, l’Unità Spinale di Pietra Ligure, il Mios di Albenga e il centro sui disturbi alimentari di Pietra Ligure con 12 posti letto (peraltro oggetto di interrogazioni da parte del capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati sull’incremento del numero dei posti letto), che attirano pazienti da altre regioni d’Italia. Ha inoltre evidenziato che in provincia di Savona ci sono 10 milioni di euro di fughe sanitarie passive, che stanno però diminuendo, ed è un dato minore rispetto alle altre provincie liguri, anche proporzionalmente. Ha evidenziato due tipologie di criticità della sanità savonese: i tempi di attesa per esami diagnostici (tac, mammografia, radiologia ecc…) e medicina difensiva, che sulla base di cause pregresse e timore di contenziosi porta i medici a prescrivere delle indagini diagnostiche più approfondite, che diversamente non sarebbero prescritte, dilatando i costi. Ha ricordato inoltre il sistema informatizzato operativo che è accessibile dal medico di base, al pronto Soccorso ai reparti operativi, sistema all’avanguardia (nel 2015), iniziato nel 2013 e  che dovrebbe essere completato entro l’anno (peccato che questo sistema gira su computer datati e programmi inadeguati, N.d.r.). Ha ricordato anche che esiste un ospice per malati oncologici a Savona, e che ha chiesto (e non ancora ottenuto) dalla Regione la possibilità di avere altri 10 posti letto di ospice per il ponente savonese.

Il dott. Germano Patrone ha quindi ricordato l’importante Service del Rotary Club di Alassio, effettuato con i medici di settore soci del club di Alassio, sulla prevenzione della maculopatia, che ha dato importanti risultati in termini numerici e diagnostici.

Dopo la relazione si è svolto un dibattito, e non poteva mancare l’intervento “piccante” del capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Marco Melgrati, che ha posto al direttore generale alcune domande oggetto di interrogazioni in Consiglio Regionale, per conoscere il parere di Neirotti.

In particolare circa la situazione dell’emodinamica, con l’apertura 24 ore su 24. Il direttore generale ha comunicato che ieri è stata concessa la deroga per l’assunzione a tempo determinato di un medico emodinamista in attesa dello svolgimento del concorso pubblico. E questa è una bella notizia. Altra domanda di Melgrati è stata relativa al reparto di Pediatria, cancellato dal 2012 presso l’ospedale di Santa Corona, dea di II Livello, e presente a Savona, dea di livello inferiore. Il direttore generale ha giustificato questa chiusura con il risultato dei tagli della spending review e quindi la riduzione dei fondi alle singole Asl… ovviamente Melgrati ha dichiarato che su questa scelta sarà fatta una battaglia, con la raccolta di firme, mozioni in Consiglio Regionale e sarà oggetto del programma politico delle prossime elezioni regionali.

Melgrati ha poi chiesto se Neirotti ritiene giusto che il personale amministrativo rappresenti nella sanità ligure il 60% di tutti i dipendenti, mentre il personale medico e infermieristico risulta pari o inferiore al 40%. Neirotti ha detto che nell’Asl 2 questo parametro regionale è diverso, arrivando quasi all’ìnversione, e ha fatto notare che gli oss e i tecnici di laboratorio sono compresi nel personale amministrativo. Melgrati si è riservato di controllare i dati a livello regionale. Altra domanda è stata circa le attese per esami diagnosti, di mesi e mesi in Liguria e in provincia di Savona, mentre in altre regioni limitrofe non ci sono attese per esami come Tac, raggi, risonanza magnetica, mammografia ecc… Il direttore generale ha scaricato la colpa sui tagli del personale e sull’impossibilità a far funzionare le macchine a pieno regime (Peccato che a pagamento questi esami si possono fare subito nei plessi pubblici ospedalieri…), come sulla domanda dei tagli ai posti letto, peraltro fatti in anticipo rispetto al decreto del Governo, e che oggi dovrebbero essere ricalcolati, come previsto dalla mozione approvata in Consiglio Regionale.

Ulteriore domanda è stata sulla mancata implementazione del personale medico di oculistica di Albenga, che con un medico in più e la possibilità di usare un giorno in più alla settimana una sala operatoria ridurrebbe di molto le attese, oggi di circa un anno, con pazienti provenienti da altre province. La risposta del direttore generale è stata vaga… Affrontato poi il problema del Punto di Primo intervento di Albenga, che viene assalito dai pazienti come e più di quando era qualificato come Pronto Soccorso. Il direttore generale ha confermato i rinforzi estivi di personale, e la volontà di sostituire il personale medico in maternità. A Cairo Montenotte invece gli accessi notturni sono limitati ad una unità media per giorno. Per questo motivo Neirotti ha dichiarato l’intenzione di chiudere di notte il Punto di Primo Intervento di Cairo Montenotte, cosa gravissima perché l’ospedale di Cairo rappresenta un presidio importantissimo in un territorio disagiato, soprattutto d’inverno con ghiaccio e neve, e le distanze dei paesi della Valbormida da Savona; questa scelta avrebbe i risultato di dirottare le emergente presso l’ospedale di Ceva (cosa che già succede) con costi maggiori per la sanità della Liguria.
(C.S.)

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