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Premio Letterario Giuseppe Dessì indetto dalla Fondazione Giuseppe Dessi e dal Comune di Villacidro

Villacidro/Cagliari. La Fondazione Giuseppe Dessì e il Comune di Villacidro, col patrocinio del Consiglio Regionale della Sardegna, dell’Assessorato Regionale alla Pubblica Istruzione, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Fondazione Banco di Sardegna, dell’Amministrazione Provinciale del Medio Campidano e del Consorzio Industriale Provinciale del Medio Campidano – Villacidro, organizzano un Concorso Letterario per opere edite in lingua italiana.


Il concorso è denominato Premio Letterario Giuseppe Dessì e si articola nelle seguenti sezioni: Primi passi per il ventisettesimo Premio “Giuseppe Dessì”.

E’ giunto alla sua ventisettesima edizione ed è dedicato a “Giuseppe Dessì”, scrittore sardo nato a Cagliari nel 1909 e scomparso a Roma nel 1977. Il concorso letterario è in programma a settembre a Villacidro (Medio Campidano), dove Dessì trascorse l’adolescenza e da cui trasse ispirazione, in seguito, per la sua opera più famosa, il romanzo “Paese d’Ombre” (Premio Strega nel 1972), e vari altri scritti.

Immutati formula e regolamento. Come di consueto il premio si articola in due sezioni, Narrativa e Poesia, e viene assegnato a opere in lingua italiana, pubblicate dopo il 31 gennaio 2011.


La scadenza è il prossimo 15 giugno: entro tale data gli autori, o le loro case editrici, dovranno inviare undici copie delle loro opere alla segreteria del concorso presso la Fondazione “Giuseppe Dessì” (via Roma, 65 – 09039 Villacidro).

Il premio Dessì – che ammonta a cinquemila euro sia per la Narrativa sia per la Poesia – è uno dei più prestigiosi concorsi letterari italiani: il suo albo d’oro annovera scrittori del calibro di Nico Orengo, Laura Pariani, Salvatore Mannuzzu, Marcello Fois, Michela Murgia, Niccolò Ammaniti, e poeti come Elio Pecora, Maria Luisa Spaziani, Giancarlo Pontiggia, Alda Merini, mentre ogni anno si rinnova la massiccia partecipazione delle più importanti case editrici italiane.

Alle due sezioni letterarie si affianca come sempre un altro riconoscimento, il Premio Speciale della Giuria, anch’esso del valore di cinquemila euro, che la Giuria del Premio assegna a una personalità di spicco della cultura italiana. L’attore Ascanio Celestini, premiato nella scorsa edizione, si è aggiunto a una lista di personalità del livello di Luigi Pintor, Sergio Zavoli, Alberto Bevilacqua, Arnoldo Foà, Francesco Cossiga, Marco Pannella e Piero Angela, tra i vincitori degli anni passati.

A valutare le opere in concorso sarà la giuria del Premio, composta anche stavolta da Anna Dolfi, Duilio Caocci, Mario Baudino, Massimo Onofri, Stefano Salis, Giancarlo Pontiggia, Evanghélia Stead, Giuseppe Langella e Giuseppe Marras, presidente della Fondazione Dessì.


Il bando completo è disponibile online (anche in versione PDF) al sito www.fondazionedessi.it, mentre per ulteriori informazioni o chiarimenti gli interessati possono contattare la segreteria organizzativa presso la Fondazione Giuseppe Dessì – Via Roma n. 65 – 09039 – Villacidro (VS) – Tel. O709314387 – 3474117655 -3406660530; Fax. 0709314387 – 1782218462 oppure tramite mail all’indirizzo di posta elettronica fondessi@tiscali.it. Sito: http// www.fondazionedessi.it

Press-office Daniela Lombardi – Tel. 3394590927-057432853; e-mail: info@danielalombardi.it


Di seguito diamo delle informazioni sulla Fondazione Giuseppe Dessì nata su iniziativa della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Villacidro nel 1989. L’ente viene istituito con la L.R.9/6/89 n.35, che dispone i fondi per l’acquisizione e il restauro della casa dello scrittore. 
La medesima legge istituisce un fondo economico per il funzionamento e la gestione della Fondazione. 
Sono finalità fondamentali dell’ente:
a) analisi sistematica e valorizzazione dell’opera letteraria e del messaggio culturale e umano di G. Dessì;
b) studio delle culture contemporanee e delle relative forme di comunicazione; studio della psicologia e dei modi di relazione dei soggetti, gruppi, comunità; studio delle espressioni (linguaggi) della comunicazione letteraria e artistica nelle varie forme: scritta, visiva, grafica, orale, musicale;
c) analisi e studio del rapporto dell’uomo con la natura e del suo intervento a tutela dell’ambiente;
d) studio dei processi e delle trasformazioni messi in atto dall’uomo nelle attività economiche, sociali e culturali nella Sardegna dell’età contemporanea;
e) promozione anche fuori della Sardegna di incontri e di attività culturali che si richiamano alla realtà regionale ed al suo patrimonio culturale;
f) coordinamento e gestione, d’intesa con il comune di Villacidro, delle manifestazioni collegate al Premio Letterario Nazionale Giuseppe Dessì;
g) promozione e organizzazione di concorsi letterari ed artistici con le istituzioni scolastiche in ambito territoriale, regionale e nazionale;
h) acquisizione, tutela, salvaguardia e conservazione del fondo librario e documentario già di proprietà dello scrittore Giuseppe Dessì;
i) istituzione presso la Fondazione di una biblioteca propria aperta al pubblico, di un centro di documentazione e di informazione dotato di personale qualificato, nonché di un parco giardino.

 La Fondazione ha avviato i suoi primi passi nel 1999 e da allora promuove ed organizza concorsi letterari ed artistici, collabora con istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. Da qualche anno è depositaria del fondo librario e pittorico dello scrittore. 
Annualmente organizza il Premio Letterario Giuseppe Dessì, giunto alla 25° edizione e riconosciuto come uno dei più importanti premi letterari nazionali. La Fondazione, che ha appunto sede nella Casa Dessì, custodisce nei suoi locali l’unica biblioteca d’autore attualmente esistente in Sardegna. Del fondo Dessì fanno parte diversi volumi piuttosto rari e antichi nonché numerosi manoscritti. 
Fanno inoltre parte degli arredi la macchina da scrivere dello scrittore con il suo studio. Complessivamente la Fondazione dispone di un patrimonio librario di oltre ventimila volumi.


Il Consiglio Direttivo in carica è composto da:

Giuseppe Marras, presidente;
Giannina Orrù, vicepresidente;
Francesco Dessì; 
 Mauro Pittau,

segretario generale
. Consiglieri:

Maria Carmela Aru,

Teresa Maria Pani,
Stefano Piras
e
Goffredo Zuddas.
Il Collegio dei Revisori è invece composto da:

dott. Antonio Meloni, presidente;

dott. Marcello Etzi e
rag. Antonio Curridori, membri effettivi.


Questa invece la biografia dello scomparso scrittore Giuseppe Dessì.

Nato a Vallacidro (Cagliari) nel 1909, suo padre era ufficiale di carriera. Delle continue assenze del padre soffrì molto, tanto da avere problemi a scuola: fu bocciato agli esami di licenza ginnasiale. Si ritirò dalle scuole regolari, ma scoprì dietro un muro della casa del nonno la biblioteca lasciata da un prozio giacobino (che i parenti avevano prudentemente murato alla sua morte). La convinzione tratta dalle letture che l’uomo fosse privo di libero arbitrio lo portò più volte sull’orlo del suicidio. Il ritorno del padre al paese natale e l’affetto del genitore gli riconsegnarono un po’ di equilibrio. Fu inviato a studiare al Liceo Dettori di Cagliari. Motivo di disagio ebbe a causa dell’età avanzata (vent’anni) rispetto ai compagni di classe (sedicenni). Conobbe però Delio Cantimori, che insegnava storia e filosofia, che lo sostenne e lo incoraggiò a continuare gli studi all’Università di Pisa. Qui conobbe il mondo intellettuale prestigioso dell’epoca. Dopo la laurea, frequentò il gruppo raccolto attorno alla rivista “Letteratura”. Intraprese la carriera di insegnante, fu in varie città italiane. Divenne poi ispettore del Ministero della Pubblica Istruzione.

Morì a Roma il 6 luglio 1977. Esordì come scrittore nel 1939 con La sposa in città, raccolta di racconti. Tra essi, “La città rotonda” scritto nel 1930. Protagonisti dei suoi racconti come di tutta la narrativa di Dessì è la Sardegna.
Il suo primo romanzo pubblicato fu “San Silvano” (1939), storia di Elisa che consuma la sua vita in un matrimonio sbagliato; i suoi due fratelli la chiamano in continente pensando di poterle offrire l’occasione di poter perpetuare qualcosa che però è finita: la giovinezza.
”Michele Boschino” (1942), secondo romanzo di Dessì, è la storia di un contadino solitario e chiuso che trascorre la propria vita completamente assorbito tra lavoro e contemplazione della natura. Nascite, morti, amori, accadono secondo un susseguirsi “naturale”, non legato al tempo né alla storia. Il destino dell’uomo è immutabile così come l’isola.
Ancora una raccolta di racconti è “Racconti vecchi e nuovi” (1945), alcuni dei quali restano mirabili, tra le cose migliori da lui scritti. “L’isola dell’angelo” (1949) è il ritorno a casa di un reduce che pensa di ritrovare nell’isola il tempo fermato della fidanzata, del paese, una speranza di futuro che lo attende senza cambiare. “La frana” (1950) storia della rovina di una famiglia, l’inevitabile precipitare nella morte di ogni cammino umano.
Con “I passeri” (1953) Dessì fa entrare il mondo violento della storia nel mondo antico e immutabile della Sardegna. I luoghi dell’infanzia mitica si aprono alla realtà, ai fatti ‘di fuori’, che prima comparivano solo come eco rimbalzata dal remoto ‘continente’.


Seguirono due volumi di racconti, “La ballerina di carta” (1957), e “Racconti drammatici” (1959).
Del 1961 è “Il disertore”, tra le cose migliori scritte da Dessì e tra i migliori racconti della produzione italiana di quegli anni. Ambientato durante la prima guerra mondiale, la storia del soldato Saverio che spara al suo capitano, esasperato dalla sua altezzosa brutalità. Saverio diserta. La madre, Mariangela Eca, che ha già perso un figlio al fronte, è costretta ad assistere impotente alle terribili sofferenze di Saverio che muore di sfinimento nell’ovile in cui si è rifugiato. Don Pietro Coi, che sa tutto, si dibatte tra lo scrupolo di aver aiutato un criminale e l’esigenza di perseguire una giustizia più giusta di quella delle leggi. Mariangela offre i suoi risparmi per la costruzione di un monumento ai caduti: solo lei e don Pietro sanno quanto di quel monumento sia dedicato a Saverio. Dessì ha prodotto anche opere teatrali, sviluppate dai suoi racconti. Il suo primo dramma, “La giustizia” fu diffuso dalla BBC inglese e poi dalla RAI, prima di essere incluso nei “Racconti drammatici” insieme a !Qui non c’è guerra” (riduzione teatrale de “I passeri”). Il secondo canale della RAI, il giorno della sua inaugurazione (4 novembre 1961), mise in onda l’atto unico “La trincea”: quest’opera rievoca un episodio della prima guerra mondiale di cui fu protagonista il padre dello scrittore.
Versione drammatica del racconto “La frana” è “L’uomo al punto” (1960). “Eleonora d’Arborea” (1964) è dedicato alla giudichessa sarda che nel Trecento animò la resistenza dell’isola contro gli Aragonesi. Nel 1972, Dessì pubblicò “Paese d’ombre”, che ebbe in quell’anno il premio Strega.

Nella foto. Lo scrittore Giuseppe Desì; veduta municipio di Villacidro.
(Nino Bellinvia)

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