Home » EVENTI » Rapallo, 3° Raduno dei Rapallin

Rapallo, 3° Raduno dei Rapallin

Rapallo. L’Associazione “Liguri Antighi – I Rapallin” informa che nei giorni 8, 9 e 10 luglio 2011 avrà luogo, in Rapallo, il 3° Raduno dei Rapallin, nell’ambito del quale si svolgerà il seguente programma:

 Venerdì 8 mattino ore 9,30: Santa Messa in Basilica in suffragio dei defunti dei Soci dell’Associazione “Liguri Antighi – I Rapallin”; venerdì pomeriggio ore 16,00: nel Salone del Consiglio Comunale, Conferenza della dott.ssa Barbara Bernabò  su “ I Mercanti Rapallin nel Mediterraneo”; venerdì sera ore 21,00: Concerto di organo e tromba in Basilica (con il contributo del CENTRO LATTE RAPALLO SpA)

 Sabato 9 mattino ore 9,30: nel Salone del Consiglio Comunale, Conferenza del Signor Giorgio Getto Viarengo su “Il mito di S. Erasmo nel Tigullio”; sabato sera ore 18,00: Santa Messa solenne in Basilica presieduta da S.E. Mons. Martino Canessa, Vescovo della Diocesi di Tortona, il quale, al termine della S. Messa, alla presenza di Mons. Arciprete, del Clero, delle Autorità e dell’Assemblea dei Fedeli, conferirà il “Rapallino d’Oro” al rev.do don Emilio Arata, noto sacerdote rapallino che, per i suoi meriti, è  stato designato da apposita commissione; sabato sera ore 20,30: INCONTRO  CONVIVIALE  DEI  RAPALLIN * presso il Ristorante “Gran Caffè Rapallo”, con la partecipazione di autorità civili, religiose e di insigniti del “Rapallino d’Oro”.

 Domenica 10 ore 10,00 circa: a Montallegro per il Pellegrinaggio al Santuario insieme alla Comunità di Rapallo per il ringraziamento e il rito dello scioglimento del voto; domenica sera ore 21,00: Concerto del Corpo Bandistico “Città di Rapallo”  nel Chiosco della Musica, offerto dall’Amministrazione Comunale.

 *Il menù dell’ Incontro Conviviale consiste in:

antipasto (in parte di mare e in parte di terra), due primi, tra cui i pansoti de “LA CASANA”, due secondi con contorni, torta classica (pan di spagna  con crema  e panna), spumante, vini bianchi e rossi, acqua minerale e

caffè.*

Per informazioni su dettagli e costo del menù e prenotazioni rivolgersi direttamente al Ristorante “Gran Caffè Rapallo” sul Lungomare V. Veneto 32, tel.

0185/55775

o telefonare a: 0185/206073  328/7137716 – 327/5938040.


*Si può prenotare sino il 6 luglio, salvo anticipato esaurimento di posti. 

BREVI  NOTIZIE  SU DON EMILIO ARATA

           A corredo della  segnalazione forniamo, per chi non ne fosse ancora a conoscenza, queste notizie. Don Arata è nato nel 1938 da genitori rapallini “doc” (il cognome della mamma è Assereto) venuti da S. Quirico di Assereto a stabilirsi nella parte più alta del sestiere Cerisola prima della sua nascita. Qui don Emilio ha conosciuto sin da piccolo il disagio di una terra dura e priva dei servizi essenziali come l’acqua e la vicinanza di una strada rotabile. Sin da piccolo ha dovuto sobbarcarsi quotidiane scarpinate di ore per recarsi a scuola senza tralasciare di aiutare, ancora imberbe, i genitori nel lavoro dei campi, aiuto che ha continuato a dare anche quando, già in Seminario, poteva ottenere qualche giorno di vacanza. Ciò ha contribuito sicuramente  alla formazione di un individuo volitivo e tenace per sé  quanto benevolo per gli altri.

            Diventato sacerdote nel 1963, il vescovo Mons. Francesco Marchesani lo ha destinato, come primo incarico per le sue doti specifiche, all’assistenza presso l’Opera Diocesana Villaggio del Ragazzo di S. Salvatore di Cogorno, dove il fondatore don Nando Negri lo ha voluto con sé, fino alla sua morte avventa nel 2006, cioè per 43 anni.

            L’anno 2006 è stato anche l’anno del suo ritiro dal lavoro attivo presso l’Opera Diocesana,  anche se quasi quotidianamente don Emilio continua a recarsi lì per l’amore che lo lega all’Istituzione e agli amici e collaboratori del Villaggio, per incontrare i colleghi della redazione del periodico “Il Villaggio” di cui è componente e per dirigere e sostenere l’Associazione “don Nando Negri Onlus” di cui è Presidente.

            Dal 1984 don Emilio Arata, all’intensa attività presso il Villaggio del Ragazzo, ha associato quella di parroco delle comunità di S. Quirico e Montepegli e, dal 1989, pure quella di parroco della comunità di S. Maurizio di Monti. Tutti questi incarichi li ha assolti in modo esemplare e, di temperamento ottimista e rassicurante, ha riscosso sempre grande ammirazione  e seguito per il suo impegno e le sue iniziative per la cura spirituale dei suoi parrocchiani, con particolare riferimento ai fanciulli e agli anziani.

            Ciò che poi è ancor più ammirevole di don Arata – e costituisce un valore aggiunto alla sua già encomiabile attività spirituale e, secondo noi, dovrebbe essere preso in debita considerazione da chi è preposto alla scelta del rapallino meritevole del “Rapallino d’Oro”- è stato ed è il suo indefesso e continuo correre per elaborare o dare esecuzione a progetti, a volte anche arditi, di risanamento, di ristrutturazione, di staticità ed abbellimento delle Chiese, delle strutture connesse o aree di pertinenza a lui affidate, con l’intento di renderle sempre più sicure ed accoglienti e, allo stesso tempo,  arricchire sempre più non solo la Comunità parrocchiale, ma anche quella cittadina.

                Risulta che ha fatto sì che i medesimi progetti fossero conosciuti ovunque intravedesse spiragli, anche minimi, di un sostegno economico. Ha avuto una capacità davvero sorprendente nell’ottenere quanto richiesto presso parrocchiani, amici cittadini, enti. Questo suo instancabile impegno è stato conosciuto anche lontano, in particolare alla Compagnia di San Paolo di Torino, che non ha mancato di sostenere in modo sostanzioso due progetti distinti, relativi alla chiesa di San Quirico: prima quello del rifacimento con nuovo materiale in ardesia delle coperture nonché del restauro della facciata, di tutti i prospetti esterni della chiesa parrocchiale e del suo campanile, poi quello del restauro del suo organo storico dei fratelli Paoli di Bisenzio.

            Lo zelo per conservare opportunamente i tesori sacri contenuti nelle sue Chiese parrocchiali ha indotto don Emilio a interpellare, all’occorrenza, esperti della storia dell’arte. Clamoroso, con echi anche sulla stampa nazionale, è stato il ritrovamento della “Madonna Odigitria” di Bernardo Strozzi durante il restauro della tela posta sopra un altare laterale della chiesa parrocchiale di S. Maurizio.

            Ci risulta infine che Don Emilio è stato grande animatore nella stesura del libro “La parrocchia di San Maurizio di Monti – la Beniamina” ed è impegnato nella preparazione della seconda edizione del libro “La parrocchia di San Quirico di Assereto – la chiesa di Montepegli”.

            In sintesi, sembrerebbe che don Emilio Arata abbia, oltre il requisito di rapallino, pure quelli di aver onorato la propria famiglia, il luogo delle sue origini e aver compiuto iniziative di valore morale rilevanti, come stabilito dall’annuncio diffuso dall’associazione proponente il premio.

            Con queste notizie crediamo di aver fornito una descrizione di Don Emilio Arata nel modo più veritiero possibile e speriamo che valga a fargli avere quanto ci sta a cuore.



Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Digg
  • del.icio.us
Invia articolo ad un amico Invia articolo ad un amico Stampa questo articolo Stampa questo articolo

IMMAGINI DELLA LIGURIA



Meteo Liguria

Meteo Liguria

CAMBIO VALUTE

Il Widget Convertitore di Valuta è offerto da DailyForex.com - Forex Opinioni - Brokers, Notizie & Analisi

TUTTO CINEMA

© 2007 - 2018 LIGURIA 2000 NEWS - Anno XII - Collegati -

Se trovate qualcosa coperto da copyright comunicatelo al webmaster, provvederemo alla sua rimozione, grazie!