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Pop, country & rock: è morto Rocco Passarella, Maresciallo dei Carabinieri fino all’ultimo secondo… mio padre!

È questo un articolo di Giancarlo Passarella scritto dallo stesso su “Musical News. Com” per ringraziare tutti coloro (e sono diverse migliaia) che gli hanno inviato attestati di affetto nei giorni scorsi per la scomparsa di suo padre Rocco. Articolo che riprendiamo rinnovando a Giancarlo le condoglianze di noi tutti di Liguria 2000 News (ogni settimana diamo notizia del suo fantastico radio show quotidiano “Il Re del Gancio”, ideato e dallo stesso da sempre condotto per aiutare le piccole radio ed i giovani artisti).

Quanto e’ difficile scrivere questo articolo, ma lo devo fare sia per rispetto per la sua vita, ma anche per rispondere alle numerose testimonianze d’affetto giunte. Portava il nome del nostro bisnonno ed era figlio di nonno baffone.

Un dolore immenso! Lo stesso che hanno provato tutti gli esseri umani e che ci rende animali pensanti: ma quando ti tocca da vicino, e’ uno tsunami che non ha paragoni… Cavaliere del Lavoro come Maresciallo Maggiore dei Carabinieri, riconoscimenti vari anche per la Guerra di Liberazione 1943/45.

Mio padre era un uomo pubblico, senza sapere di esserlo: quando ho raccontato alcuni episodi della sua vita (che per noi di famiglia era assoluta normalita’), ho visto la gente meravigliarsi ed una volta un mio amico sceneggiatore ha preso appunti, elogiando la mia fantasia. Fantasia?

Nato a Calvello il 22 Novembre del 1924, ci ha fisicamente lasciato il 17 Agosto 2013: suo padre era Giovanni Passarella e Carmela Zito sua madre. Il suo nonno (di cui porta il nome completo…. Rocco Vincenzo Passarella) era soprannominato marullo, perche’ (pur essendo piccolo di statura) aveva un caratterino vivace. Si dice che fosse un buon spadaccino e che si rifiuto’ di entrare nell’Esercito Sabaudo, perche’ era fedele a Giuseppe Garibaldi: costui aveva infatti promesso a tutti coloro l’avessero aiutato nell’unire l’Italia, di non rifare il servizio militare se avevano gia’ compiuto i tre anni di firma nell’Esercito delle Due Sicilie. Camillo Benso di Cavour e tutta la strategia di Casa Savoia ripudio’ quella promessa e cosi’ favorirono quel movimento popolare, fatto passare dalla storiografia che conta come questione meridionale e brigantaggio, dando al complesso movimento popolare 3 o 4 righe sui libri di storia sui quali noi tutti ci siamo formati, dalle classi elementari in poi.

Il mio bisnonno Rocco Vincenzo decise che era meglio cambiare aria, parti’ per l’Argentina (con un sacco di cugini Passarella, molti dei quali che provenivano dalla vicina Latronico): si sposo’ a Buenos Aires, ebbe dei figli, ma rimase anche vedovo. Avendo compiuto 70 anni, ritorno’ a Calvello e si rifece una famiglia: nacque cosi’ anche mio nonno Giovanni, poi anche lui in Argentina. Al suo ritorno, trovo’ mio padre gia’ grandicello e comincio’ a raccontargli la storia della famiglia e dello spirito di onesta’ e rettitudine che aveva animato ogni loro passo: all’eta’ di nemmeno 18 anni, mio padre entro’ nei Carabinieri e questo fatto rimane un po’ avvolto nel mistero, perche’ non risulta da nessuna parte come fece, visto sia la sua non maggiore eta’, ma soprattutto il fatto che era riuscito a schivare tutte le forme di inquadramento che il regime fascista aveva messo in ballo per i giovani (balilla, avanguardista…). Solo chi ha conosciuto mio nonno Giovanni puo’ capire come la cosa fosse stata facile: dichiarandosi socialista (ed in simbiosi con la natura ed ogni forma di pensiero umano), nessuno aveva mai avuto il coraggio di litigare con lui, data la forza erculea che e’ ancora fonte a Calvello di leggende metropolitane.

Mio padre percio’ e’ cresciuto su questo humus: una famiglia poverissima, ma con molta dignita’. La sola ipotesi di furto o ruberia, veniva allontanata con tono quasi dogmatico. Era percio’ logico entrasse nei Carabinieri, unico sfogo storico di una rettitudine cristallina… Da quel momento per tutti divenne il Maresciallo Rocchino: a meta’ tra il Vittorio De Sica del film I Due Marescialli (con il grande Toto’) ed il Maresciallo Rocca con Gigi Proietti, si e’ rimboccato le maniche, ha messo su famiglia (in modo quasi romantico ed anche in questo caso da favola…. con sempre il mio amico sceneggiatore che prendeva appunti!), ha girato l’Italia pur di sfamare noi tre figli ed ha lasciato a casa nostra madre Elvira Colasurdo a fare da maresciallo in gonnella…

Quando e’ arrivato il terremoto del 23 Novembre 1980, le case dei miei nonni materni e paterni sono andate distrutte: automaticamente e’ toccato a lui prendere in mano la situazione, gestire l’emergenza, le litigate con i fornitori di infissi, con le ditte che facevano la cresta sul materiale edile… peccato che noi in quel periodo stavamo a Sondrio, a sole 26 ore di viaggio da Calvello. Senza mai lamentarsi e senza mai chiedere alcun rimborso, ha affrontato questi numerosi viaggi pur di ricostruire quello che gli avi avevano edificato con tanti sacrifici.

Come potete immaginare, potrei scrivere per altre mille pagine e forse non basterebbero a raccontare tutta la sua vita: ovviamente il tutto sarebbe velato dalla profonda tristezza (quella che mi alberga nel cuore), ma voglio spiegarvi il perche’ del titolo musicale di questo articolo… pop, country e rock….. Quando ha valutato che era seria la passione che muoveva me e mio fratello Alessandro verso il mondo della musica, un giorno (con la sua serafica calma, mentre eravamo a tavola) ci disse…. Voi vi illudete di aver inventato i generi musicali, ma non e’ vero! Siamo stati noi a Calvello che abbiamo raccontato al mondo ogni cosa…. Sbalorditi da questa forte affermazione, gli abbiamo domandato lumi e lui ci ha risposto….Il country a Calvello e’ il vaso da notte ed il pop e’ l’uomo nero, lo spauracchio per i bambini…. Risate a non finire e poi io gli domando del rock e lui mi risponde…Il rock? Ma io chi sono se non Rock Passarella!?!

Giancarlo Passarella

Nello foto lo scomparso Rocco Passarella

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