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Ponentini liguri alla Biennale di Venezia

Venezia. Una delegazione ponentina ligure di critici d’arte, fotografi, galleristi, curatori e giornalisti, composta fra gli altri da Rosa Daros, Pascal McLee, Adalberto Guzzinati ed Armando D’Amaro, sta partecipando a Venezia agli appuntamenti ed ai vernissage di presentazione della 58esima Biennale Internazionale d’Arte.

Per una settimana alcuni soggiorneranno in Laguna per incontrare artisti e personaggi del mondo dell’ editoria e dell’arte, mentre altri saranno impegnati a predisporre una serie di articoli, servizi e reportage per quotidiani e riviste d’ arte cartacee ed on line.

“La Biennale di quest’anno – ci ha spiegato D’Amaro, noto collezionista, editor e gallerista – è una mostra molto complessa, come lo stesso presidente Paolo Baratta- ha spiegato nel suo intervento, inaugurandola. Una mostra senza confini, composita, nella quale ancora una volta, in un  solo colpo, è possibile avere uno sguardo d’insieme sul  Mare Magnum dell’arte contemporanea. Un evento che sembra cercare di far riflettere soprattutto sui grandi temi della contemporaneità. La Biennale di Ralph Rugoff sembra un invito all’ etica, alla morale, in un momento storico in cui queste tematiche sembrano non rientrare più nel  calendario delle priorità né dell’ economia, né delle nazioni”.

Ma veniamo agli artisti. Finora la scoperta più grande, dopo due giorni di vernissage ed aperture, è stata la bella mostra dedicata al londinese Jhon Hale nelle splendide sale della Scuola Grande di San Marco, all’interno dell’ Ospedale di Venezia. Scultore sopraffino, collaboratore di Marino Marini e Giacomo Manzù, è stato portato in mostra dal suo amico Giuseppe Meroni. Non un curatore di professione, ma un benemerito appassionato d’arte che con coraggio ha pensato di far conoscere al mondo un artista da tempo dimenticato che è invece davvero un grande personaggio del secondo Novecento.

“La mostra di Hale- ci ha spiegato Meroni- si è potuta concretizzare grazie alla grande disponibilità dei curatori della mostra dedicata a Richard Demarco, che ci hanno ospitato negli spazi a loro concessi dalla Scuola Grande di San Marco, nello splendido ed imponente complesso architettonico dell’ Ospedale di Venezia”.

Anche questa è un’altra importante novità per Venezia: è la prima volta infatti che la Scuola Grande di San Marco apre le sue porte alla Biennale di Venezia: oltre alle mostre dedicate a Jhon Hale ed a Richard Demarco, infatti espongono, fino alla fine del mese, anche il neozelandese Dane Mitchell e la polacca Sonia Rolak.
(Claudio Almanzi)


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