Quarta serata del Festival: Alessandro Casillo vince il 1° premio dei giovani
EVENTI, IMPERIA, MUSICA, PRIMO PIANO 18 febbraio 2012
Sanremo. Inizio travolgente e suggestivo con il virtuoso violino rock di David Garrett e la maestria deliziosa danzante di Simona Atzori, sulla melodia dei Nirvana, “Smells Like Teen Spirit”: una gradita sorpresa che ha affascinato il pubblico, se pur sempre con una scenografia troppo moderna ed americanizzata che non omaggia l’Italia e tanto meno la Liguria.
Anche gli ospiti “nostrani” della serata hanno saputo dare lustro ed onore al palco dell’Ariston: la bella Sabrina Ferilli luccicante in celeste, divertente ed autoironica, ci ha regalato con “Roma non fa la stupida stasera” in parodia, un dolce duetto con Gianni Morandi, ed un divertente trio jazz con uno spassoso Rocco Papaleo, quale silenzioso trombettista, in “Mi va di cantare”, che Louis Armstrong cantò e suonò con la sua mitica tromba al Festival di Sanremo del 1968.
Alessandro Siani, è simpatico nei suoi monologhi da gentile cabarettista partenopeo, con luoghi comuni familiari e politici, sempre critici ma sinceri, e riflessioni acute con il sorriso da bravo ragazzo: come si fa a non sorridere e condividere soprattutto i suoi messaggi patriottici, dato che come ha detto: “Nord, sud, siamo sulla stessa barca, siamo italiani”!
La giovanissima anglo-irlandese band One Direction con “What Makes You Beautiful”, prima in classifica in Italia, è stata spensierata e moderna, conquistando i giovani.
Con Anna Tatangelo, Bobo Vieri e Marco Del Vecchio, Paolo Belli e Milly Carlucci, abbiamo fatto un tuffo nella seguitissima trasmissione “Ballando con le stelle”, e spettacolari e leggiadri sulle note di “What at wonderful world”, “Gli uomini non cambiano”, “Meraviglioso”, “24 mila baci”, “Si può dare di più”, si sono esibiti i maestri ballerini del programma: Roberto Imperatori, Samuel Peron, Simone Di Pasquale, Ferdinando Iannacone, Stefano Di Filippo, Raimondo Todaro, Anastasia Kuzmina, Samanta Togni, Natalia Maidiuk, Yulia Musikhina, Ekaterina Vaganova, Sara Di Vaira.
Rocco Papaleo, che ribadisce “stiamo tecnici” per la simbiosi della gestione della presentazione sanremese all’attuale governo italiano, questa sera incalza con “alza lo share abbassa lo spread”, e ci coinvolge sulle note di “Stormy Weather” del pianista Arturo Valiante, con le sue riflessioni filosofiche, concludendo, con in mano una diamonica scolastica, con saggezza:
“la questione nella musica così come nella vita, è mettere una nota giusta in un’armonia… tuttavia il suono che preferisco è la risata di mio figlio”.
Riflettendo sulle esibizioni in duetto degli artisti Big rimasti in gara:
Noemi e Gaetano Curreri degli Stadio – “Sono solo parole” in duetto è molto più bella: per questo testo era necessario un duo uomo-donna per valorizzarlo e renderlo dinamico. Le due voci, l’una grave e l’altra soft, stanno d’incanto nelle canzoni. Il brano firmato da Fabrizio Moro, verrà certamente con merito premiato dal pubblico. Ma tanti si chiedono: come mai Noemi, con i suoi begli occhi celesti si tinge di un rosso carota i capelli, quando ha un bel colore castano chiaro naturale?
Pierdavide Carone, Lucio Dalla e Gianluca Grignani – “Nanì” sempre bella anche in trio, anche se Carone ha la voce migliore per rendere incisivo questo brano: merita proprio la vittoria, perché il testo è raffinato, trattando un problema sociale e d’amore con delicatezza e poeticità, con una melodia in crescendo di emozioni con ottimo arrangiamento!
Dolcenera e Max Gazzé – “Ci vediamo a casa” in duetto rimane sempre una canzone di contorno al Festival: Max Gazzé sembra non a suo agio in questo duo, ma sarà sovrano il televoto dei suoi fans a decidere su Dolcenera.
Gigi D’Alessio, Loredana Berté e Dj Fargetta – “Respirare”: in questa versione è ancor più da discoteca il brano e ne perde ai fini delle votazioni, i ritmi ossessivi dance non sono assolutamente grati sul palco di Sanremo, ma comunque sarà un successo almeno nelle discoteche italiane. La Berté è in playback, dati i suoi cali di voce e stonature che oramai minano le sue interpretazioni dal vivo, a discapito delle canzoni: è giunta l’ora per un lavoro solo d’autrice dietro le quinte.
Chiara Civello e Francesca Michelin – “Al posto del mondo” – Risulta più bella la voce jazz della giovane sedicenne, se pur emozionata, (vincitrice di “XFactor 5”, edizione made in Sky), perché la Civello sembra anche incerta nell’interpretazione: il brano resta sempre abbastanza buono, ma del repertorio dei Matia Bazar, quindi nulla di originale, se non per il bell’arrangiamento con la fisarmonica. Esclusa comuqnue a notte fonda dalla competizione sanremese.
Samuele Bersani e Paolo Rossi – “Un pallone” – Un assolo a fil di voce di Bersani, sovrastato dalla musica, con contorno teatrale del comico Rossi, ma resta comunque una piacevole melodia ed una poesia surreale metaforica, possibile meritevole premio della critica.
Eugenio Finardi e Peppe Servillo (vincitore nel 1998 con la Piccola Orchestra degli Avion Travel) – “E tu lo chiami Dio” – Duetto che valorizza questo brano, quasi certamente premio della critica, oltre per il brano con tema sociale, anche per l’interpretazione accurata dello stimato cantautore Finardi.
Nina Zilli, Giuliana Palma e trombettista Fabrizio Bosso – Duetto che accentua l’enfasi della canzone, oltre per la voce maschile, anche per l’assolo della tromba: il brano resta comunque un clone di Mina e del suo repertorio anni ’60.
Arisa, Mauro Ermanno Giovanardi (dei La Crus), Mauro Pagani al violino e Giuseppe Barbera al piano – “La notte” – Molto più affascinante come canzone malinconica ed intimista. Arisa ha sempre la più bella voce del Festival e merita un buon piazzamento.
Emma e Alessandra Amoroso – “Non è l‘inferno” – Avendo voci molto simili (sembrano anche sorelle fisicamente), si nota poco l’apporto di un altro artista e il brano resta gridato e sempre non adatto ad interpreti femminili giovanissime, ma scritto su misura per un uomo, già nonno. Il televoto, comunque, sconvolgerà la classifica, dati i tanti fans che Emma ha acquisito in passato.
Matia Bazar e Platinette (Mauro Coruzzi) – “Sei tu” – Un duetto particolareggiato dall’interpretazione teatrale del testo da un’insolita Platinette che, abbandonati lustrini e parrucche, alla fine ringraziando dell’ospitalità, ha ironizzato sull’infelice gag della seconda serata de “I soliti idioti” circa gli omosessuali. Altro brano escluso ieri sera: inevitabile per le assonanze con altre canzoni e forse anche la volontà del pubblico giovanile votante, di voltare pagina sui veterani del Festival.
Francesco Renga e Scala & Kolacny Brothers – “La tua bellezza” – Abbellisce il brano il coro angelico femminile, che evidenzia le doti vocali di Renga, ma non merita il podio per mancanza di originalità.
Ecco i risultati della votazione dei Giovani in competizione:
1° – Alessandro Casillo – “E’ vero (che ci sei)” – In tempo per un quarto d’ora, per cantare entro la mezzanotte, dati i suoi 15 anni: ha vinto già dalla prima sera di esibizione, dato il suo viso pulito ed emozionato fino alle lacrime, l’argomento d’amore e il ritmo molto dinamico della canzone che conquista il pubblico giovanile votante.
2° – Erika Mou – “Nella vasca da bagno del tempo” – Titolo assurdo, per un testo senza poesia, e i versi e parole a rima ripetuti, non esulteranno i giovani a cantarla, con un pensiero troppo adulto e conformista, per una giovane ragazza cantautrice dei tempi moderni. – Nonostante tutto, è migliore delle altre canzoni rimaste in gara e vince il Premio della critica.
3° – Iohosemprevoglia – “Incredibile” – Il brano non è molto coinvolgente per la voce del solista poco accattivante ed incisiva: ancora da maturare questo gruppo rock.
4° – Marco Guazzone – “Guasto” – L’interpretazione della canzone è un po’ incerta nelle strofe, contrastante con il troppo metallico refrain e testo distante che non colpisce il pubblico.
Pronostico di equa valutazione letteraria e musicale delle canzoni in gara, nonché interpretativa, senza tener conto del televoto dei fans ciecamente devoti al mito dei personaggi e non obbiettivi sul giudizio delle canzoni in gara:
1° – “Nanì” – Pierdavide Carone e Lucio Dalla
2° – “Sono solo parole” – Noemi
3° – “La notte” – Arisa
4° – “E tu lo chiami Dio” – Eugenio Finardi
5° – “Un pallone” – Samuele Bersani
Invertendo l’ordine dei fattori, il risultato non cambia: sono sempre le canzoni più belle ed originali di questa 62ª edizione del Festival di Sanremo.
Ma faranno capolino anche il trio urlante: Emma, Dolcenera e D’Alessio/Berté, dato che, purtroppo, l’aggressività interpretativa, il ritmo da discoteca e gli acuti nelle canzoni attirano di più i giovani votanti, rispetto alla dolcezza ed alla poesia, preferiti dagli amanti della buona musica.
E per stasera:
Preparatevi caffè, popcorn e pizzette: oltre alle canzoni dei 10 big rimasti in gara, vi saranno altri ospiti, ma “ad orario sparso” anche il monologo bis di Adriano Celentano, “la vendetta”: faremo le ore piccole per sapere i risultati finali e per contare i cerotti ai contusi.
Contro messaggi subliminali di ogni argomento, in assenza di canzoni e comici sul palco, propongo all’ascolto le mitiche “Gemelle Nete” con “Un bacio a mezzanotte”, almeno sarà dolce e spensierata l’attesa a rimirar la luna, togliendo momentaneamente il sonoro alla tv.
Festival di Sanremo 2012
http://www.sanremo.rai.it/dl/portali/site/page/Page-33e0070d-36a7-4403-b44d-951b39995392.html
Le passate edizioni del Festival di Sanremo
http://it.wikipedia.org/wiki/Festival_della_Canzone_Italiana_di_Sanremo
Ass. Culturale caarteiv
http://www.caarteiv.it
(Simona Bellone)
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