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Racconti di vita massafrese nel libro “Come eravamo… come siamo” di Marco Tullio Cicerone (Antonio Dellisanti Editore)

Massafra. “Come eravamo… come siamo”, racconti di vita massafrese, è il titolo del libro di 74 pagine, più copertina, che è stato presentato di recente presso il Palazzo della Cultura di Massafra a cura della Fidapa, con la collaborazione dei Lions, Rotary, Leo e Rotaract di Massafra, con il patrocinio del Comune di Massafra e della Consulta delle Associazioni.

Autore è l’avvocato massafrese Marco Tullio Cicerone che ha ricevuto per questa sua opera tanti complimenti e non solo dal relatore, il noto storico prof. Roberto Caprara, e dal giornalista ed editore Antonio Dellisanti (ha fatto anche da coordinatore), ma anche da più parti, oltre da quanti sono intervenuti, tra cui il sindaco Fabrizio Quarto, il presidente Fidapa Maria Lazzaro, il presidente dei Lions Club Massafra-Mottola “Le Cripte” Raffaele Rescina, il presidente del Rotary Club Maria Rosaria Nardelli e il presidente della Consulta delle Associazioni Pino Presicci.

E’ anche intervenuto l’autore Marco Tullio Cicerone che ha devoluto il ricavato della vendita del libro a Telethon. Libro che ha dedicato alla moglie Caterina (Cate), ai figli Arianna, Piero, Paola e Sergio e ai suoi nipotini (Ludovica, Alessandro, Marco, Giovanni, Martina, Matteo e Silvia) perché, se e quando avranno voglia di leggere il libro, possano trovarvi utili elementi di conoscenza del tempo che fu, oltre ad un piacevole ricordo del nonno. Che in queste pagine ha riversato le sue memorie dall’infanzia alla laurea (“Come eravamo”) e le sue riflessioni sui nostri attuali poco sereni giorni (“Come siamo”). “Libri come questo sono purtroppo assai rari, quando, invece (come ha fatto rilevare l’applaudito relatore prof. Roberto Caprara) potrebbero essere documenti di prima mano per gli storici futuri che saranno invece costretti a fare uso dei non sempre obiettivi e imparziali documenti ufficiali”. L’autore inizia i “suoi ricordi” con personale valutazione, in seguito alla richiesta della figlia Arianna, avvenuta durante una tranquilla riunione familiare per il compleanno della nipotina Ludovica. E’ una testimonianza in generale degli avvenimenti che si sono susseguiti nel tempo. I primi due capitoli parlano della famiglia (una classica famiglia patriarcale) e della guerra (non aveva ancora cinque anni quando ebbe ad assistere alla scena del sorvolare su Massafra di uno stormo di aerei americani). Ricordi che continua raccontando di episodi di baratto con i soldati americani (gallette di carne, barattoli di latte condensato, coperte di lana, sigarette e altro) e dei beni di prima necessità che si acquistavano alla borsa nera (in quel tempo tanti senza scrupoli si sono arricchiti approfittando dello stato di bisogno della gente).


Proseguendo nei suoi ricordi, Marco Tullio Cicerone parla di quando per alcuni giorni è stato “sfollato” con la sua famiglia al villaggio Catuscio, un agglomerato di trulli intorno ad un piazzale con l’aia per battere il frumento, la chiesetta ove si celebrava la messa ogni domenica e una scuola rurale per i bambini del villaggio. I capitoli del libro si susseguono e si viene a conoscenza dell’impresa famigliare, della diversa organizzazione agricola di Massafra di quei tempi, di come era vissuto il periodo estivo, dei giochi di strada e dei suoi compagni di giochi e naturalmente della scuola elementare e media (ebbe a indossare il suo primo pantalone lungo quando era in IV Ginnasio), dei suoi studi all’Università di Bari, della sua tesi di laurea e di tante altre cose, tra cui anche della sua professione. E tutto è riportato in modo agevole invogliando il lettore a tornare anche a rileggere i suoi ricordi che sono anche quelli di tanti altri, anche se visti in modi diversi di conoscenza.

Un libro, come dice il prof. Caprara, che dovrebbe essere letto soprattutto dai giovani e nelle scuole. Ma lo raccomanda anche ai vecchi che oggi sono smarriti e cedono facilmente al fascino di tante sirene (e fa alcuni cognomi) senza pensare che queste li manderanno a sbattere contro gli scogli.

Ricordiamo ai nostri lettori che Marco Tullio Cicerone, nato a Massafra nel 1938, si  laureò a Bari nel 1963 con tesi in Diritto Penale dal titolo “Rispetto della persona umana nella esecuzione della pena”. Iscritto all’Albo degli Avvocati di Taranto dal febbraio 1966, è avvocato cassazionista dal 1983. E’ sposato con Caterina, insegnante di Lettere ed ha quattro figli, di cui tre avvocati e una medico. Nel 1991 ha costituito a Massafra, con un gruppo di amici, il Lions Club Massafra-Mottola “Le Cripte” di cui è stato insignito Presidente Fondatore nel primo anno. Nel 1999, dietro segnalazione di alcuni amici alla Delegazione di Taranto dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme, è stato insignito della carica di Cavaliere da Sua Eccellenza Card. Furno. Infine, nel 2013, è stato insignito della “Toga d’oro”, onorificenza conferita agli avvocati che hanno maturato cinquant’anni di professione con incensuratezza disciplinare e nella unanime considerazione dei colleghi.

Nella foto l’avv. Marco Tullio Cicerone e la copertina del suo libro di racconti vita.
(Nino Bellinvia)



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