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Regione Liguria, presentato l’Annuario Statistico 2013

Genova. Presentato nel pomeriggio, nella sede della Regione Liguria, l’Annuario Statistico Regionale 2013.

Fra gli argomenti del report un focus sull’economia ligure negli anni della crisi, l’andamento del mercato del lavoro e delle principali variabili demografiche e sociali.

L’annuario è stato  presentato dall ’assessore regionale alle Politiche Abitative , Edilizia e Lavori Pubblici Giovanni Boitano,  il presidente  e il segretario generale  di Unioncamere Liguria Paolo Odone e Giorgio Marziano,   il direttore di Liguria Ricerche Riccardo Podestà, Mauro Palumbo, Università di Genova.

Gli indicatori di struttura della popolazione confermano il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione ligure; l’indice di vecchiaia (rapporto percentuale tra il numero degli ultra sessantacinquenni ed il numero dei giovani fino ai 14 anni) che passa da 236,2 del 2011 a 238,2 nel 2012.

Gli stranieri residenti in Liguria al 31 dicembre 2012 sono 119.946, pari all’8% della popolazione residente complessiva e registrano una crescita rispetto all’anno precedente del 7,1%. Dall’analisi della popolazione straniera per classe di età si evidenzia che sia tra i maschi che tra le femmine la maggiore percentuale  (11,55% sul totale) è presente nella fascia di età 30-34 anni.

Rispetto agli anni precedenti, nel 2012 cala infatti l’indice posti letto per acuti (da 3,49 a 3,22); per contro si rileva un incremento dell’indice dei posti letto relativo alla riabilitazione (da 0,46 a 0,60). Anche il tasso di ospedalizzazione mostra una riduzione per la degenza ordinaria ed il day hospital, ma un aumento per la quota relativa alla riabilitazione.

Gli studenti immatricolati all’Università degli Studi di Genova per l’anno accademico 2012/2013 sono 5.333, la percentuale maggiore degli stessi ha scelto la Scuola di Scienze Sociali (35,4%), mentre la percentuale maggiore di femmine rispetto ai maschi si registra nella Scuola Ddi Scienze Umanistiche (71,9%).

In relazione al livello di istruzione, la Liguria si posiziona in una fascia medio-alta tra le regioni italiane: il 13,7% della popolazione residente di 15 anni e oltre è in possesso di una laurea, dottorato o diploma universitario (la media nazionale si ferma all’11,8%), il 29,1 ha conseguito un livello di istruzione secondaria superiore (a livello nazionale la quota raggiunge il 28,9%).

Aumentano le separazioni in Liguria, 3.082 registrate nel 2011 contro le 2.921 dell’anno 2010 mentre diminuiscono i divorzi 2.230 nel 2011 contro i 2.372 dell’anno 2010. In Liguria nel 2010, l’affidamento condiviso di minori è stato applicato nel 92,5% a seguito di separazione (90,3% la media nazionale) e nel 84,1% a seguito di divorzi (75,6% la media nazionale).

Nel 2011 sono stati emessi 2.463 provvedimenti esecutivi di sfratto, (di cui il 58% concentrati nel capoluogo), l’81% per morosità, il 12% per fine locazione e il 7% per necessità del locatore.

Nel biennio 2011-2012 in Liguria 4 famiglie su 10 sono famiglie di single, a livello nazionale il numero scende a 3; rispetto al biennio precedente si assiste ad un aumento della tipologia in termini percentuali pari a +6,2%.

Nel 2012 in Liguria l’utilizzo del computer e di internet interessa il 55% circa della popolazione, percentuale superiore a quella nazionale (52% circa) e inferiore a quella dell’Italia nord-occidentale (57% circa).

Nel 2012 la percentuale di liguri che leggono libri è pari al 52,4% contro una media nazionale del 46,0%.

Il tasso di occupazione ligure si attesta nel 2012 sul 62,0%, a fronte di un tasso medio nazionale del 56,8% e di un tasso per il Nord-Ovest del 64,2%. Il tasso di disoccupazione raggiunge quota 8,1%, in linea con il Nord-Ovest (8,0%) ed è al di sotto del dato nazionale (10,7%).Nel 2012 il valore del prodotto interno lordo ligure è pari a 44.064 milioni di euro a prezzi correnti e 39.160 milioni a valori concatenati con anno di riferimento al 2005.  Rispetto al 2011 il calo del PIL stimato risulta pari a -2,9% (a valori concatenati al 2005).  Il PIL procapite ligure a prezzi di  mercato (27.308 euro) si posiziona sopra quello del Paese (25.728 euro).

L’indagine sull’industria manifatturiera ligure, realizzata trimestralmente da Unioncamere Liguria, conferma nel 2012 il perdurare di una crisi che ha colpito tutti i settori produttivi: dati incoraggianti provengono dalle imprese esportatrici, che nel 2012 hanno aumentano le vendite del 3,3%.

Nel 2012 le imprese artigiane attive, che rappresentano il 33,2% delle imprese liguri, ammontano a 47.192, lo 0,4% in meno rispetto al 2011, in linea con il trend nazionale (-1,6%).

Nel 2012 sulla base dei dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico, la consistenza degli esercizi commerciali liguri con attività primaria di commercio al dettaglio in sede fissa passa da 24.636 a 24.389 unità (-1%); a livello nazionale il calo è pari all’1,2%.La consistenza del commercio all’ingrosso passa da 5.613 a 5.535 esercizi (-1,4%), con una riduzione in tutte le voci tranne i prodotti alimentari.

Il 2012 si chiude per la Liguria con un calo delle importazioni (-3,2%) ed un aumento delle esportazioni (+2,1%), con un contestuale miglioramento della bilancia commerciale che si mantiene comunque negativa. Il calo delle importazioni si presenta più contenuto rispetto a quello registrato nel Paese (-5,3%) e nell’Italia nord-occidentale (-6,9%); allo stesso modo però l’incremento dei flussi di export regionali è inferiore rispetto a quello registrato nelle aree di riferimento (Italia: +3.8%; Nord Ovest: +3,6%).

Analizzando l’andamento dei primi nove mesi del 2013, si registra un calo tendenziale sia dell’export (-7,1%) sia dell’import (-13,8%) ligure. Il calo delle esportazioni interessa in particolare le vendite in Europa (-13,6%) e in America (-52,3%), mentre aumentano i flussi verso l’Africa (+62,5%) e l’Asia (+32,3%). Per quel che riguarda l’import si rileva un aumento degli acquisti dall’Europa (+1,9%), mentre risultano in calo i flussi da tutte le altre aree di provenienza.I dati relativi al Turismo in Liguria nel 2012 registrano una tenuta del comparto turistico complessivo della nostra Regione, seppur gli arrivi e presenze totali sono in calo rispetto all’anno precedente. Rispetto all’anno precedente diminuiscono gli italiani ma crescono, in modo costante da qualche anno, gli stranieri.

Relativamente alla movimentazione delle merci, gli indicatori rilevano una variazione percentuale negativa nel 2012 rispetto all’anno precedente in tutti i porti liguri, in particolare nei porti di La Spezia (-9,5%) e Savona-Vado (-9,2%). Nel porto di Imperia la riduzione risulta pari a -7,1% mentre solo per il porto di Genova il calo è risultato è minore (-0,4%).

Gli incidenti stradali sono calati  nel 2012 (-4,2%), 410 incidenti in meno rispetto all’anno precedente; diminuiscono anche il numero di morti a seguito di incidente (-4,7%) e di feriti (-4,6%).

I prestiti alle famiglie, in larga parte rappresentati dai mutui per l’acquisto di abitazioni, sono diminuiti dell’1%, mentre quelli verso il settore produttivo (società non finanziarie e famiglie produttrici), che rappresentano il 57% del totale dei prestiti erogati da banche e casse depositi e prestiti, hanno registrato una contrazione  del 4,6%.

Le imprese straniere, e con esse si intende l’insieme delle imprese in cui la partecipazione di persone non nate in Italia risulta complessivamente superiore al 50% (mediando le composizioni di quote di partecipazione e cariche attribuite), risultano, nel 2012,  in Liguria l’11% del totale imprese, superiore di 2,6 punti percentuali alla media nazionale.

Le imprese femminili attive nel 2012 ammontano a 36.135 (-0,7% rispetto al 2011), il 25,4% del totale delle imprese, dato superiore alla media nazionale che si ferma al 24,3%.

La quota di imprese giovanili, ossia le imprese in cui la partecipazione delle persone “under 35″ risulta complessivamente superiore al 50%, in Liguria è pari al 10,2%, contro una media nazionale dell’11,5%.

Nel 2013 vengono confermati i valori sulle imprese straniere e femminile mentre in leggero decremento la percentuale di imprese giovanili sul totale delle imprese (9,8%).Analizzando le spese si evidenzia una diminuzione dello -0,59% del totale per la regione Liguria e un aumento del +0,96% per l’Italia. A livello regionale si rileva una diminuzione del -0.49% delle spese correnti (che incidono sul totale per il 90%) ed una diminuzione del -1.6% delle spese in conto capitale.
(C.S.)

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