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Regione, Presentata in Regione la Consulta per l’integrazione dei cittadini stranieri

Genova. La Regione Liguria, con l’assessore all’Immigrazione Enrico Vesco, ha presentato in mattinata, a Genova, la seconda Consulta regionale per l’integrazione dei cittadini stranieri.

In Liguria – ha reso noto la sociologa Deborah Erminio – vivono 136 mila persone di cittadinanza straniera, che partecipano al mondo del lavoro così come a quello della scuola e alla vita sociale nel suo complesso. Fra questi sono 83mila gli occupati nati all’estero e 11mila gli imprenditori,  25 mila i minori e di questi 22 mila sono alunni sui banchi di scuola, 108 mila i titolari di permesso di soggiorno e tra questi i titoli di soggiorno di lungo periodo hanno superato i permessi di soggiorno ordinari, a dimostrazione di quel processo di stabilizzazione e radicamento sul nostro territorio che è in corso da anni (i primi sono 57.854 e i secondi 50.860).

Accanto alla popolazione immigrata ci sono poi le nuove generazioni, nate e cresciute in Italia, la cui cittadinanza è straniera almeno sino alla maggiore età : 3 studenti stranieri su 10 sono nati in Italia (35,2% in Liguria),  nella scuola dell’infanzia questa quota arriva a 7 su 10 (74,9% nell’infanzia, 50,5% primaria, 16,3% secondaria di I grado e 4,3% secondaria di II grado).

L’organismo è composto da dodici rappresentanti dei cittadini stranieri immigrati e da rappresentanti di enti locali, sindacati, associazioni di categoria, associazioni del terzo settore e da un rappresentante esperto in cooperazione internazionale e nelle tematiche dell’accoglienza designato dall’Osservatorio regionale sul volontariato. Fra i compiti della consulta presieduta da Enrico Vesco- presentare proposte di intervento e per lo svolgimento di studi e approfondimenti sull’immigrazione,  esprimere pareri sulle iniziative in materia di immigrazione e formulare proposte alla Regione al Parlamento, al  Governo.

La Consulta regionale ha nominato vicepresidente Ancuta Suzana Georgeta, consultrice rappresentante dei cittadini stranieri per la provincia della Spezia, di origine rumena. Suzana Ancuta  vive in Italia da molti anni ed è da sempre impegnata nell’ambito dell’immigrazione, come volontaria e come mediatrice culturale.

Tra le priorità indicate dalla vicepresidente, il forte impatto della crisi economica, che per i lavoratori stranieri comporta anche il rischio, per sé e per i familiari a carico, della perdita del titolo di soggiorno, la disciplina dell’iscrizione al servizio sanitario nazionale,  la comunicazione istituzionale in merito ai diritti e ai doveri dei cittadini stranieri, con particolare riferimento all’accesso alle cure mediche e ai servizi sociali.

Fra le questioni più urgenti la carenza di strutture di prima accoglienza, soprattutto per donne e minori, la necessità di intervenire nella tutela e nel contrasto delle discriminazioni, con particolare riferimento all’accesso ai servizi da parte dei cittadini stranieri, la libertà di culto e alla partecipazione ai concorsi pubblici e alla vita pubblica locale l’accesso ai  servizi di mediazione interculturale.

La crisi economica  ha avuto effetti profondi anche nella nostra regione e ha colpito fortemente i lavoratori stranieri, con tutte le conseguenze che la perdita del lavoro comporta sul permesso di soggiorno.

Sono diminuiti gli occupati – il tasso di occupazione tra gli stranieri è sceso al 63% perdendo quasi 5 punti percentuali in 4 anni.

Parallelamente sono aumentate le persone in cerca di lavoro e, anche in questo caso, si evidenza una certa distanza tra la popolazione italiana e quella straniera: tra gli italiani il tasso di disoccupazione è del 5,3% a fine 2011 (era 3,9% nel 2008 – differenza 1,4 punti), tra gli stranieri è del 13,4% a fine 2011 (era 7,9% nel 2008 – differenza 5,5 punti percentuali).

La Consulta ha  aderito  alla seconda Giornata d’azione globale: “Migrare per vivere, fermiamo la strage!”, prevista per  domani, martedì 18 dicembre 2012, per esigere la ratificazione e l’applicazione della Convenzione per i diritti dei lavoratori Migranti e delle loro famiglie (firmata il 18 dicembre 1991) e quindi dare visibilità e denunciare collettivamente la tragedia che quotidianamente si consuma presso le nostre frontiere, dove i migranti muoiono o scompaiono nel viaggio verso un futuro migliore.
(C.S.)


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