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Ponentini a Torino per la X di Paratissima

Albenga. Ci sarà anche una nutrita delegazione di ingauni e ponentini mercoledì a Torino per l’inaugurazione della decima edizione di Paratissima in programma fino a domenica a Torino Esposizioni.

Nella passata edizione vi hanno partecipato più di 600 artisti e più di 180 performers che hanno esposto le loro opere in Borgo Filadelfia all’ex-MOI. Nata come manifestazione off di Artissima, fiera internazionale di arte contemporanea, Paratissima è diventata poi in pochi anni uno degli eventi di riferimento nel panorama artistico a livello nazionale.

La cinque giorni torinese apre anche quest’anno con entusiasmo le porte a tutti i creativi, artisti, grafici, street artisti, fotografi, illustratori, pittori, stilisti,scrittori, registi e designer emergenti, desiderosi di farsi conoscere e di incontrarsi fra loro per mettere in modo collaborazioni virtuose ed interessanti. Gli artisti di Paratissima sono soprattutto artisti emergenti, che non sono ancora entrati nel circuito ufficiale dell’arte, anche se ci sono tanti nomi già affermati che desiderano mettersi in gioco in un contesto dinamico rivolto ad una più vasta platea.

“La Decima edizione – ci ha confessato il gallerista Daneile Decia – di Paratissima si annuncia come un’altra vera e propria entusiasmante kermesse della creatività nel pieno senso del termine. Il nuovo sito di Torino Esposizioni è stato azzeccato. Lo scorso anno bastava superare la passerella olimpica e si era ad Artissima. Quest’anno solo qualche fermata di Metro divide questi due mondi. Entrambi gli eventi per me, così come per tanti appassionati d’arte, sono imperdibili. Si tratta infatti di una duplice occasione per ammirare artisti ed opere tra le più disparate. Paratissima è diventata in pochi anni punto di riferimento per il macrocosmo multiforme, quello più giovane e vivace delle Arti Visive”.

Aree didattiche, laboratori e workshop hanno assunto un ruolo fondamentale nella manifestazione nell’ottica di innescare una partecipazione attiva, una connessione tra pubblico e giovani artisti durante i cinque giorni della kermesse internazionale torinese. Le esposizioni degli artisti, le mostre e le performance sono realizzate per aumentare l’interazione con il territorio e con la società, mettendo in mostra un’ulteriore peculiarità di Paratissima.

“Il tutto è reso possibile – dicono gli organizzatori – grazie alla creazione di un ambiente informale e altamente open-mind nei confronti dei progetti rivolti alla sperimentazione e alla ricerca di nuove forme artistiche e socio-culturali. Paratissima sta inoltre continuando a proporre la campagna di sensibilizzazione iniziata nel 2012 per trasformare i fattori di degrado del quartiere in elementi attrattori, come ad esempio gli interventi di arte urbana realizzati sulle serrande abbassate dei negozi in piazza Galimberti. Spazi chiusi che riaprono tornando a dialogare con il territorio, anche se solo esternamente o virtualmente”.

Paratissima è anche vista dagli artisti come un momento di incontro con il pubblico e con gli altri artisti molto stimolante. Spesso è proprio qui infatti che nascono nuovi e accattivanti progetti artistici. Paratissima non solo promuove i giovani talenti, quelli che ancora non hanno un nome affermato nella panoramica nazionale e internazionale, ma è anche un palcoscenico decisamente diverso e molto più dinamico per tutti quegli artisti contemporanei già conosciuti al pubblico: “È una occasione speciale di incontro e di conoscenza per gli artisti – dice il gallerista Armando D’Amaro – un palcoscenico ideale per promuoversi e far conoscere l’arte”.

Anche quest’anno le parole d’ordine a Paratissima saranno perciò sperimentazione e ricerca: “Speriamo di essere premiati – dicono gli organizzatori di Paratissima – come lo scorso anno quando abbiamo avuto sia un grande afflusso di pubblico, stimato in oltre 100 mila persone, sia per i tanti riconoscimenti che abbiamo avuto per le iniziative attivate nelle aree didattiche, nei laboratori e workshop. Vogliamo instaurare una partecipazione attiva tra gli artisti e gli affamati fruitori dell’arte: pensiamo di aver centrato l’obiettivo”.

In mostra ci saranno più di 600 artisti di varie nazioni, su uno spazio di quasi 20 mila metri quadrati.

“Un ambiente vivo e creativo – conclude il noto giornalista e critico d’arte Pascal McLee – che in certi momenti sembra una meravigliosa Babele creativa ricca di messaggi, stimoli, occasioni, immagini, luci e suoni, insomma un vero Eden per chi ami l’arte moderna, innovativa, d’avanguardia e sperimentale”.
(Claudio Almanzi)

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