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Regione, Sanità: cartolarizzazione beni Asl, maggioranza spaccata in VI Commissione. Ritirato il provvedimento.


Genova. Ancora bagarre in VI commissione sulla proposta di legge sulla cartolarizzazione degli immobili di proprietà dell’A.s.l. per fare cassa e ripianare il debito di 180 milioni della sanità in Liguria. La Maggioranza si è comunque divisa sull’ipotesi di approvare il provvedimento in VI Commissione oppure, come proposto dai Gruppi del Pdl, Lega Nord e Lista Biasotti, rinviarlo alla II Commissione per trasformarlo in emendamento alla Finanziaria, infatti secondo i gruppi di minoranza questo provvedimento ha attinenza con il Bilancio, e quindi alla Legge Finanziaria,  perché implica la destinazione dei proventi delle vendite e dell’eventuale surplus.  Di fatto ad oggi il documento è stato ritirato dall’Assessore Fusco.

“Questa Legge è iniqua – dichiarano Marco Melgrati (nella foto), Marco Scajola, Gino Garibaldi, Roberto Bagnasco, Franco Rocca, Alessio Saso e Matteo Rosso, consiglieri regionali del P.d.l. –  perché di fatto espropria i Comuni dalla potestà decisionale urbanistica; infatti, se anche un Comune si oppone al cambio di destinazione d’uso, viene convocata una conferenza dei servizi  con il parere predominante della Regione: tanto vale a dire che la Regione ha già deciso di trasformare gli ex ospedali sul territorio in alloggi di lusso, viste le posizioni degli stessi sul territori e pensiamo all’Ospedale di Alassio, a quello di Varazze, alla realtà di Costarainera e all’ospedale di Santa Margherita”.

I consiglieri regionali del Pdl continuano: “Noi non siamo, come concetto e come filosofia, contrari alla cartolarizzazione e alla riqualificazione di immobili dimessi, ancorché ci viene il dubbio che qualche dismissione sia stata fatta ad arte per poi vendere. Siamo assolutamente contrari all’esproprio proposto da Burlando e dalla maggioranza di centro-sinistra in Regione della potestà dei Comuni di dare la destinazione d’uso, con il “contentino” ai comuni di un contributo “fino al 10% del valore”… una elemosina!!!”

“La vendita di questi “gioielli di famiglia”, acquisiti al patrimonio dell’A.s.l. con legge nazionale, ma in precedenza quasi sempre di proprietà dei Comuni quando gli Ospedali erano affidati all’iniziativa comunale e molte volte frutto di lasciti di munifici donatori, ci trova consenzienti solo se le destinazioni d’uso fossero concordate con il Comune. Potrebbe essere l’occasione per creare, in questi plessi, edilizia convenzionata da affidare a cooperativa per realizzare prime case a prezzi calmierati per i cittadini più giovani, per le nuove coppie e comunque residenti nei Comuni. In un momento di crisi economica grave dare la possibilità ai cittadini di acquistare una casa a prezzi calmierati, senza ulteriormente cementificare il territorio, potrebbe farcì superare le perplessità legate a questa operazione della giunta di centro-sinistra”, concludono Marco Melgrati, Marco Scajola, Gino Garibaldi, Roberto Bagnasco, Franco Rocca, Alessio Saso e Matteo Rosso.


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