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Regione, Lavoro, Lincoln Electric, Vesco e Oddone: ”No allo smantellamento del sito produttivo”

Genova. Un incontro immediato con i vertici della multinazionale Lincoln Electric per dire no alla chiusura del sito produttivo di Genova Serra Riccò e al suo trasferimento in Polonia. Lo chiedono gli assessori al lavoro e allo sviluppo economico di Regione e Comune di Genova, Enrico Vesco e Francesco Oddone dopo la riunione svoltasi quest’oggi in piazza De Ferrari alla presenza delle organizzazioni sindacali e del sindaco di Serrà Riccò, Andrea Torre contro la decisione aziendale di chiudere la produzione nel capoluogo ligure.

“Non vi è nessuna motivazione – hanno detto Vesco e Oddone – alla chiusura del sito e alla sua delocalizzazione, perché non vi è sentore di crisi produttiva, né di diminuzione dei carichi di lavoro. Al contrario i bilanci appaiono solidi e a luglio vi è stato addirittura un record nella sede genovese di circa 3000 saldatrici assemblate e pertanto non si capiscono le motivazione di una fuga in Polonia, se non per incrementare i profitti”. I due assessori presenti all’incontro hanno ribadito alle organizzazioni sindacali che faranno tutto il possibile “per opporsi alla decisione della multinazionale produttrice di saldatrici che dal 2008 ad oggi, nel sito di Genova, ha visto un aumento della sua produttività, con la presenza di 106 dipendenti e 8 lavoratori interinali.

“Non si capisce perché – hanno sottolineato Vesco e Oddone – tutte le realtà industriali tengono la produzione vicino ai centri di ricerca, invece la Lincoln Electric vuole fare l’opposto”. Risale al settembre scorso la decisione della multinazionale  di delocalizzare la produzione di saldatrici nello stabilimento di Serrà Riccò, spostandola in Polonia e mantenendo nel capoluogo genovese solo la ricerca . Una decisione che implicherebbe il licenziamento di 43 addetti del reparto produttivo, oltre alla scadenza, già comunicata, degli 8  lavoratori interinali i cui contratti non verranno più rinnovati da ottobre. Oltre a questi è previsto perdano il posto di lavoro altri 15 pendolari provenienti da Savona, sei disabili e tutto l’indotto costituito da 25 imprese operanti tra Liguria e Basso Piemonte.
(C.S.)

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