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Prime scoperte alla Biennale: Jhon Hale alla Scuola Grande di San Marco

Venezia. Una delegazione ponentina di critici d’arte, fotografi, galleristi, curatori e giornalisti, composta fra gli altri da Rosa Daros, Pascal McLee, Adalberto Guzzinati ed Armando D’Amaro, sta partecipando a Venezia agli appuntamenti ed ai vernissage di presentazione della 58esima Biennale Internazionale d’Arte.

Per diversi giorni alcuni soggiorneranno in Laguna per incontrare artisti e personaggi del mondo dell’ editoria e dell’arte, mentre altri saranno impegnati a predisporre una serie di articoli, servizi e reportage per quotidiani e riviste d’ arte cartacee ed on line. “La Biennale di quest’anno – ci ha spiegato D’Amaro, noto collezionista, editor e gallerista- è una mostra molto complessa, come lo stesso presidente Paolo Baratta ha spiegato nel suo intervento, inaugurandola. Una mostra senza confini, composita, nella quale ancora una volta, in un solo colpo, è possibile avere uno sguardo d’insieme sul Mare Magnum dell’arte contemporanea. Un evento che sembra cercare di far riflettere soprattutto sui grandi temi della contemporaneità.

La Biennale di Ralph Rugoff sembra un invito all’ etica, alla morale, in un momento storico in cui queste tematiche sembrano non rientrare più nel calendario delle priorità né dell’ economia, né delle nazioni”. Ma veniamo alle sorprese che ogni volta la Biennale offre ai visitatori. Finora la scoperta più grande, dopo vari vernissage ed aperture, è stata la bella mostra dedicata al londinese Jhon Hale, nelle splendide sale della Scuola Grande di San Marco, all’interno dell’ Ospedale di Venezia. Laureatosi a Cambridge, allievo di Giacomo Manzù a Milano e di Oscar Kokoschka a Salisburgo, è uno scultore sopraffino. Ha vissuto a Parigi ed in Austria e si è poi trasferito in Italia a Bosisio Parini, in provincia di Como.

Collaboratore di Marino Marini e Giacomo Manzù, è stato portato in mostra qui nelle splendide sale della Scuola Grande di San Marco dal suo amico Giuseppe Meroni. Non un curatore di professione, ma un benemerito appassionato d’arte che con coraggio ha pensato di far conoscere al mondo un artista da tempo dimenticato che è invece davvero un grande personaggio del secondo Novecento.

“La mostra di Hale- ci ha spiegato Meroni- si è potuta concretizzare grazie alla grande disponibilità dei curatori della mostra dedicata a Richard Demarco, che ci hanno ospitato negli spazi a loro concessi dalla Scuola Grande di San Marco, nello splendido ed imponente complesso architettonico dell’ Ospedale di Venezia”. Anche questa è un’ altra importante novità per Venezia: è la prima volta infatti che la Scuola Grande di San Marco apre le sue porte alla Biennale di Venezia: oltre alle mostre dedicate a Jhon Hale ed a Richard Demarco, infatti espongono, fino alla fine del mese, anche il neozelandese Dane Mitchell e la polacca Sonia Rolak.

E proprio ieri la Conferenza Stato- Regioni ha dato il via libera alla ripartizione del fondi Cipe per la Sanità veneta. In arrivo quasi 60 milioni per interventi all’ Ospedale di Venezia. Fra questi sono previsti i restauri dell’area monumentale della Scuola Grande di San Marco, del blocco Uffici-Obitorio e del padiglione Mendicanti. In programma anche la sistemazione delle aree esterne e delle corti con la creazione di una nuova piazza coperta, in continuazione con quella realizzata recentemente.
(Claudio Almanzi)

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