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Paola Ingrosso presenta “Viaggio nelle tradizioni popolari”, libro d’esordio di Rossella Tagliente

Massafra. Venerdì 11 novembre, presso il Palazzo della Cultura (ore 18.30), sarà presentato “Viaggio nelle tradizioni popolari” (Editore Dellisanti), volumetto d’esordio di Rossella Tagliente, docente di Lettere Italiane e Storia presso l’Istituto Tecnico Industriale “Amaldi” di Massafra. Interverranno i dirigenti scolastici dell’Istituto Tecnico Industriale “Amaldi” e del Liceo Classico Scientifico “Ruggieri” (rispettivamente Alberto Altamura  e Stefano Milda, che sono due perni nel  mondo della cultura, autori di vari saggi e di altre pubblicazioni (Milda, tra l’altro è autore del volume “Tra passato e presente. Tradizioni popolari”, 1988, Schena Editore) e Franco Silvestri, biologo-nutrizionista, poeta-scrittore, pittore, operatore culturale e critico d’arte (ha realizzato il Centro “Kalliope”: spazio-tempo ri-creativo; un centro “plurale” di proposte finalizzate alla valorizzazione di persone, ambienti, contenuti meridionali. Inoltre è fondatore de “Il Corifeo”, associazione per la promozione sociale e culturale).

Relatrice è Paola Ingrosso, ricercatrice per il settore di Lingua e Letteratura greca presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Bari, ove insegna Storia del teatro greco e latino nel corso di laurea triennale in cultura teatrale. Inoltre insegna Storia del teatro antico nel corso di laurea triennale in Progettazione e gestione delle attività culturali presso la sede di Brindisi. Componente del Collegio del Dottorato di ricerca in Filologia greca e latina dell’Università di Bari, si occupa di commedia greca e, in particolare, di Menandro, su cui ha pubblicato contributi critico-testuali ed esegetici. Per la collana “Il vello d’oro” (Argo), ha pubblicato la traduzione italiana del volume di F.M. Cornford, The Origin of Attic Comedy (L’origine della commedia attica, Lecce 2007) e con la casa editrice Pensa Multimedia ha pubblicato il volume “Menandro”.

Con la presentazione di “Viaggio nelle tradizioni popolari”, l’autrice (laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Bari) conferma il suo interesse per l’antropologia culturale. Lo dice nella presentazione Alberto Altamura, già docente di latino e greco nei licei statali, noto nel mondo della cultura per i suoi articoli e saggi (oltre 500 apparsi quelli pubblicati nelle pagine “Cultura” di vari quotidiani) su tematiche di carattere storico, letterario ed artistico, con particolare riguardo all’evo antico e alla realtà contemporanea. Ha curato anche testi letterari e storici  ed è autore di diverse pubblicazioni, tra cui il volume “C’era una volta Pulsano”.

Altamura precisa che il questo volumetto l’autrice Rossella Tagliente indaga gli antecedenti storico-culturali e soprattutto letterari che caratterizzano il ricco patrimonio d nostre tradizioni popolari, passando in rassegna, esaminandone caratteri e forme, le principali festività e ricorrenze che segnano il calendario civile e religioso. L’ autrice (come dice ancora il prof. Altamura), rintraccia nel mondo classico e preclassico le origini dei riti e delle tradizioni popolari che si sono perpetuate nel tempo e che con il tempo si sono trasformate assumendo valenze, sembianze ed aspetti diversi: da quelle di inizio d’anno al Carnevale, alla festa di San Martino, alla commemorazione dei defunti e via seguitando.

Fra l’altro il prof. Altamura evidenzia che Rossella Tagliente, nell’elaborazione di una credibile prospettiva storico-antropologica non manca  di evidenziare come il Cristianesimo, spesso, abbia rielaborato i miti e i riti pagani per piegarli alle mutate esigenze culturali e religiose.

Un volumetto che nella sua semplicità e chiarezza d’impostazione potrà certamente essere utile a quanti vogliano accostarsi allo studio delle tradizioni popolari così interessanti e ricchi di implicazioni culturali.

L’autrice stessa del saggio (che ha dedicato alle figlie Vania e Valentina), nella sua introduzione, dice fra l’altro che in questo lavoro, cercando gli agganci delle nostre tradizioni col mondo classico, ha riscontrato che molte nostre feste sono la lontana propaggine degli svaghi che i romani si godevano ai loro tempi e che noi abbiamo il dovere di conservare e tramandare alle generazioni future come patrimonio culturale e folkloristico. Nella foto la copertina del volumetto.
(Nino Bellinvia)

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