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Regione, Alimentare: festa per i 40 anni della doc per lo Sciacchetrà e gli altri vini delle 5 Terre

Riomaggiore (La Spezia). Spente le candeline sui primi 40 anni della Doc-denominazione di origine controllata dei vini delle Cinque Terre, compreso, naturalmente, il famoso Cinque Terre Sciacchetrà, passito di fama mondiale, in mattinata, a Riomaggiore, nelle Cinque Terre, nella vetrina della produzione agroalimentare di qualità.

La Gazzetta Ufficiale del 29 maggio 1973 pubblicava infatti il decreto che sanciva ,di fatto, la nascita della Doc.

Quelli delle Cinque Terre sono vini di pietra e di mare, “hanno lo stesso carattere di chi li produce,  vini che non concedono spazi a compromessi, poca apparenza e molta sostanza, vini solari che profumano di scogli, di frutta ed erbe spontanee”, hanno spiegato il vicepresidente ligure e delegato per la provincia della Spezia dell’Associazione Italiana sommelier  Marco Rezzano e Salvatore Marchese, giornalista e enograstronomo, presenti  in mattinata alla cerimonia,  insieme  con i presidenti dell’enoteca regionale della Liguria e della cooperativa Cinque Terre Federico Ricci, Matteo Bonanini e  diversi produttori.

La punta di diamante dei vini doc delle Cinque Terre è lo sciacchetrà, prezioso vino passito, “un vino- simbolo   della fatica e del sudore dei contadini , un bene prezioso da stappare nelle ricorrenze, portabandiera di antichi  e profondi valori umani e morali”.

La Cantina 5 Terre è una cooperativa di circa 300 coltivatori (non solo vignaioli) che insieme operano con l’obbiettivo di salvaguardare il territorio, valorizzarlo e raccoglierne i frutti. Sono circa 220 i viticoltori che singolarmente coltivano l’uva destinata alla produzione dei vini di questa cantina, per un totale di 170-180 mila bottiglie e 38 ettari di vigneti. Qui vengono prodotte tutte le tipologie di vino caratteristiche di questa zona, dallo Sciacchetrà, al bianco DOC composto da un mix di uve, fino ai 3 cru provenienti da tre specifiche sottozone : il “Costa de Campu”, il “Costa de Sera” e il “Costa da Posa”.

I vitigni coltivati e utilizzati per la realizzazione dei vini bianchi delle Cinque Terre sono l’Albarola, il Vermentino e il Bosco, le cui percentuali di utilizzo possono variare a seconda della tipologia di vino da realizzare.

Il quarantennale della denominazione sono un momento molto importante  per i vini delle Cinque Terre, “deve essere un  punto di ripartenza per venire incontro e sostenere un  presidio del territorio, che offre una produzione di eccellenza  in condizioni non sempre facili, soprattutto dopo i gravi problemi idrogeologici causati dalla’ alluvione del 2011”, ha affermato l’assessore all’Agricoltura della Regione Liguria Giovanni Barbagallo.
(C.S.)

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