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Regione, Caccia, nessun rischio-salute per cinghiali e selvaggina

Genova. Nessun pericolo per la salute, in Liguria, dal consumo di carni della selvaggina, in particolare quella di  cinghiale.  E’ quanto  emerge  dai primi dati dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta trasmessi all’assessorato alla Caccia della Regione Liguria che dallo scorso anno ha avviato un piano biennale di monitoraggio sanitario e di attività di epidemiosorveglianza degli ungulati selvatici  su tutto il territorio regionale. Obiettivo: valutare il rischio correlato al consumo di carni cacciate e  di ottenere un quadro epidemiologico relativo alle principali malattie zoonotiche.

“Ringrazio il direttore dell’Istituto zooprofiltattico Angelo Ferrari per la collaborazione, crediamo che il monitoraggio effettuato con la loro collaborazione sia molto importante e confermi l’attenzione della Regione Liguria per la salute dei cittadini anche in questa circostanza”, afferma l’assessore all’Ambiente e alla Caccia della Regione Liguria Renata Briano.

L’Istituto Zooprofilattico, nel suo ruolo di organismo di tutela del cittadino, garantendo la sicurezza degli alimenti e la salute degli animali che li producono, è responsabile del campionamento annuale di oltre 1500 animali selvatici cacciati (principalmente cinghiali, ma anche caprioli, camosci e daini), con lo scopo di verificare l’assenza di patologie trasmissibili all’uomo. Inoltre, in continuità con gli studi che identificano negli animali- sentinella, che condividono con l’uomo l’ambiente di vita o in ogni caso presenti nelle aree limitrofe a quelle urbane, e pertanto potenzialmente esposti ai medesimi fattori di rischio ambientali, parte delle attività è dedicata alla determinazione, nei tessuti degli animali cacciati, dei livelli di alcuni contaminanti, quali i metalli pesanti, policlorobifenili, idrocarburi policiclici aromatici, pesticidi e cesio-137.

Attualmente, sono pervenuti all’Istituto circa 250 campioni da cinghiali cacciati nelle diverse province liguri. Le analisi indicate risultano attualmente in corso, ma i dati preliminari ottenuti nei primi mesi di studio, è tuttavia possibile affermare che non vi siano rischi sanitari riscontrati.
(C.S.)

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