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Redipuglia: studenti e Consiglio regionale commemorano i caduti della “grande guerra”

Genova. È iniziato con la visita ai sacrari che custodiscono i resti delle vittime della prima guerra mondiale il viaggio organizzato dal Consiglio regionale della Liguria verso le terre della Venezia Giulia, dove, durante e al termine della seconda guerra mondiale furono barbaramente uccisi numerosi giuliano-dalmati di lingua italiana, da formazioni titoiste. Uomini, donne e persino bambini, furono gettati in profondi crepacci, le foibe, dove trovarono la morte.  

Per capire le origini di quell’odio feroce, politico ed etnico che fece tante vittime, la delegazione ha visitato i luoghi che hanno visto alcuni degli scontri più sanguinosi della prima guerra mondiale Infatti l’odio etnico, già latente, crebbe durane la “grande guerra, per poi esplodere negli anni del secondo dopoguerra. Questo è stato più volte rimarcato durante la visita al sacrario militare di Oslavia, a quello di Redipuglia e ai due vicini cimiteri, quello civile e quello austro ungarico, situati alle spalle di Gorizia, che, appunto, custodiscono i resti di coloro che perdettero la vita durante il primo grande conflitto mondiale.

 Il vicepresidente del Consiglio regionale, Luigi Morgillo e il consigliere regionale Nicolò Scialfa sono stati accolti dal sindaco di Fogliano Redipuglia, Antonio Calligaris e dal tenete colonnello Gustavo Parisi. I due rappresentanti del Consiglio regionale ligure hanno portato in dono la bandiera con lo stemma della Regione. Per la prima volta il vessillo ligure sarà presente al sacrario di Oslavia.

«Il tempo aiuta a leggere la storia» – ha detto Morgillo durante la lunga visita ai sacrari dei caduti, alla cui memoria è stato reso onore con corone d’alloro del Consiglio regionale e del’Associazione nazionale Venezia Giulia Dalmazia della Liguria. A deporre le corone sono stati i ragazzi vincitori del concorso “Il sacrificio degli italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia”, giunto alla decima edizione. Il tema di quest’anno era: “Gli Italiani autoctoni di Venezia Giulia e Dalmazia; i diversi profili della tragedia dell’Esodo; Esuli e Rimasti. Due diversi modi di essere “stranieri in Patria”,

 I ragazzi, in tutto una trentina, sono accompagnati da tre insegnanti. Della delegazione fanno parte anche quattro membri dell’Associazione Venezia Giulia Dalmazia.


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