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Regione, Tpl, Burlando: “Attuazione della legge di riforma del Tpl e risorse per 380 nuovi mezzi in Liguria nei prossimi quattro anni”

Genova. “Abbiamo approvato da poco in Consiglio regionale una legge faticosissima sul Trasporto Pubblico Locale richiesta sostanzialmente da Genova, dal Comune e dalla Provincia di Genova, da AMT, APT e da tutto il sindacato ma soprattutto da quello genovese. Nel momento in cui inizia il suo percorso di applicazione c’era da aspettarsi resistenza dalle realtà di altre province e invece, seppure per motivi diversi, si è bloccata proprio a Genova”.

È cominciata con questa considerazione l’illustrazione dell’accordo siglato ieri notte con il Comune di Genova e le rappresentanze sindacali (CGIL, CISL, UIL) e le relative organizzazioni di categoria degli autoferrotranvieri (FAISA-CISAL e UGL) – e confermato dal voto dei lavoratori riuniti in assemblea questa mattina – da parte del presidente Claudio Burlando. “Nel confronto di ieri con i lavoratori ho espresso loro la convinzione che l’applicazione di questa legge è l’ultima possibilità di riforma del sistema, perché il sistema non si salva così com’è, non c’è niente da fare”.

La legge regionale di riforma del TPL – approvata in Consiglio lo scorso 31 ottobre grazie a una procedura d’urgenza e entrata in vigore il 9 novembre scorso – ha tre presupposti di base: il bacino unico di utenza, la costituzione di una agenzia (di cui dovranno far parte, all’atto della costituzione, oltre alla Regione anche le quattro Province e i quattro Comuni capoluogo e gli eventuali Comuni che vorranno aderire volontariamente) per la gestione e la clausola sociale per la salvaguardia dei posti di lavoro.

“Grazie a questa legge e alla legge nazionale n. 422 del 1997 in materia di trasporto pubblico locale, noi oggi siamo in grado di mettere mano a un processo di riforma di un sistema molto complicato”, ha affermato Burlando, “ed è questo il presupposto da cui sono partito per il ragionamento che ho fatto con i lavoratori. Se siamo molto bravi e corriamo molto, io prevedo che all’inizio del 2015 possa partire un servizio integrato gestito dal vincitore della gara che nel corso 2014 l’agenzia regionale appronterà”.

“Questo percorso non ha niente a che fare con la proprietà delle singole aziende che operano all’interno del TPL”, ha voluto chiarire Burlando. “Le aziende sono dei Comuni, delle Province, delle Ferrovie dello Stato e non c’è nessuna forza al mondo che possa espropriare queste aziende. Noi, attraverso l’agenzia, mettiamo a gara un servizio che poi verrà svolto da chi vince questa gara. Quello che avviene nelle proprietà durante questo percorso non è scelta nostra”.

L’altro intervento sostanziale che impegna la Regione riguarda il rinnovamento del materiale rotabile. Si tratta di trovare le risorse per finanziare l’80% dell’acquisto di 380 nuovi mezzi da impegnare su Genova (200 bus circa) e sulle altre aziende liguri in maniera proporzionale in quattro anni per un totale di circa 75-80 milioni di euro. Le fonti di finanziamento per questa operazione sono sostanzialmente quattro: una riprogrammazione di eventuali fondi europei 2007-2013 che si rendessero nuovamente disponibili perché a rischio di non essere utilizzate in tempo; il fondo regionale che prevede l’erogazione di 2 milioni di euro all’anno per 20 anni (valido per altri 16 anni) che FILSE – la Finanziaria ligure per lo sviluppo economico – si impegnerebbe a attualizzare (cioè a rendere disponibili subito) con un’operazione finanziaria; i programmi operativi nazionali dei fondi FSC (i nuovi FAS) che il Governo è obbligato a impegnare per accompagnare i fondi FSE e FESR; la presenza di un programma PON nazionale destinato alle grandi aree urbane e in particolare ai mezzi di trasporto; una azione cardine con parte dei fondi del FESR – ora FSC – regionali da indirizzare all’acquisto di mezzi di trasporto.

“Preferiamo impegnare la Regione su un investimento molto importante, tenendo le risorse per la gestione a un livello più basso di quello di qualche anno fa perché, anche in relazione ai costi standard, è lì che si deve andare a incidere. Un paese messo male si salva se qualifica la spesa per gli investimenti a scapito della spesa per la gestione”, ha concluso Burlando, ringraziando per l’impegno profuso nella difficile vicenda della firma dell’accordo il Prefetto di Genova Giovanni Balsamo, il sindaco di Genova Marco Doria, il vice-presidente della regione Claudio Montaldo, gli assessori Enrico Vesco (Trasporti), Raffaella Paita (Infrastrutture) e Sergio Rossetti (Bilancio), il presidente, Piero Biglia di Saronno, e il direttore generale di FILSE, Ugo Ballerini.
(C.S.)

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