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Organizzato con successo dal Rotary Club Taranto Magna Grecia il convegno “La tutela dei diritti del minore: la riforma della filiazione”

Taranto. “I figli so’ figli: e sono tutti uguali. Non si può regolare con norme giuridiche un flusso di emozioni qual è un minore”.

Queste parole, pronunciate con appassionata convinzione dal presidente del Tribunale, dott. Antonio Morelli, al convegno del Rotary Club Taranto Magna Grecia, hanno sintetizzato il punto di fondo: la complessità della tutela del minore anche a fronte della sempre più perfezionata legislazione. Il convegno, svoltosi nei giorni scorsi nella sala grande dell’Hotel Delfino gremita di avvocati, psicologi e assistenti sociali (era patrocinato dai tre Ordini professionali) oltre a cittadini interessati, è stato presentato e coordinato dal presidente del Rotary Magna Grecia, il giornalista Antonio Biella. Questi, ha posto l’accento su due punti: l’importanza, in un conflitto genitoriale, di stare né dalla parte dell’uomo né da quella della donna, ma sempre col minore che soffre incolpevolmente; e la novità del Rotary del terzo millennio che apre le proprie porte alla città e con essa affronta gli aspetti nodali della società.

Dopo gli inni e la premessa, hanno portato il loro saluto all’assemblea l’avv. Vincenzo Di Maggio, presidente del CdA della Fondazione Scuola Forense (“Questo è un incontro portatore di verità”); la dott.ssa Wanda Vitone, vicepresidente  dell’Ordine regionale degli Psicologi in rappresentanza del presidente dott. Antonio Di Gioia (“Nuova legge dà la stessa dignità a tutti i figli”); e la dott.ssa Sara Masella in rappresentanza del  dott. Giuseppe De Robertis, presidente dell’Ordine regionale degli Assistenti sociali (“Ancora molte difficoltà da fronteggiare tutti insieme”). A fare da apripista sul tema del convegno, “La tutela dei diritti del minore: la riforma della filiazione”, è stata l’avv. Anna Miolli, noto avvocato matrimonialista e minorile, nonché rotariana, che ha subito parlato di una legislazione carente e scoordinata pur riconoscendo che la recente riforma della filiazione è più importante della riforma del 1975 perché stabilisce finalmente la parità di tutti i figli: legittimi o naturali che siano.

L’avv. Miolli ha quindi offerto all’uditorio una veloce quanto interessante carrellata sui progressi dell’umanità in questo campo: dalla prima dichiarazione di Ginevra del 1924 sui diritti del fanciullo, sino ai giorni nostri, alla riforma del dicembre 2013 che, per dirla con la relatrice: “Toglie tutti gli aggettivi al sostantivo figlio” (così come la riforma del 1975 aveva tolto dalle carte d’identità  l’infamante “figlio di N.N.”). L’attuale riforma della filiazione “Scardina la mentalità dei genitori che ritengono i figli delle proprietà o, peggio, delle armi contro l’altro genitore”.

“Siamo vicari di una funzione genitoriale ferita”, ha poi affermato il dott. Felice Tursi, psicoterapeuta  infantile e giudice onorario, secondo relatore in programma.

Tursi, riprendendo un argomento trattato da Miolli, ha poi criticato la nuova legge per quanto riguarda l’ascolto del minore: un ascolto sempre più improbabile, poichè quasi tutte le competenze sono passate dal Tribunale per i minori a quello ordinario, affollato e caotico. Lo psicoterapeuta ha poi portato due esempi reali (pur nell’ovvio anonimato) di come l’indagine psicologica sia fondamentale. Come quel ragazzino di colore, adottato, che si rivoltava contro i genitori adottivi e rifiutava il cibo. Si era poi scoperto che pensava ai propri genitori naturali immaginandoli senza cibo.

Infine, il presidente del tribunale Antonio Morelli che ha affrontato l’argomento con la consueta competenza (per anni è stato presidente del Tribunale per Minori) non disgiunta da una grande umanità. Il presidente ha posto l’accento sulla diversità di un minore di 17 anni con uno di 14 o uno di cinque: ma tutti da gestire in pratica con le stesse leggi. Citando Edoardo De Filippo (figlio naturale di Scarpetta) ha difeso la recente legge che crea parità tra i figli e coinvolge l’intera parentela; ma ha convenuto, con chi lo aveva preceduto, sui problemi che comporta lo spostamento delle cause ai superaffollati tribunali ordinari.

Infine, Morelli, da giudice esperto e consapevole, ha ammesso che “Ci sono situazioni intricate in cui, a volte, l’intervento della legge fa più danni che bene; così come la maturità dei genitori, lì dove c’è, è superiore a ogni intervento del giudice”.

Nelle foto: un momento del convegno (da sx: Vincenzo Tarantini, Antonio Morelli, Antonio Biella, Anna Miolli e Felice Tursi); pubblico in sala.
(N. B.)

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