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Presentato a Genova il Festival della Comunicazione 2018. Si terrà a Camogli dal 6 al 9 settembre

Genova. È stato presentato oggi, lunedì 30 luglio, nella sede regionale Rai di Genova, il programma della 5ª edizione del Festival della Comunicazione 2018: 109 grandi ospiti, 76 incontri, 11 spettacoli, 3 sessioni speciali (le Colazioni con l’autore, I giornali del mattino in diretta dal Festival, l’aperitivo con musica sulle playlist di 139 “eccellenti” italiani), 2 mostre, 6 escursioni per Mare e per Monte, 26 iniziative dedicate a bambini, ragazzi e famiglie.

Una conferenza che riflette quella speciale sinergia ormai consolidata tra la Rai, main media partner dell’evento, le istituzioni, gli organizzatori e gli affezionati ospiti della manifestazione: un appuntamento unico e uno dei più attesi in Italia dedicato a comunicazione, futuro e innovazione, che per la V edizione ha l’onore di ricevere dal Capo dello Stato Sergio Mattarella la Medaglia del Presidente della Repubblica.

Dopo il saluto introduttivo di Massimo Ferrario, direttore della sede RAI di Genova, è stato presentato in anteprima assoluta lo Speciale di Giovanni Paolo Fontana “Comunicare a Camogli” che Rai Cultura ha dedicato al Festival e che andrà in onda mercoledì 5 settembre alle 19.30 su Rai Storia.

Un viaggio nel Festival della Comunicazione. Un angolo unico, dove migliaia di persone possono avvicinare volti e voci note del panorama culturale internazionale: questo è da cinque anni la città di Camogli grazie al Festival della Comunicazione, ideato insieme a Umberto Eco da Rosangela Bonsignorio e Danco Singer. Lo Speciale propone un ritratto della città e del suo Festival accompagnato dal racconto di Danco Singer e da immagini d’epoca e di repertorio della Rai.

Sono poi intervenuti: i direttori, Rosangela Bonsignorio e Danco Singer, che hanno illustrato le grandi novità di settembre; Carlo Freccero, che ha rivelato alcune anticipazioni del suo intervento al festival, dove approfondirà il rapporto tra una visione del mondo “così com’è” ed una interpretazione in senso utopistico  in cui la visione anticipa un modello auspicabile di futuro; Federico Rampini, che porterà in scena, nella serata conclusiva del festival, una nuova versione delle Linee rosse, raccontando le trasformazioni dell’attualità mondiale seguendo il tracciato delle carte geografiche, sovrapponendole, e interpretando numeri e linee di confine: “Ci servono mappe intelligenti – ha detto Rampini – per orientarci e capire dove siamo ora, dove andremo domani”.

Attraverso una ricchezza straordinaria di pensieri, analisi, punti di vista differenti, il programma del Festival offre sguardi inediti su alcune delle tematiche più stringenti dell’attualità: l’ecosistema mediale in cui siamo immersi e a volte sommersi (dalle smart city alle fake news, dalla mobilità del futuro alle nuove regole tra imprese, cittadini e istituzioni, dai leader digitali alla iattura del politicamente scorretto); l’informazione commentata con intelligenza ed ironia dai direttori delle principali testate nazionali; l’attenzione all’ambiente e la cultura green (dallo sguardo sull’Italia intatta non ancora contaminata dall’uomo, all’esplorazione marina nei due dei luoghi più fragili e cruciali del Pianeta – Artide e Antartide – attraverso le campagne di robotica polare del CNR); l’intelligenza artificiale e le nanotecnologie; l’energia latente dei Millennials e della Generazione Z, con i loro linguaggi, sensibilità, aspirazioni; la contaminazione delle forme espressive (dalla trasformazione del linguaggio teatrale e cinematografico ai nuovi codici della fotografia e della moda, dall’universalità del linguaggio della musica che esce dai salotti ai processi inconsci della lettura, fino alla riflessione sul passaggio da immaginazione individuale a immaginazione collettiva); la potenza dei sentimenti (da un ideale atlante dell’anima che tenta di ricomporre i frammenti dei discorsi interiori tra paure e passioni, volontà e istinti, al senso profondo dell’amicizia, dell’amore, del coraggio, dalla forza trainante dell’utopia alla visionarietà delle menti geniali); la politica nazionale e internazionale (dalle linee rosse dei nuovi confini ai motivi che rendono le società litigiose e insicure, dal tema dell’immigrazione alla meravigliosa ostinazione di superare i muri di qualsiasi natura); la giustizia, la corruzione e l’attualità della Costituzione, tra adesioni e contestazioni; il futuro economico dell’Italia e delle imprese; la necessità di recuperare la nostra memoria storica per ricomporre un’identità dispersa.

Ancora una volta, il Festival raccoglie la feconda eredità del suo padrino Umberto Eco, cui è dedicato nella serata d’apertura l’evento Musica e parole. Un ricordo di Umberto Eco. Dell’ingegno multiforme di Umberto Eco si è ricordato molto ma non tutto: il serissimo studioso di san Tommaso, semiologo, romanziere, bibliofilo, faceva posto nella sua sterminata memoria alla più completa raccolta di barzellette del secolo. Ci raccontano il suo precoce umorismo due amici di infanzia e di gioventù e di tutta la vita, Gianni Coscia e Furio Colombo. I suoi allievi e poi colleghi, Valentina Pisanty e Riccardo Fedriga, ricordano qualcuna delle sue infinite battute di spirito. Roberto Cotroneo, Paolo Fabbri, Maurizio Ferraris, Marco Santambrogio, vecchi amici e colleghi, descrivono i momenti più impensati in cui lo hanno visto ridere e giocare con le parole.

L’attenzione ai giovani è la prima preoccupazione che deve avere ogni Paese dotato di capacità di visione, che guarda al futuro. Ed è per questo che il Festival della Comunicazione quest’anno ha dato un’inedita centralità ai ragazzi, sia come protagonisti che come interlocutori speciali. Ha attivato 3 progetti in collaborazione con l’Università di Genova, l’Istituto Nautico San Giorgio e il Liceo Da Vigo, che permetteranno ai ragazzi selezionati di collaborare in prima persona alla grande macchina organizzativa del Festival e ha organizzato tanti laboratori dedicati, che coinvolgeranno bambini, ragazzi e famiglie in esperienze interattive stimolanti, dal set televisivo alla robotica, dalle illusioni della mente allo yoga, dalle rivelazioni della genetica ai segreti della storia, dalla matematica alla biologia, fino alle immersioni subacquee.

Significativa anche la presenza femminile, con donne d’eccezione: Francesca Bria, Assessore alle tecnologie e all’innovazione digitale della città di Barcellona, consulente della Commissione Europea per gli sviluppi di internet e delle smart city e membro dell’Expert group sull’Open innovation della Commissione Europea; Evelina Christillin, Presidente della Fondazione del Museo delle Antichità Egizie di Torino, del Teatro Stabile di Torino e di ENIT-Agenzia Nazionale per il Turismo; il presidente della Rai Monica Maggioni; le economiste Alessandra Perrazzelli e Paola Schwizer; l’avvocato Elisabetta Rubini; la responsabile marketing di Movendo Technology Hilary Pagnotta, l’autrice di graphic novel esperta di società e costume Cinzia Leone. E ancora: la sociologa della Scuola di Robotica Stefania Operto, la semiologa Valentina Pisanty, l’attrice Monica Guerritore, le scrittrici Sofia Bignamini, Alessia Gazzola, Silvia Truzzi, Ilaria Tuti e Sofia Viscardi.

Incontri

Il Festival della Comunicazione 2018 si aprirà con una lectio magistralis dell’architetto e senatore a vita Renzo Piano, che ci mostrerà la sua visione del nuovo ambiente urbano e del rapporto che intercorre fra architettura e società, di cui ci ha dato accenno nelle sue recenti parole: «Nella società i grandi cambiamenti non li fanno gli architetti, ma l’architettura ne è specchio fedele, quando riesce a trasformarli in simboli visibili, in macchine perfette ed umane che fanno avanzare la civiltà dei comportamenti in una direzione equa e condivisibile».

Nei quattro giorni, un ricco palinsesto di conferenze, dialoghi e interviste che intrecceranno linguaggi, discipline, personalità e mondi apparentemente distanti. In allegato, l’elenco completo degli ospiti.

Giovedì, 6 settembre.

Renzo Piano  “Lectio magistralis: Visioni”.

Relja Lukic, Gustavo Zagrebelsky “Musica: passione e professione”.

La musica è espressione di sé, energia creativa, disciplina e impegno, capace di farsi, quando occorre, veicolo di alti valori e lingua di contestazione. Ma è anche linguaggio che consente di comunicare cose alle quali altri linguaggi non arrivano. Conoscere linguaggi significa comunicare e chi conosce  più linguaggi è, per così dire, più cittadino.

Gabriele Galateri di Genola, Edoardo Garrone, Francesco Profumo, Federico Fubini   “Il mestiere di presidente”.

Paolo Giordano, Danco Singer “Che fine hanno fatto le utopie?”Dialogo su Divorare il cielo.

Pietrangelo Buttafuoco, Mario Incudine, Antonio Vasta “I baci sono definitivi”.

Non una semplice presentazione, bensì un viaggio dentro il libro di Pietrangelo Buttafuoco I baci sono definitivi. Un succedersi di storie lette e prima ancora rubate dall’autore nel suo viaggio giornaliero in metropolitana, treno o aereo. Tra una lettura ed un’altra, il poliedrico e versatile Mario Incudine, accompagnato dall’inseparabile maestro Antonio Vasta, rende magico ciò che già risultava fantastico. Ad ogni racconto una canzone, ad ogni canzone un’emozione, ad ogni emozione un altro viaggio.

Oliviero Toscani, Luca Casaura, Severino Salvemini: “Come cambia l’inquadratura dalle modelle superstar ai comuni mortali?”

Furio Colombo, Gianni Coscia, Roberto Cotroneo, Paolo Fabbri, Riccardo Fedriga, Maurizio Ferraris, Valentina Pisanty, Marco Santambrogio: “Musica e parole. Un ricordo di Umberto Eco”.

Dell’ingegno multiforme di Umberto Eco si è ricordato molto ma non tutto. I colleghi accademici che gli sedevano a fianco nei più solenni consigli di facoltà ricordano i suoi giochi di parole, gli anagrammi dei titoli dei film e delle opere dei filosofi, le poesie monovocaliche, i palindromi, gli antipodi …  Chi gli era vicino quando più profondamente era immerso nei massimi problemi della semiotica sa come si lasciasse facilmente distrarre da una barzelletta. Le battute di spirito gli venivano spontanee in qualunque momento, come immediata affiorava alla sua prodigiosa memoria la mossa vincente a Scarabeo. Il lato giocoso di Umberto é meno noto delle sue serissime riflessioni sul perduto trattato aristotelico sulla commedia ma forse è lì che risalta più evidente il suo genio.

Cicerone, il grande oratore e politico romano, aveva fama di essere l’uomo più spiritoso dell’antichità. Umberto Eco, il serissimo studioso di San Tommaso, semiologo, romanziere, bibliofilo, faceva posto nella sua sterminata memoria alla più completa raccolta di barzellette del secolo. Ci raccontano il suo precoce umorismo due amici di infanzia e di gioventù e di tutta la vita, Gianni Coscia e Furio Colombo. I suoi allievi e poi colleghi, Valentina Pisanty e Riccardo Fedriga, ricordano qualcuna delle sue infinite battute di spirito. Roberto Cotroneo, Paolo Fabbri, Maurizio Ferraris, Marco Santambrogio, vecchi amici e colleghi, descrivono i momenti più impensati in cui lo hanno visto ridere e giocare con le parole. Tutti concordano che la Settimana Enigmistica non ha mai avuto lettore più attento.

Venerdì, 7 settembre

Alberto Girani: “Colazione con l’autore: Portofino, il paesaggio futuro”.

Il paesaggio che verrà è una visione che ci coglie, in particolare di fronte a una veduta conosciuta, ricordando com’era un tempo, o di fronte ad immagini antiche alla ricerca di quello che è rimasto e che è cambiato. A volte, e sono le impressioni più drammatiche, dopo distruzioni, naturali o per lo più umane con il senso di perdita, in particolare in questo periodo storico incapace di prospettare un futuro migliore, un ambiente più accogliente, un rapporto più equilibrato con la natura.

Sergio Claudio Perroni: “Colazione con l’autore: Entro a volte nel tuo sonno”.

Sergio Claudio Perroni leggerà alcuni brani tratti dal suo ultimo libro Entro a volte nel tuo sonno, che ci fa esplorare, come in un ideale atlante dell’anima, tutte le variazioni dell’esistenza – tra paure e passioni, volontà e istinti, mancanze e rinascite – per ricomporre i frammenti dei nostri discorsi interiori quotidiani, e donarci le parole esatte per saperli riconoscere e, finalmente, dire.

Pietrangelo Buttafuoco, Aldo Cazzullo: “I giornali del mattino in diretta dal Festival”.

Un’inedita lettura dei quotidiani, dal gusto ironico e dissacrante, ai confini della realtà, in cui giornalisti e personaggi di cultura e spettacolo commenteranno in un modo tutto particolare i titoli e i temi più “caldi” dell’attualità

Furio Colombo: “La guerra mondiale di Salvini”.

Di immigrazione si parla molto, nelle cronache dei giornali e in tv, nei dibattiti pubblici e nelle discussioni private. Eppure molte domande sull’argomento restano ancora senza risposta. Da dove arrivano, e cosa cercano, i migranti che tentano la via del Mediterraneo? Cosa sono, e come si diffondono, le fake news sui flussi migratori? Quali sono i limiti e le responsabilità delle politiche italiane ed europee sull’accoglienza? A partire dal suo ultimo libro, Clandestino (La nave di Teseo), Furio Colombo tratterà, con l’intensità e il rigore del grande giornalista, uno dei temi più caldi del nostro tempo, evidenziandone le incongruenze e i paradossi e sfidando il politically correct con la forza delle idee e della ragione.

Salvatore Aranzulla, Maurizio Ferraris: “Il tecnologo e il tuttologo”.

Paolo Fabbri: “Le vedute dell’Esperto: i tecnici, i media, i politici”.

L’epidemia dei fake e i vicoli ciechi della loro verifica ha riproposto la questione più generale degli Esperti nei sistemi decisionali politici ed economici della “seconda modernità”. A differenza dell’intellettuale e dall’accademico, il Comunicatore Esperto pretende  all’oggettività nella gestione dei rischi naturali e sociali, anche se è legato ad un mercato e agli interessi di un pubblico. Nonostante gli equivoci e i fallimenti, la “consultocrazia” è una delle componenti più incontrollate e conflittuali della comunicazione contemporanea e una fonte inesausta della babele dei socialmedia. E’ necessario allora riflettere ai diversi livelli di expertise quotidiana e tecnica che ci richiedono oggi le forme di vita: dal voto ai vaccini, dall’impatto della natura alle previsioni economiche, dalla correttezza dell’informazione, ai sondaggi, alle crisi domestiche.

Sergio Luzzatto, Valentina Pisanty: “Da Auschwitz a Gerusalemme: la visione di Israele”.

Tragicamente privati di una famiglia, di una casa, di una lingua, nell’Europa (e nell’Italia) della Liberazione i più giovani fra i sopravvissuti della Shoah videro dischiudersi davanti a loro, grazie agli emissari sionisti, la prospettiva di un futuro in Palestina. Ma dopo la guerra d’indipendenza del 1948, la visione di un nuovo Israele avrebbe finito per tradursi, nella Terra promessa, anche in nuovi (e brutali) rapporti di forza.

Francesca Bria, Evgeny Morozov: “Ripensare le smart city”.

L’aggettivo smart è la quintessenza dell’era digitale in cui viviamo, che ha promesso così tanto ma mantenuto così poco. Tutto sembra essere “intelligente”, dagli spazzolini da denti fino alle città, quelle smart city che nell’ultimo decennio hanno conquistato l’immaginario collettivo e plasmato il lavoro di urbanisti, funzionari, politici e intere industrie. Sono però molte anche le critiche: lo scollegamento con i problemi reali della gente, la ricerca tecnocratica del dominio sulla nostra vita urbana, l’ossessione per la sorveglianza e il controllo, l’incapacità di pensare in modi che mettano i cittadini (invece che le aziende o gli urbanisti) al centro del processo di sviluppo. A partire dal loro ultimo libro, Ripensare le smart city (Codice, 2018), Francesca Bria ed Evgeny Morozov racconteranno come le smart city stanno riplasmando il paesaggio tecnologico delle nostre città.

Marco Bardazzi, Marco Gobbi, Luca De Biase: “Aziende e media company. Chi fa che cosa?”.

Vision e racconto di una trasformazione in corso.

Andrea Riccardi: “Visioni: oltre il muro dell’impossibile”.

Davide Oldani, Pierluigi Pardo: “Mangia come parli”.

Uno chef stellato e un giornalista sportivo con la passione per il bon vivre: una strana coppia che ha dato vita a Mangia come parli, programma di cucina e cultura del cibo in onda su Radio 24. La conoscenza delle materie prime e dei prodotti di stagione, le tradizioni culinarie, i consigli gastronomici: Davide Oldani e Pierluigi Pardo ci daranno le loro singolari visioni di vita e di cucina. Il tutto condito con grande ironia.

Stefano Massini: “Quattro ritratti di grandi visionari”.

La visionarietà è spesso limitrofa all’utopia, è sinonimo di sferzanti ironie da parte dei conformisti, tranne poi mostrarsi come il vero sale del progresso. E se questo isolamento sociale delle menti geniali è un tratto che ricorre in ogni epoca, allora cos’altro accomuna i visionari nel corso dei secoli? Proverà a dare una risposta questo excursus fra figure inattese e spiazzanti, scelte come simboli di altrettante rivoluzioni. Forte della notorietà anche televisiva ottenuta con i suoi racconti ogni giovedì sera a “Piazzapulita” su La7,  Stefano Massini torna a Camogli con le sue narrazioni letterarie e mitologiche, intrise di una vivissima umanità.

Pif, Silvia Truzzi, David Parenzo: “La regola dell’amico”.

L’amicizia al femminile. L’amicizia tra uomo e donna. L’amicizia avvicina mondi lontanissimi, intreccia le storie più improbabili, e rivela di noi molto più di quanto non ci aspetteremmo, tra visioni, desiderio e realtà. Dialogo a due voci con Silvia Truzzi e Pif. Modera David Parenzo.

Marco Massarott0: “I leader digitali: la mappa dei nuovi protagonisti grazie a social media e smartphone”.

Uno scenario su come social media e smartphone stanno trasformando il rapporto dei leader di oggi con i loro sostenitori e detrattori. Un’analisi sull’uso delle piattaforme digitali da parte dei protagonisti del momento, politici e non solo, italiani e internazionali. Una classifica per capire chi sono davvero i digital leader.

Francesco Greco, Federico Rampini: “Quali regole determineranno i nostri rapporti futuri?”.

Nella grande trasformazione tecnologica ed economica di questi (e dei prossimi) anni, sulle “regole”, che dovrebbero e, sempre più, dovranno regolare i rapporti tra il mondo delle imprese, i cittadini e le istituzioni, si addensa una nebbia che occorre diradare.

Massimo Recalcati: “L’inconscio del libro”.

Cosa significa leggere? Cosa facciamo quando apriamo un libro? In che modo l’inconscio è implicato in quella che abitualmente definiamo “ lettura”?

Federico Ferrazza, Sergio Solero: “Dove stiamo andando? Idee, viste e visioni del mondo di domani”.

Come possiamo continuare a far muovere le persone da un punto all’altro in un mondo sempre più congestionato? Quali forme di mobilità nasceranno per le megacities? Che risorse utilizzeremo e quali sistemi di propulsione adotteremo per spostarci in futuro? Come la rivoluzione digitale cambierà le nostre vite? Quali saranno le prossime pietre miliari della tecnologia? Quando le auto guideranno da sole? Riflessioni e spunti sul mondo che verrà.

Monica Maggioni, Aldo Grasso: “Il servizio pubblico è una chimera?.

Marco Aime, Guido Barbujani, Telmo Pievani: “Come ci vedono gli altri. Il colore della pelle”.

Secondo un diffuso pregiudizio saremmo bianchi, neri o gialli, ma in realtà sono settanta geni i geni che determinano quanto pigmento c’è nelle nostre cellule, per non parlare dei fattori ambientali (al sole ci si abbronza). Lo studio del DNA ha permesso di ricostruire come è cambiato, nel corso di milioni di anni, il colore delle nostre pelli, e ha riservato parecchie sorprese.

Mario Calabresi: “Ogni forma è rotta: come sopravvivere?”.

Ivan Cotroneo, Alessia Gazzola, David Parenzo: “Dall’immaginazione alla visione: il percorso creativo”.

Scrivere una storia è un viaggio solitario attraverso idee, emozioni e immagini. Se le storie vengono tradotte da linguaggio scritto a linguaggio per immagini, chi le ha concepite deve cambiare anche la propria visione. Partendo dalla loro esperienza di scrittori e sceneggiatori, Ivan Cotroneo e Alessia Gazzola parleranno del passaggio da immaginazione individuale a immaginazione collettiva.

Gianni Coscia, Severino Salvemini: “Le liste degli altri – aperitivo semi-alcolico”.

Appuntamento semi-alcolico con la musica, basato sulle playlist di 139 italiani raccolte da Severino Salvemini e interpretate dalla fisarmonica di Gianni Coscia.

Carlo Cottarelli, Luciano Fontana: “Il futuro economico dell’Italia: sette anni di vacche magre o di vacche grasse?”.

Paolo Crepet, Monica Guerritore: “Il Coraggio. Vivere, amare, educare”.

Un reading-spettacolo sulla più grande emergenza odierna: il coraggio.

Andrea De Carlo

Saturazione da incontri, lo scrittore come ostaggio

Andrea De Carlo racconta, in una chiave ironica ma realistica, la sua visione del rapporto che uno scrittore ha con i tour di incontri per i suoi libri.

Michele Serra: “Beate le bestie. Considerazioni in pubblico alla presenza di una mucca”..

Scrivere ogni giorno, per venticinque anni, la propria opinione sul giornale, è una forma di potere o una condanna? Un esercizio di stile o uno sfoggio maniacale, degno di un caso umano? Le parole, con la loro seduzione e le loro trappole, sono le protagoniste di questo monologo teatrale impudico e coinvolgente, comico e sentimentale. Tratto dal libro “La sinistra e altre parole strane”, nel quale Serra apre al lettore le porte della sua bottega di scrittura, “Beate le bestie” è un atto di amore nei confronti di un mestiere faticoso e fragile: scrivere.

Le persone e le cose trattate nel corso degli anni – la politica, la società, i personaggi, la gente comune, il costume, la cultura – riemergono dal grande sacco delle parole scritte con intatta vitalità e qualche sorpresa. L’analisi del testo (text mining) aiuta Serra a dipanare la lunga matassa della propria scrittura. Il bandolo, come in ogni cosa, forse è nell’infanzia. Il finale è ancora da scrivere.

Sabato 8 settembre.

Ilaria Tuti: “Colazione con l’autore: La protagonista (della tua vita) che non ti aspetti”.

Attraverso la presentazione del personaggio di Teresa Battaglia (Fiori sopra l’inferno, Longanesi), la discussione vuole indagare l’interpretazione che la donna ha di sé secondo i modelli socio-culturali proposti e riscoprire l’importanza di avere sempre una propria visione della persona che si vuole essere, verso cui tendere con ogni risorsa e con il coraggio di ribaltare stereotipi limitanti.

Guido Barbujani: “Colazione con l’autore: Tutto il resto è provvisorio”.

Guido Barbujani presenta il suo nuovo libro Tutto il resto è provvisorio (Bompiani, 2018), un viaggio nel nord est, nella vita di Gianni Schuff, tra soldi e solitudini. Gianni Schuff si è inventato un’attività di successo – recupera pezzi di modernariato tra il Veneto e la ex Jugoslavia e li rivende, restaurati, a prezzi altissimi -, ha una rete di collaboratori discreti e privi di scrupoli, una bella moglie, una serena capacità di galleggiare lontano dalle profondità della coscienza. Fino a che, per ampliare il proprio giro, non entra in contatto con un giro di insospettabili mafiosi del Nordest, e incontra Iriljana, giovane violoncellista dal passato segnato dagli orrori della storia jugoslava. Vent’anni li separano. Quei vent’anni saranno la misura di un amore talmente assoluto da esigere un’espiazione altrettanto radicale. Gianni Schuff, l’uomo che con eleganza sapeva reggere tra le mani tutti i fili dell’esistenza, percorrerà fino in fondo i gradini che conducono un uomo davanti ai propri fantasmi.

Cinzia Leone, David Parenzo: “I giornali del mattino in diretta dal Festival”.

Un’inedita lettura dei quotidiani, dal gusto ironico e dissacrante, ai confini della realtà, in cui giornalisti e personaggi di cultura e spettacolo commenteranno in un modo tutto particolare i titoli e i temi più “caldi” dell’attualità

Roberto Cingolani: “Che mondo vogliamo”.

Carlo Freccero: “Pensare con gli occhi”.

Usiamo la parola “visioni” in due sensi . Da un lato la visione è in senso letterale, l’immagine della realtà che ci rimandano i nostri sensi, nello specifico la vista . Dall’altro la visione èin senso figurato, un’ipotesi culturale . Si va da una visione del mondo così com’è ad una interpretazione in senso utopistico dove la “visione” anticipa un modello auspicabile di futuro. In entrambi i casi la visione è “vera”.  Vera perché verificabile e vera perché auspicabile a livello politico e morale . Non è casuale quindi che per condizionarci la propaganda passi attraverso l’immagine : vera, contraffatta o rielaborata . Solo l’immagine ha l’impatto immediato di un enunciato che può verificare o falsificare le nostre convinzioni. Noi pensiamo quello che vediamo.

Massimo Caccia: “La robotica marina tra i ghiacci dei poli”.

Una panoramica sull’esplorazione marina in due dei luoghi più fragili e cruciali del nostro Pianeta – Artico e Antartide – attraverso le grandi campagne di robotica polare del CNR, dalle isole Svalbard in Norvegia, alla Baia Terra Nova sul Mare di Ross, in Antartide.

Piergiorgio Odifreddi: “Visioni matematiche”.

Le parole che caratterizzano la matematica sono “teorema” e “teoria”. Appropriatamente, visto il tema di questo festival, entrambe derivano da una radice greca che significa “visione”. I matematici “vedono” dunque i propri teoremi e le proprie teorie. A volte in maniera letterale, come succedeva al genio indiano Srinavasi Ramanujan, protagonista del recente film “L’uomo che vide l’infinito”. Altre volte in maniera metaforica, come si usa nelle domande retoriche che spesso si fanno in italiano (“vedi?”) e in inglese (“you see?”). Poiché però, per quanto riguarda la matematica, la risposta è quasi sempre negativa, cercheremo di “aprire gli occhi” al pubblico mostrandogli qualche esempio visibile di teorema e  di teoria.

Federico Fubini, Evgeny Morozov: “Big Tech = Big Danger?”

Negli ultimi anni, le Big Tech (tanto negli Stati Uniti quanto in Cina) si sono affermate come fonti al contempo di immensi profitti e di seri problemi politici e sociali. Le compagnie che in passato si sono specializzate quasi esclusivamente nella pubblicità e nel commercio online stanno ora estendendo il loro potere in settori come trasporti, educazione, salute ed energia; molte di queste nuove attività sono nate e si sono sviluppate enormemente grazie alle tecnologie di intelligenza artificiale, che oggi sono nelle mani quasi esclusivamente delle Big Tech. I policy makers, in particolar modo in Europa, sono sempre più chiamati a rompere i rapporti con queste imprese, anche se tanto Washington quanto Pechino le vedono come le punte di diamante delle loro economie. Che ne sarà delle Big Tech? L’Europa sarà in grado di elaborare una strategia efficace a riguardo? E quali implicazioni politiche ed economiche avrà tutto questo?

Hilary Pagnotta: “Umani o umanoidi: è una questione di punti di vista o di visione?”.

Carlo Rognoni, Sergio Romano: “Un mondo senza pace”.

Perché la società internazionale è sempre più litigiosa e insicura. Islam radicale, l’annosa questione di Israele e della Palestina, l’attivismo imperiale della Russia di Putin, la sfida cinese e l’effetto Trump. E l’Europa?

Giovanni Allevi, Luca De Biase: “L’equilibrio della lucertola”.

A partire dal suo ultimo libro, L’equilibrio della lucertola (Solferino), Giovanni Allevi ci farà esplorare, con la leggerezza e l’ intensità che lo contraddistinguono, alcuni concetti propri della musica come della vita: equilibrio e smarrimento, simmetria e bellezza. Per risvegliare in noi quella capacità che tutti abbiamo dentro: ascoltare noi stessi e rigenerarci.

Stefania Operto: “SN-19: storie di umani e robot. L’avanzata dei robot: quale futuro per gli esseri umani?”

Uno spazio di riflessione interattivo che coinvolge il pubblico con modalità partecipative e inaspettate che vanno oltre il racconto. Nao, tra i social robot più famosi al mondo, sarà protagonista di un dialogo sorprendente che dimostrerà quanto parlare con un robot possa essere naturale.

Gad Lerner. “Ma che razza di giornalismo”.

La tracotante iattura del “politicamente scorretto”.

Brunello Cucinelli, Cinzia Leone: “La visione della bellezza”.

Antonio Calbi, Umberto Orsini: “Umberto Orsini allo specchio”.

Una conversazione con Antonio Calbi.

Luca De Biase, Maurizio Ferraris, Alessandra Perrazzelli “Capitale finanziario e Big data”.

Fino a pochi anni fa si pensava che il destino del capitale nel XXI secolo fosse nello sviluppo del capitale finanziario (Thomas Piketty, Il Capitale del XXI secolo). Ma con i Big data non è più così: il capitale documediale (definiamo così la somma prodottasi negli ultimi anni tra una massa documentale senza precedenti e un flusso di media che non procede più uno-a molti ma molti-a-molti) integra al proprio interno non solo i flussi finanziari, ma gli orientamenti politici, lo stato di salute, i gusti estetici, le inclinazioni sessuali, le preferenze estetiche e culturali, le credenze religiose. Sarà questo il capitale del XXI secolo? E come si potrà ridistribuirlo attraverso nuove forme lavoro?

Gabriele Muccino, Severino Salvemini: “Il cinema italiano soddisfa lo spettatore globale?”.

Raffaele Simone, Paolo Fabbri: “La vista è davvero il più casto dei sensi?”.

Mario Tozzi: “Uno sguardo sull’Italia intatta”.

Esiste ancora, oggi, un’Italia intatta, visto che siamo la nazione più costruita d’Europa? Sì, a patto di dare al termine “intatta” non solo il significato di non toccata dall’uomo o di dove la natura sta riconquistando terreno, ma anche di dove il tempo si è fermato.  Non necessariamente è un’Italia selvaggia o impossibile da raggiungere, anzi, qualche volta, è proprio vicina a noi, magari nel cortile di casa. Altre volte intatta è un vivente, un albero secolare, una specie scampata all’estinzione, un fossile, un uomo, una cultura, un’atmosfera. L’Italia è un incredibile mosaico ricomposto decine o centinaia di volte, fino al punto che è difficile riconoscerne un disegno primordiale. Che, per fortuna, qua e là, affiora, spesso in mezzo a una moltitudine di orrori. Decine di tessere di una lucida bellezza che commuovono e sorprendono. Qualcuna ancora straordinariamente intatta.

Roberto Cotroneo: “Visioni caravaggesche”.

Gianni Coscia, Severino Salvemini: “Le liste degli altri – aperitivo semi-alcolico”.

Appuntamento semi-alcolico con la musica, basato sulle playlist di 139 italiani raccolte da Severino Salvemini e interpretate dalla fisarmonica di Gianni Coscia.

Aldo Cazzullo, Beatrice Luzzi: “Le donne erediteranno la terra”.

Un tributo al genio femminile, attraverso figure del passato e del presente, storie di grandi artiste e di figlie che salvano i padri o ne custodiscono la memoria. Donne che sanno sacrificarsi, guardare lontano, prendersi cura di ciò che le circonda, e per questo più dotate degli uomini per affrontare l’epoca grandiosa e terribile che ci è data in sorte. Il tempo sta finendo. È finito. Comincia il tempo in cui le donne prenderanno il potere.

Piero Angela: “Visione: come nascono le immagini del nostro teatrino mentale?”

Alessandro D’Avenia: “Ogni storia è una storia d’amore”.

I personaggi che abiteranno la scena con lui saranno scelti tra le trentasei donne rievocate, raccontate e cantate nel suo ultimo libro Ogni storia è una storia d’amore (Mondadori). Storie di donne che hanno provato ad amare artisti con esiti che vanno dal tragico della Elizabeth di Dante Gabriel Rossetti al comico della Giulietta di Fellini, dall’epico della Nadežda di Osip Mandel’štam al lirico della Fanny di Keats, dal cinematografico della Alma di Hitchcock al fiabesco della Edith di Tolkien, sempre rivolgendosi all’archetipo di ogni storia d’amore: Euridice e Orfeo.

Marco Travaglio: “Balle spaziali”.

Che cosa rimane della campagna contro le presunte fake news del web, montata da politici sconfitti e da giornali e programmi tv che hanno diffuso per decenni le più grandi menzogne al servizio del potere. Storia della più grande bufala degli ultimi anni: la fake news sulle fake news. Cioè di una fake news al quadrato.

Guido Catalano, Dente: “Contemporaneamente insieme”.

Rime semiacustiche, metafore in quattro quarti danzano, dando vita a uno spettacolo inedito ed estremamente originale con il poeta Guido Catalano e il cantautore Dente, nome di punta della musica italiana, che incrociano chitarra e penna, per parlare d’amore a modo loro.

Domenica 9 settembre

Silvano Fuso: “Colazione con l’autore: Previsioni”.

È difficile fare previsioni, specialmente per il futuro. La battuta, spesso attribuita al fisico Niels Bohr, introduce una domanda molto seria: perché le previsioni sociali o tecnologiche fatte dagli esperti sono spesso incredibilmente sbagliate, eccessivamente ottimistiche o troppo caute? Come mai sbagliano così grossolanamente? Attraverso una rassegna ragionata e divertente delle previsioni meno azzeccate degli scienziati del passato, vengono esplorate le cause poco evidenti dei loro errori, per aiutarci a prevenirli e per scegliere meglio i nostri futuri possibili.

Sofia Bignamini, Rosangela Bonsignorio: “Colazione con l’autore: I mutanti: sguardi e prospettive dei preadolescenti di oggi”.

Sul crinale tra l’infanzia e quel che viene dopo si apre una terra di mezzo, dove strani esseri, non più bambini e non ancora adolescenti, si apprestano a incontrare le trasformazioni della pubertà. Osservare come i nostri ragazzi vivono questo momento, ancora più complesso nell’epoca del “sempre prima e sempre più veloce”, può aiutare noi adulti a capirli, e magari a crescere insieme a loro.

Annalisa Bruchi, Carlo Freccero: “I giornali del mattino in diretta dal Festival

Un’inedita lettura dei quotidiani, dal gusto ironico e dissacrante, ai confini della realtà, in cui giornalisti e personaggi di cultura e spettacolo commenteranno in un modo tutto particolare i titoli e i temi più “caldi” dell’attualità

Andrea Vitali: “Visioni di lago”.

Alberto Diaspro, Vittorio Pellegrini: “Visioni al carbonio: tra vita e nanotecnologia”.

Oscar Farinetti: “Quasi: la meraviglia dell’imperfezione”.

Nel libro “QUASI” di nuova uscita Farinetti, attraverso 71 pensieri,  affronta la potenza dei sentimenti umani come generatori di felicità o infelicità. Tra i più importanti, la capacità di gestire l’imperfezione.

Vincenzo Roppo, Elisabetta Rubini, Paola Schwizer: “Professionisti e impegno civile”

Due protagonisti nelle loro discipline, a confronto con un impegno più ampio e di natura a-economica.

Simone Bemporad, Massimo Russo, Giorgio Zanchini: “La nuova era dei media”.

Strappi, dissoluzioni, evaporazioni, ricomposizioni. E nuovi nodi, nuovi filtri. Chi lavora nell’informazione e nella comunicazione sa bene che oggi fare giornalismo e comunicare significa muoversi in un paesaggio nel quale si sono indebolite gerarchie, confini, riferimenti.  Un giovane con uno smartphone in mano si informa, informa e comunica dentro nuove mappe mentali. Ma quel giovane ha ancora bisogno di mappe, di filtri per arricchirsi e non perdersi, delle parole giuste per comunicare con efficacia nel nuovo mondo.

Luca Leoni, Guglielmo Scilla alias Willwoosh, Sofia Viscardi, David Parenzo: “Millennials vs. Gen Z: le cose sono abbastanza cambiate”.

La maturità e l’amicizia sono il punto di partenza di una riflessione corale a tre voci (Sofia Viscardi, Gugliemo Scilla e Luca Leoni di Show Reel) sull’adolescenza come momento di formazione culturale, vissuta nelle diverse generazioni con strumenti, approcci culturali e possibilità assai differenti.

Aldo Cazzullo: “Giuro che non avrò più fame. L’Italia della ricostruzione”.

Gherardo Colombo, Marco Travaglio: “Dignità, informazione e libertà: 70 anni di Costituzione.

Massimo Montanari: “Fiumi di vino e montagne di formaggio. Visioni di abbondanza nel mondo della fame”.

Evelina Christillin, Annalisa Bruchi: “Sport, turismo e cultura, Italia in pole”.

Gherardo Colombo, Gustavo Zagrebelsky: “Il legno storto della giustizia”.

La corruzione è una piaga che infetta gran parte della vita sociale e politica del nostro Paese, in misura non solo eticamente inaccettabile ma anche economicamente insostenibile. Proprio all’Italia sembra spettare un non onorevole posto tra le nazioni più corrotte al mondo. Prendendo le mosse dal loro libro Il legno storto della giustizia (Garzanti, 2017), Gherardo Colombo e Gustavo Zagrebelsky si confronteranno con schiettezza sul senso ultimo del nostro vivere in comunità, scavando nella nostra natura e nel desiderio tipicamente umano di raggiungere fama, potere e ricchezza anche a costo di sopraffare il prossimo. Un dialogo ricco di spunti e proposte concrete, che spazia dalla storia all’attualità più recente, per quanti ancora credono nell’onestà, nella correttezza e nei principi della nostra Costituzione.

Federico Rampini: “Linee rosse”.

Federico Rampini, giornalista, scrittore, conferenziere e divulgatore di fama internazionale, porta sul palco la geopolitica, raccontando le trasformazioni dell’attualità mondiale seguendo il tracciato delle carte geografiche, sovrapponendole e interpretando numeri e linee di confine.

“Ogni crisi vicina e lontana ci costringe a capire la fisicità del mondo in cui viviamo – racconta Rampini -. La geografia e la storia come le abbiamo studiate non ci bastano più. Un po’ perché il mondo è stravolto rispetto alle fotografie già obsolete dei manuali scolastici. E poi nessuno ci ha insegnato a guardare ‘oltre’, a penetrare il significato nascosto delle carte, a incrociare il paesaggio terrestre con la storia delle civiltà, le leggi evolutive dei popoli e degli imperi”.

Quella che porta in scena Rampini è allora la geografia in forma di conferenza teatrale, uno storytelling suggestivo accompagnata dalle grandi immagini che scorreranno alle sue spalle.

“Ci servono mappe intelligenti – conclude il giornalista – per orientarci e capire dove siamo ora, dove andremo domani.

Alessandro Barbero: “Le “visioni” di uno storico”.

La capacità di prevedere il futuro è strettamente legata alla conoscenza del nostro passato e caratteristica dell’uomo, diversamente da tutte le altre specie, è la sua capacità di visione, di immaginare un oltre possibile e di immaginarsi al di là del proprio contesto.

PREMIO COMUNICAZIONE

Il Premio Comunicazione quest’anno verrà assegnato allo storico Alessandro Barbero, che, con la sua travolgente dialettica e la sua coinvolgente presenza scenica, ci guida alla riconquista della nostra memoria storica, offrendoci sempre una chiave di interpretazione originale, inconsueta e mai scontata nell’esplorazione del nostro passato e nell’interpretazione del nostro presente. Alla consegna del premio, Barbero parlerà non solo della visione del passato ma anche della capacità di previsione del futuro, di immaginare un oltre possibile a partire dall’interpretazione di ciò che è stato.

Il Festival della Comunicazione è realizzato in collaborazione con la Regione Liguria, il Teatro Sociale di Camogli, l’Università degli Studi di Genova, l’Ente Parco di Portofino, l’Area Marina Protetta di Portofino, la Scuola di Robotica, l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e MyEdu.

Main media partner: RAI.  Media partner: Rai Cultura; Rai News24; TGR; Rai Radio3; WIRED; IlLibraio.it.

Tutte le iniziative del festival sono gratuite e aperte al pubblico fino a esaurimento posti.

Informazioni: www.festivalcomunicazione.it

Facebook: @FestivalComunicazione – Twitter: @FestivalCom

Instagram: festivalcom – Canale Youtube: Festival della Comunicazione, Camogli

Ufficio stampa: Delos di Annalisa Fattori e Paola Nobile, via San Simpliciano 6, 20121 Milano. Tel 02.8052151 – Fax 02.8052386
delos@delosrp.itwww.delosrp.it
(Eugenio Bolia)

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