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Regione, Salute, Montaldo: “Tagli del Governo insostenibili, non tengono conto del lavoro delle regioni”

Genova. “Il Governo non può tagliare in modo lineare, senza alcuna distinzione tra le regioni, il 5% sui beni e i servizi sanitari e l’1% sui convenzionamenti, senza tenere conto ad esempio del lavoro svolto in Liguria. Ci sono aziende sanitarie che hanno ridotto e altre che hanno cancellato i convenzionamenti esterni, ci auguriamo pertanto che l’esecutivo sia disposto domani a discutere e modificare questo punto, tenendo conto del ruolo che devono continuare ad avere le regioni”. L’assessore regionale alla salute, Claudio Montaldo nel suo intervento di fronte alla maggioranza in Regione sui temi della sanità e del decreto sulla spending review, rivendica il ruolo strategico delle regioni per qualsiasi riforma del servizio sanitario , a distanza di un giorno dal nuovo incontro tra i presidenti delle Regioni e il premier Monti.

“I tagli alla sanità proposti dal Governo – ha detto Montaldo – per un ammontare complessivo di 22 miliardi, da qui al 2014, sono insostenibili. E’ comunque necessaria una riforma del servizio sanitario, con una forte innovazione e un ruolo da protagonista delle regioni”. Sul fronte ligure  l’assessore alla salute ha poi ricordato  “la necessità di omogeneizzare la quota capitaria tra le singole ASL, cioè il costo che ogni cittadino paga per la sanità, che al momento risulta ancora troppo diverso. Si passa infatti dai 1800 euro di Imperia, ai 2200 di Genova. “Frutto sicuramente – ha detto l’assessore – di una  maggiore complessità dell’offerta di servizi, ma anche di una spesa più alta che si concentra nel capoluogo, dovuta ad una rete ospedaliera più ridondante che va riorganizzata”. Montaldo ha giudicato positivamente  il lavoro svolto sul fronte della riduzione della spesa farmaceutica che ha portato a risparmiare circa 100 milioni di euro, così come l’accorpamento delle aziende ospedaliere di Villa Scassi, Santa Corona e dell’Ist”. “Positiva – ha detto Montaldo – la proposta emersa in maggioranza di effettuare ulteriori accorpamenti tra le ASL, nella direzione di un’aggregazione dei servizi amministrativi, per ottenere un maggiore risparmio, come avvenuto, con la Centrale unica degli acquisti”.

Per quanto riguarda l’ospedale del Ponente, ha concluso l’assessore alla salute,  “è stato avviato, con la ASL 3 genovese, un ragionamento sullo studio di fattibilità, per capire quali risorse possono essere recuperate, anche dalla dismissione di strutture sanitarie e verificare così a quanto ammonta la distanza tra il costo dell’opera e i finanziamenti disponibili, a fronte di una totale assenza di risorse nazionali”.
(C.S.)

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