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Per ‘Sapori in Collina’ è stato il percorso enogastronomico nel centro storico a chiudere una settimana di iniziative

Mottola (Ta). Un’intera settimana di eventi, tra convegni, giornate di studio, musica ed appuntamenti enogastronomici, ha caratterizzato la 2^ edizione di “Sapori in Collina”.

Vincente si è dimostrata la macchina organizzativa: l’Ufficio Informazioni Accoglienza Turistica di Mottola (IAT), l’associazione “Terre Nostre” con Donato Mastrangelo e Gianni Ragno, il Comune – Assessorato al Turismo. Non sono mancati il contributo del Gal “Luoghi del Mito” e dell’Assessorato regionale alle Risorse Agroalimentari.

A chiudere la kermesse, domenica sera, è stato un convegno, sul tema: “Speciale Mottola: quando cultura, natura e cucina danno spettacolo”. I lavori sono stati moderati da Giovanni Colonna del Touring Club Italiano, che ha ricordato come nella Guida Rossa, nella quale viene mappato tutto il patrimonio artistico della Puglia, si faccia riferimento al villaggio di Casalrotto e alla chiesa di Sant’Angelo, che tra l’altro, tra i 250 beni aperti gratuitamente per gli Open Days Puglia, si è classificato al 22° posto, tra i siti meno conosciuti, registrando circa duecento visitatori.

Il sindaco Luigi Pinto ed Arcangelo Montanaro, assessore all’Ambiente, hanno evidenziato come per un territorio e, nello specifico, per quello mottolese, sia importante che venga ‹‹scoperto e conosciuto nelle sue bellezze. Solo apprezzandolo, è possibile promuoverlo: dai siti rupestri al patrimonio boschivo, dal centro storico ai prodotti della terra con il coinvolgimento di tutti››.

Ecco, quindi, spiegata l’importanza di “Sapori in Collina”, che, come spiegato da Carmela D’Auria, responsabile IAT Mottola, ‹‹ha visto l’adesione di oltre una trentina di strutture, tra alberghi, ristoranti, caseifici, masserie e cantine. E’ stata un’iniziativa dei Mottolesi e non del Comune o di una singola associazione››.

Pasquale Ribezzo, segretario generale CNA Puglia, ha sottolineato come l’artigianato sia un giacimento vivente di trasmissione di saperi ed un attrattore turistico. V. Giuseppe Leopardo, dirigente I.I.S.S. “Mondelli” di Massafra, si è, invece, soffermato sulla sicurezza alimentare, sull’aspetto della convivialità, come momento di soddisfazione dei sensi, sull’importanza delle produzioni locali, con le quali un territorio esce dall’anonimato e si caratterizza, proprio come accaduto Martina Franca ed il suo capocollo. Ne ha parlato Angelo Costantini, presidente dell’Associazione di Marchio e Tutela del Capocollo di Martina Franca.

Una previsione è stata fatta, con l’enologo Enzo Urso, per l’annata vitivinicola pugliese, che risentirà delle condizioni climatiche poco favorevoli. Infine, Arcangelo Scarati, naturalista e responsabile di “Progetto Natura” di Laterza, ha rimarcato come ‹‹viviamo in un santuario della natura da conoscere ed, in parte da recuperare, come le chiarìe››.

Dopo il convegno, al via al percorso enogastronomico nel centro antico “Schiavonia”, con ben nove postazioni e l’intrattenimento musicale dei gruppi di musica popolare “Trio Galliani”, “Beddu ci Balla”, “Yicuvra”. Apprezzati anche il “Villaggio delle Erbe”, a cura di Progetto Natura, la mostra di capasoni della “Bottega Fratelli Vestita” di Grottaglie, le icone di Antonio Schiavone, la postazione del riciclo, a cura del C.E.A. Mottola.

Nella foto, il convegno.

(Maria Florenzio)

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