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Pienone al congresso nazionale degli amministratori di condominio. Oltre una trentina, le sigle coinvolte

Bari. “Passato. Presente Futuro. La sopravvivenza della specie”. Provocatorio il titolo scelto per il congresso nazionale degli amministratori di condominio, svoltosi sabato scorso, a Bari, presso l’hotel “Excelsior”, con il patrocinio di Confassociazioni e Confipi.

Come spiegato dal suo organizzatore, il mottolese Francesco Schena, direttore della divisione Ammiform del gruppo Lm Franchising, “quella degli amministratori di condominio è una categoria che, oggi, più di ieri, ha la necessità di elevarsi a rango di professione, in quanto è chiamata ad affrontare nuove sfide”. Si pensi all’accesso, sui mercati, delle grandi società, che hanno maggiori capacità manageriale rispetto all’amministratore tradizionalmente conosciuto o al rischio di soccombere all’egemonia culturale di altre categorie professionali, che ne potrebbero oscurare la figura.

“Necessita recuperare ciò che di buono è stato fatto in passato – ha rimarcato Schena -, individuare le criticità attuali e prefigurare gli scenari migliori per il futuro”. Come? “Evitando di perseguire sterili interessi di bottega. Le polverizzazioni non vanno bene se non hanno l’obiettivo di far convergere gli interessi di tutti”.

Questo, dunque, l’obiettivo del congresso: delineare un nuovo profilo dell’amministratore, conservando, però, la competenza e la serietà, che fanno parte del Dna del professionista.

Si è, così, discusso di management, rete, innovazione tecnologica, formazione, etica e crescita. Ne è emerso che se il management rappresenta la nuova frontiera della gestione degli edifici, l’esigenza di fare rete nasce dal bisogno di fare comunione di intenti, aggregazione e condivisione per la “sopravvivenza della specie”. Farsi trovare, poi, impreparati rispetto all’innovazione tecnologica e alla formazione, significa risultare professionalmente anacronistici e, quindi, soccombere, altro che crescere.

Quanto all’etica, poi, rappresenta l’aspetto più nobile per la professione, nei rapporti con il cliente, con il collega, con i fornitori, con gli altri professionisti. Su questo tema, è intervenuto il professor Claudio Antonelli, presidente nazionale di Professioni Intellettuali Unite, tra l’altro autore del volume “Etica, pane quotidiano”. “Il condominio – ha spiegato – è il primo ambiente sociale, che si vive al di fuori della famiglia, nel quale sperimentare la convivenza e rendere compatibile il proprio stile di vita alle esigenze degli altri, per evitare conflitti sociali”.

Il bilancio finale dell’iniziativa? Più che positivo. Un congresso fuori dagli schemi, dove nessuno è stato chiamato ad autocelebrarsi, ma ognuno a fornire un contributo alla crescita della categoria, nell’interesse di tutti. Trentacinque, le sigle partecipanti, tra associazioni ed organizzazioni rappresentate a vari livelli, dal nazionale al locale, che hanno dato un segnale nuovo, forse non già di cambiamento, ma, certamente, di disponibilità al confronto dialettico.

Il congresso si è concluso con l’assegnazione del “Premio Condominio Italia 2016”.

Nella foto, il prof. Claudio Antonelli con l’organizzatore Francesco Schena
(Maria Florenzio)

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