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Referendum 12 e 13 giugno 2011: votare Si deve.

Genova. La Camera del Lavoro di Genova, insieme alle sue categorie, ha programmato in questa ultima settimana di campagna referendaria trenta presidi per distribuire materiale informativo davanti ai principali luoghi di aggregazione come davanti alle stazioni ferroviarie cittadine, nei principali mercati rionali, all’ingresso dei presidi ospedalieri, la sede del Comune di Genova e altri luoghi ancora.

L’acqua è come la salute, la scuola: non si può parlarne che in termini pubblici, di benessere per la collettività e non di affari.

 Una battaglia civile di cui la Cgil, insieme ad una vastissima e composita coalizione sociale, si è fatta promotrice e che con il milione e 400 mila firme raccolte (51 mila nella sola regione Liguria) – un record assoluto in termini di partecipazione dei cittadini – rivela quanto il bene ACQUA conservi il valore anche simbolico di elemento essenziale alla vita e quindi di bene umano universale.

 Ecco perché la Cgil è dentro ad una battaglia così importante e si schiera apertamente su un tema non direttamente attinente il lavoro.

 Due sì netti e chiari da pronunciare nelle urne il 12 e il 13 giugno, riaffermati nell’ultimo Comitato direttivo del sindacato, con la consapevolezza dell’importanza dell’ACQUA come bene comune.

 Due sì per l’acqua pubblica: il primo relativo alle “modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica” per fermare la privatizzazione dell’acqua. Per la Cgil è infatti inaccettabile la privatizzazione di un diritto inalienabile e universale; il secondo quesito riguarda invece la “determinazione della tariffa del Servizio Idrico Integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito”, l’abrogazione del quale vuole eliminare la possibilità di fare profitti sull’acqua.

 Anche sui temi del nucleare, ivi compresa la critica pesante al tentativo di sottrarre al pronunciamento referendario il relativo quesito con un provvedimento tampone, la Cgil si è sempre espressa con chiarezza. Così come sul quarto quesito in materia di legittimo impedimento, la Cgil ritiene che le persone di fronte alla legge debbano essere tutte uguali.

 Per queste ragioni, augurandoci che il quorum venga raggiunto, la CGIL auspica la prevalenza dei quattro SI’ ai quesiti referendari.

 La Cgil nel sostenere con forza e convinzione l’importanza della consultazione referendaria come diritto di pronunciarsi liberamente attraverso il voto, invita tutti i lavoratori e le lavoratrici, i pensionati e le pensionate, i cittadini tutti a recarsi alle urne per fare in modo che il quorum venga raggiunto.

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