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Regione. Verso un disegno di legge sulle terre incolte

Genova. L’ecosistema Liguria è a rischio e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: fasce terrazzate e boschi lasciati a se stessi, terre abbandonate, causa di frane e di dissesto idrogeologico. Per ovviare a quello che sembra un inesorabile declino la Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’agricoltura, Giovanni Barbagallo, ha approvato oggi un argomento di Giunta che riguarda un disegno di legge sulle norme per il rilancio dell’agricoltura, la salvaguardia del territorio rurale e l’istituzione della banca regionale delle terra. Un’iniziativa che non per caso arriva a distanza di un anno dai tragici fatti dell’alluvione che ha colpito le Cinque Terre e la Val di Vara e Genova. Attraverso il disegno di legge, la cui discussione in Giunta è iniziata oggi e che dovrà concludersi nelle prossime settimane per poi passare all’esame del consiglio regionale, la Giunta lancia un segnale chiaro contro l’abbandono del territorio e l’incuria e per favorire il ritorno alla terra.

“Vogliamo favorire il recupero produttivo delle aree a vocazione agricola abbandonate – spiega l’assessore Barbagallo – oppure sottoutilizzate e perseguire anche l’aumento della superficie media aziendale, la costituzione di unità produttive più ampie ed efficienti, con enormi conseguenze anche sul piano occupazionale e di reddito”. L’obiettivo della Giunta è quello di richiamare i cittadini che posseggono terreni in Liguria a un comportamento meno negligente verso il proprio territorio e le amministrazioni locali alle loro responsabilità, per quanto riguarda la salvaguardia delle aree e la prevenzione dei fattori di rischio. Nel dopoguerra la Liguria aveva 150.000 persone che lavoravano la terra, oggi sono meno di 14.000 e, vista la fragilità del territorio ligure, sono sempre più necessarie le opere di manutenzione.

“Siccome non tutti possono dedicarsi all’attività agricola – continua Barbagallo – la legge prevede che le terre di cui i proprietari non possono o non riescono a prendersi cura siano trasferite nella disponibilità di chi vuole farne uso, attraverso un soggetto terzo garante”. Nelle previsioni dell’assessorato all’agricoltura sarà una Fondazione, denominata Banca regionale della Terra, a gestire il terreno al posto del denaro. “Col suo intervento – spiega Barbagallo – la Fondazione favorirà processi di ricomposizione e di riordino fondiario, indispensabili per consentire alle nostre aziende di raggiungere quella massa critica, senza la quale non si può competere, svolgendo una funzione del tutto simile a una banca”.

Nella discussione la Giunta ha condiviso l’impostazione del provvedimento, ancora sotto forma di bozza, e ha dato mandato all’assessore Barbagallo di avviare al più presto il confronto con gli altri assessorati e i dipartimenti della Regione e con tutti i soggetti coinvolti a vario titolo per arrivare a un disegno di legge il più possibile condiviso.
(C.S.)

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