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Regione, Melgrati: “Preoccupazione per qualifica Dea II Livello Santa Corona”

Genova. “La preoccupazione di poter perdere la qualifica di Dea di II livello per quanto riguarda il Santa Corona di Pietra Ligure è fondata e si basa su criteri che la nuova normativa nazionale ha stabilito che prevedono un bacino di utenza di riferimento dai 600.000 ai 1.200.000 abitanti. Purtroppo l’area dove insiste il Santa Corona non ha, oggi, questa caratteristica. Per tale motivo ho portato in Consiglio regionale la questione con un’interrogazione urgente alla quale questa mattina ha risposto l’assessore Montaldo rassicurandomi sulle volontà della Giunta regionale. Purtroppo la sua risposta superficiale e non esaustiva mi ha messo in allerta e mi ha molto preoccupato”. Così dichiara il capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati che continua: “la strada degli accordi extraregionali, fino ad oggi, da quanto mi risulta non è stata percorsa da questa amministrazione regionale, e questo è un fatto molto grave perche la scadenza per adeguare le strutture sanitarie era dicembre 2014”.

“Montaldo ha affermato infatti che per le caratteristiche del Santa Corona, per le sue specialità cliniche, soprattutto legate alla traumatologia, non si corre il rischio di perdere la qualifica di Dea II. Io in realtà resto preoccupato perché la possibilità che i territori di Imperia e Savona rimangano sprovvisti di una struttura di emergenza DEA di II livello potrebbe presto presentarsi. Inoltre tra le discipline che dovrebbero essere presenti in strutture ospedaliere Dea di II livello vi è la Cardiochirurgia, che al Santa Corona non c’è perché la Giunta regionale ha deciso di tenere nella provincia di Genova, al San Martino ed a Rapallo, Villa Azzurra, le due cardiochirurgie previste per la Liguria, con la conseguenza, negativa, di lasciare scoperto sotto questo profilo tutto il Ponente ligure. In quest’ottica quindi anche l’assenza di attività di Montaldo sui criteri relativi al bacino di utenza desta non poco timore e sospetto. Come si dice a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca: non vorremmo che domani ci trovassimo di fronte all’irrimediabile, con gravi conseguenze per i cittadini del Ponente e della Liguria più in generale ”.

“A tutto questo si somma il fatto che la normativa nazionale fissa con una formula complessa il calcolo da eseguirsi per effettuare i tagli dei posti letto ospedalieri per ricondurli entro il parametro di 3,7 posti letto ogni mille abitanti, ma non sappiamo se la nostra regione si sia adeguata. Infatti ad oggi anche su questo fronte non sappiamo cosa è stato fatto perché il Consiglio regionale, con i voti contrari di Forza Italia, aveva approvato un documento che demandava ai Direttori generali tale operazione. Tutto questo è molto grave e visto che ci si avvia verso la fine della legislatura ed il prossimo assessore alla salute certamente non sarà più Montaldo, non vorremmo che si fosse deciso di lasciare la patata bollente alla prossima Giunta regionale”, conclude Marco Melgrati.
(C.S.)

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