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Premiati ad Alassio Brambilla e Pasqualin

Alassio. Il prestigioso riconoscimento inventato dal Circolo Sportivo Ortovero quest’anno è raddoppiato: a differenza delle precedenti edizioni, i premiati con la celebre “Catena Incatricchiata” infatti sono stati due. Si tratta del ciclista professionista della Trek Segafredo Gianluca Brambilla e del famoso commentatore televisivo, l’ avvocato Claudio Pasqualin. La premiazione è avvenuta presso il Ristorante “Maqueda” dell’Hotel Regina ad Alassio, in occasione della cena annuale di fine anno del sodalizio ciclistico dell’ Ortovero, guidato dall’ infaticabile Maurizio Tarello.

Fra gli ospiti c’ erano tanti ex professionisti, dirigenti federali e Vip fra cui il vincitore della passata edizione del premio l’ ex professionista Riccardo Magrini.
“La Catena incatricchiata” premia, ogni anno la persona, il
personaggio, l’atleta che, nel momento topico di qualcosa, incappa in un infortunio che ne limiti, o precluda il risultato. L’ambito in cui viene assegnato il Premio è prettamente quello ciclistico, ma la giuria può indicare talvolta anche persone e professionisti di altri settori. Il Premio consiste in una catena (Campagnolo, Shimano, o Sram) incollata su una tavolozza in legno, recante il cognome dell’ atleta, o del personaggio vincitore, e viene prodotta in un unico esemplare dal famoso Maestro artigiano Bruno Valdisserra “U Diablu”.

Gianluca Brambilla detto “Brambillino”, in forza alla TREK Segafredo, professionista dal 2010, vincitore nel 2016 di una tappa al Giro d’Italia e una alla Vuelta a España, si è aggiudicato il premio per la sfortunata circostanza che lo ha visto protagonista nei chilometri finali del Giro dell’Emilia 2018, quando, dopo un coraggioso attacco in discesa, ai piedi dell’ultima ascesa al San Luca ed ormai alle viste di Alessandro De Marchi, poi vincitore, veniva appiedato da una foratura che lo costringeva al ritiro. Da segnalare che lo stesso Brambilla succede a Moreno Moser, già premiato come “Incatricchiato” nel 2016 per l’episodio che li vide entrambi protagonisti durante la 18a tappa del Giro, quando furono beffati da Matteo Trentin a pochi metri dal traguardo.

Appassionato cicloamatore l’avvocato Claudio Pasqualin, noto personaggio televisivo e agente di calciatori famosi come Del Piero, Gattuso, Vialli e Giovinco, è stato anche il Presidente del Comitato per la candidatura di Vicenza ai Mondiali di ciclismo del 2020. Dopo cinque anni di appassionato lavoro di Pasqualin e del suo Comitato l’obiettivo sembrava ormai raggiunto quando all’improvviso, a fine agosto, è spuntata la candidatura della Svizzera (Aigle) che ha battuto allo sprint la Città del Palladio. “Abbiamo forato all’ultimo kilometro- racconta con una metafora ciclistica lo stesso Pasqualin- dopo una fuga di cinque anni, a causa di un chiodino gettato lì dalla politica. Vicenza e il Veneto tutto hanno però ben capito l’antifona e pur rammaricandosi per la grande occasione persa, ci ringraziano ancora per l’impegno e la passione che ci abbiamo messo”.

Il premio è nato da un’idea del “capitano” Massimo Botti e dal famoso commentatore televisivo ed ex professionista Riccardo Magrini in seguito alla sua celebre frase con la quale, in diretta su Eurosport , durante la quindicesima tappa del Tour de France 2010, descrisse l’incidente meccanico accaduto ad Andy Schleck durante un attacco sul Port de Bales e che gli costò la perdita della maglia gialla a favore di Alberto Contador.
(Claudio Almanzi)


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