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Regione. Prende il via a Savona la campagna per le primarie del Pd per il candidato a presidente della Regione Liguria

Savona. Ieri, mercoledì 23 luglio, alle ore 21, alla Festa dell’Unità, presso la SMS La Rocca di Savona, il giornalista de La Stampa, Sandro Chiaramonti, ha intervistato due dei candidati (da lui definiti i più forti) alle primarie del Partito Democratico per il ruolo di Presidente della Regione Liguria.

Era la prima volta che i due candidati dibattevano tra di loro e il bocciodromo, sede della discussione causa cattivo tempo, era strapieno di gente.

L’intervistatore ha, dapprima, fatto notare che Berruti è savonese (Sindaco) e la Paita è spezzina.

Quello che conta, ha affermato la Paita, è il lavoro fatto per la Regione (Paita fa parte della Giunta regionale ed è stata incaricata della riorganizzazione amministrativa degli enti locali). Dopo aver girato in lungo e in largo, come ha fatto lei, nessuno sa più quale sia la sua provenienza iniziale. L’identità è ligure.

La Liguria, ha aggiunto Berruti, rischia di essere l’anello debole del nord, invece, deve tornare a essere una grande regione e Genova un grande capoluogo europeo.

Gira voce che Raffaella Paita sia il candidato scelto per la successione da Burlando.

Ella risponde che si è candidata con una conferenza stampa e per prima cosa ha chiesto le primarie. L’esperienza in regione è stata bellissima, ha lavorato molto con tanti colleghi. Ma è evidente, comunque, pur senza rinnegare il lavoro fatto, che bisogna innovare e andare avanti: in particolare nella semplificazione.

Berruti, che è un renziano della prima ora e che tanto si è speso per sostenere Renzi quando era avversario di Bersani, sostiene che il cambiamento in Regione deve essere radicale, sullo stile di quello che fa Renzi nel nazionale.

Sollecitati dall’intervistatore, i duellanti dovranno rispondere, quindi, su questioni precise, come il turismo che è debole in tutta la regione.

Berruti lamenta che la Regione impegni solo 4 milioni di euro per il turismo e che, invece, sia necessario riorganizzare la spesa e usare meglio i fondi europei.

Secondo Paita, la maggior parte della spesa regionale è impegnata nella sanità. Si sono realizzati, però, progetti importanti come il porto antico a Genova, la pista ciclabile tra la costa e l’entroterra nel ponente che è un percorso riconosciuto in tutta Europa… Certamente, bisogna rinnovare le strutture ricettive, valorizzare i prodotti locali, la floricoltura, promuovere il territorio… L’expo, poi, sarà una grande vetrina, un’occasione irripetibile anche perché, essendo il tema la nutrizione, si può dimostrare il valore dei prodotti tipici e la qualità della vita ligure.

Berruti propone agevolazioni fiscali per chi riqualifica le strutture ricettive. Dato poi che il traffico automobilistico  in Liguria è molto complesso quando la gente va in vacanza, propone il trasporto ferroviario gratuito o semi gratuito in alcuni mesi dell’anno e giorni della settimana per agevolare gli spostamenti.

Paita rilancia l’alta velocità, il raddoppio della linea nel ponente finora bloccato per un contenzioso giudiziario e la gronda…

Berruti deplora che le grandi opere in Italia trovino molta difficoltà. Ma bisogna pensare anche ai piccoli imprenditori assottigliando la burocrazia, aiutarli nell’ottenere crediti dalle banche, diminuire l’Irap a chi assume un giovane o un cinquantenne rimasto senza lavoro.

Paita aggiunge che le lungaggini proteggono anche la corruzione, che bisogna produrre testi unici e snellire le norme. Non deve più essere che ogni consigliere produca una legge!

Sanità e problema ospedale: il vicesindaco di Savona, Livio Di Tullio, ha lanciato nei giorni scorsi la proposta di chiudere tutti gli ospedali della Provincia e farne uno nuovo a Savona per tutti.

La Paita si dichiara contrarissima: gli ospedali di Cairo, Albenga, Pietra Ligure sono necessari sul territorio. D’altra parte, in regione, gli ospedali sono già stati ridotti da 25  a 19 e si arriverà a 15.

Anche Berruti, infine, deve dichiararsi contrario alla proposta Di Tullio. Ma chiede meno politici nella sanità, più valore ai medici secondo i loro meriti di studio e di esperienze.

Ultimo punto, la questione dell’accorpamento del porto di Savona a quello di Genova.

La Paita ricorda che la Regione si è sempre spesa molto per il porto di Savona ma l’Autorità dovrebbe essere una sola, con lo sdoppiamento per le questioni locali che non annulli l’identità, anzi, bisogna aggiungere la Val Bormida per il legame con l’entroterra.

Il confronto si chiude ma ci si rivedrà presto per dare spazio anche alle domande del pubblico.
(Renata Rusca Zargar)


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