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Regioni, Turismo, Liguria: Mercati impongono a Governo Monti programmazione generale non modifiche costituzionali

Genova. Il turismo deve restare di competenza delle Regioni, l’assetto costituzionale va mantenuto così com’è.

Ha provocato una reazione critica, da parte della Regione Liguria, la proposta del ministro del Turismo Piero Gnudi (nella foto) convinto che “bisogna modificare il titolo V della Costituzione affinché il turismo torni a essere materia concorrente, per lavorare meglio insieme e non buttare i soldi”.

Per rendere il turismo competitivo sul mercato mondiale l’assessore regionale angelo Berlangieri chiede invece al governo Monti di mettere a punto al più presto un piano per la programmazione generale e una messa a fuoco di tutte le competenze con l’indicazione tutte le fonti di finanziamento.

In modo strutturale, se è vero che il turismo è un sistema economico del Paese.

“Nessun governo ha mai individuato una rete con i diversi punti nodali delle strutture del sistema aeroportuale che serva all’Italia per fare incoming a dar vita a tutti i sistemi di collegamenti e trasporto  per far raggiungere agevolmente  ai turisti italiani e stranieri le località turistiche”, ha detto Berlangieri a margine della seduta del Consiglio Regionale.

Insieme con la programmazione generale, secondo la Liguria, il governo dovrebbe continuare a occuparsi della partnership con le Regioni per la promozione della Marca Italia attraverso l’Enit  e il  portale.

Il resto delle funzioni programmatorie e gestionali “dovrà restare alle Regioni, limitando l’attività dei comuni all’accoglienza e all’organizzazione degli eventi e manifestazioni.

“ In questo quadro , per non buttare i soldi, dovrà esistere una ripartizione di risorse corretta e adeguata con lo stato mantiene che mantiene parte  dei proventi generali per lavorare alla  programmazione generale del comparto”, ha aggiunto Berlangieri.

La  proposta ligure  prevede che al posto della tassa di soggiorno, alle Regioni vada  una quota dell’Irap, proprio perchè  il turismo è una attività produttiva, e ai comuni potrebbe essere ridotto il prelievo statale sull’Imu (dal 50 al 20%) per organizzare eventi e manifestazioni.


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