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Pensionati liguri: in un anno “bruciati” 776 euro a testa

Genova. Oltre 700 euro è la cifra che ogni anno perderanno circa 200 mila pensionati liguri.

È uno dei dati snocciolati nel convegno organizzato dal sindacato pensionati della Cgil per discutere delle problematiche riguardanti la previdenza sociale, tema di grande attualità e interesse, non solo per le persone anziane, ma anche per il futuro dei giovani.

All’evento hanno partecipato Mina Grassi Segretaria SPI CGIL Liguria e Antonio Pellegrino Dipartimento Previdenza SPI CGIL nazionale, Federico Vesigna Segretario Generale CGIL Liguria, Cesare Damiano Presidente Commissione Lavoro Camera dei Deputati, Gianfranco Lagostena Segretario Generale FNP CISL Liguria, Ezio Avanzino Segretario Generale UIL pensionati Liguria. Le conclusioni sono state affidate a Carla Cantone, Segretaria Generale SPI CGIL Nazionale.

In Liguria, i pensionati sono  600 mila; tra essi circa un terzo, intorno alle 200  mila unità, sono stati coinvolti  dal blocco della perequazione automatica delle pensioni, vale a dire l’adeguamento all’indice dei prezzi. Il blocco, previsto dalla Legge di riforma della previdenza del 2011 targata Monti-Fornero, ha interessato gli anni 2012 e 2013 ed è stato applicato a tutte le pensioni superiori a tre volte il trattamento minimo (1.486,00 euro lordi pari a 1.217,00 euro netti). Il pensionato o la pensionata che percepivano questo reddito nel 2012 hanno avuto una perdita economica per l’anno indicato, pari a 363 euro; per il 2013 – considerando quanto già perso l’anno precedente – la cifra sale a 776 euro.

E’ importante evidenziare due aspetti: la perdita economica aumenta con l’aumentare dell’importo di pensione; per tutte le pensioni che superano le tre volte il trattamento minimo il blocco produrrà una perdita di reddito  che si trascinerà vita natural durante ed avrà effetti anche sulle eventuali  rendite ai superstiti.

All’effetto negativo del blocco della perequazione, va poi aggiunto quello provocato dal drenaggio fiscale, nonchè la scarsa efficacia dell’attuale normativa di tutela del potere d’acquisto delle pensioni. L’effetto combinato di tutti questi elementi ha provocato, negli ultimi 15 anni, una perdita consistente del valore reale delle pensioni. I pensionati chiedono al Governo che il blocco venga rimosso a partire dal 2014.

Il Sindacato pensionati della CGIL, inoltre, ritiene che al fine di reintrodurre nel sistema previdenziale elementi di solidarietà, sia indispensabile mettere in atto una serie di interventi di sostegno alle carriere fragili, ai lavori discontinui, al lavoro precario; la creazione di nuove e più qualificate occasioni di lavoro è indispensabile per far ripartire il Paese, per dare un futuro alle giovani generazioni, per garantire la sostenibilità sociale del sistema previdenziale, oltrechè quella finanziaria.
(C.S.)

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