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Petizione per salvare il Teatro Massimo di Palermo segnalata all’UNCLA dall’associato Luciano Cannito

Milano. La segreteria dell’UNCLA (Unione Nazionale Compositori Librettisti Autori) che ha sede a Milano in Galleria del Corso 4, ha inviato ai suoi associati una segnalazione dell’associato Luciano Cannito riguardante il Teatro Massimo di Palermo.

Riportiamo qui di seguito la segnalazione che riguarda una petizione per l’indipendenza della Cultura dalla politica, da firmare per salvare il Teatro Massimo di Palermo.

Ancora una volta la politica tenta di invadere la cultura, minando l’unica istituzione economicamente sana della città, che vanta oltretutto una programmazione culturale di alto livello e numerosi riconoscimenti internazionali.

A partire dal 2005, l’attuale dirigenza del Teatro Massimo si è impegnata a risanare la posizione debitoria di circa 27 milioni di euro, accumulata dalle precedenti gestioni. Nel 2011, per il settimo anno consecutivo, ha chiuso il bilancio in attivo, aumentando nel corso degli anni le recite d’opera e balletto da 85 a 129 e ospitando i più apprezzati interpreti del panorama musicale mondiale; inoltre ha coinvolto annualmente 45mila studenti in un lungimirante progetto di educazione all’ascolto. Durante questi anni il Teatro Massimo ha ottenuto successi e riconoscimenti in Italia e all’estero, primi fra tutti i tre consecutivi “Premi Abbiati”, assegnati dall’Associazione Nazionale Critici Musicali (2009-2010-2011), e il “South Bank Sky Arts Award” di Londra (2012).

È l’unico teatro in Italia a presentare, per la Stagione 2013, una nuova produzione completa del Ring di Wagner, affidata al celebre regista Graham Vick.

Ma, a quanto pare, sembra che la politica non apprezzi efficienza, legalità e qualità. Non è mai successo, nel nostro Paese, che un cambio di sindaco abbia provocato una sostituzione dei vertici nelle fondazioni liriche: il Teatro non è un azienda comunale e la sua indipendenza è sancita dall’articolo 10 della Disciplina delle Fondazioni liriche (Dlgs 367/1996), che riporta testualmente: “Lo Statuto deve garantire l’autonomia degli organi della fondazione, i componenti dei quali non rappresentano coloro che li hanno nominati, né ad essi rispondono”.

CONTRO L’ENNESIMA VERGOGNA NELL’INDIFFERENZA GENERALE, FIRMA PER L’INDIPENDENZA DELLA CULTURA, FIRMA PER DARE UN SEGNALE DI FORTE CRITICA ALL’INGERENZA E ALLA SPECULAZIONE DELLA POLITICA, FIRMA PER SALVARE IL TEATRO MASSIMO. RESTARE IN SILENZIO SIGNIFICA DIVENTARE COMPLICI!!

Una segnalazione che passiamo ai nostri lettori.

Nella foto un’immagine del Teatro Massimo.
(N.B.)


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