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Obiettivo puntato su un’icona della musica: Viola Valentino


Se siete interessati a conoscere meglio Viola Valentino, basterà andare su un qualsiasi motore di ricerca e digitare il suo nome e in pochi istanti vi si presenteranno davanti agli occhi molte informazioni su questo personaggio del mondo della canzone.

Anche noi l’abbiamo fatto, ma oltre a leggere su Internet quanto pubblicato sul suo sito ufficiale  www.violavalentino.it e sull’enciclopedia libera Wikipedia nella pagina a lei dedicata  http://it.wikipedia.org/wiki/Viola_Valentino, abbiamo voluto incontrarla, le abbiamo parlato, fatto delle domande per proporla ai lettori di Liguria 2000 News anche attraverso le risposte che ci ha fornito.

Ed ecco l’intervista a Viola Valentino (nome d’arte di Virginia Minnetti), icona della musica anni Ottanta (e non solo).

Papà pittore, mamma che lavorava all’Istituto centrale di statistica, tu nasci a Canzo, in provincia di Como… ci racconti un po’ della tua famiglia, della tua infanzia?

«La mia è stata un’infanzia normale anche se un po’ movimentata per la professione di mio padre, ma senz’altro costruttiva e istruttiva, perché ho avuto molta possibilità di viaggiare e conoscere altre persone e altre realtà rispetto a chi rimane sempre nello stesso posto. Quando sono nata mio padre era molto giovane, aveva 24 anni, e con lui abbiamo girato molte città d’arte italiane. Poi, quando ero quattordicenne, ci siamo fermati a Milano da dove non ci siamo più spostati. Questa mia vita in movimento mi ha fatto molto amare tutta l’Italia e con orgoglio mi sento italiana. Sono però particolarmente legata al Lazio (mio padre era nativo di Montaldo di Castro e mia madre di Tivoli), alla Lombardia e alla Toscana, dove ho abitato per molti anni in Maremma».

Quando eri bambina, che lavoro avresti voluto fare da grande?

«Avrei voluto fare la psichiatra in quanto le problematiche legate alla psiche hanno sempre avuto per me un grande interesse, probabilmente anche stimolata dal fatto che la mia casa era spesso frequentata da intellettuali e le argomentazioni erano molte volte improntate a tematiche culturali e sociali».

Invece Viola Valentino dove e quando nasce? Chi ti ha dato questo nome d’arte?

«Il nome d’arte Viola Valentino me lo diede Giancarlo Lucariello che era il mio produttore di allora; nome che è nato per caso nel 1978 quando facevo parte di un gruppo, i   Fantasy, ai quali  inizialmente dovevo prestare l’immagine per un prodotto da presentare all’estero. Poi il gruppo si sciolse e mi fu proposto di diventare solista».

Fai un mestiere, cantante, che piace, che per molti giovani costituisce il sogno della vita. Ti ritieni fortunata?

«Sì, mi ritengo fortunata, anche se mi dispiace di avere lasciato gli studi. È  vero faccio il mestiere più bello del mondo, ma molto faticoso e il  mio successo è dovuto anche al fatto che quando faccio i concerti riesco a  leggere un po’ nella psiche delle persone e ad instaurare con loro un feeling. Sono diventata cantante perché mi piace molto questa professione pur essendo la psichiatria una mia grande passione. I ragazzi pensano che fare il  cantante sia bello, magnifico e stupendo, ma il percorso è impervio quasi  sempre in salita, difficoltoso e il successo è molto difficile da raggiungere anche quando sembra di toccare il cielo con un dito, ma in realtà non è così. Bisogna lottare per raggiungerlo e soprattutto per mantenerlo nel tempo. Si   può diventare famosi per un disco di successo, vincere un festival una volta    nella vita e dopo vedersi abbandonati nel nulla. Ce ne sono tanti di questi casi, anche cantanti che hanno vinto il festival di Sanremo».

Che consigli vuoi dare a chi desidera intraprendere questa carriera?

«Chi vuole intraprendere questa bellissima carriera deve sapere, come ho già detto, che la vita del  cantante non è tutta rose e fiori, ma presenta delle difficoltà a volte anche durissime, occorre molto impegno e non solo, bisogna essere creativi, cercare di andare sempre oltre e soprattutto non deludersi mai e non lasciarsi prendere dalla malinconia e dallo sconforto quando le cose non vanno per il verso giusto».

20 luglio 1969, l’astronauta americano Neil Armstrong mette i piedi sulla Luna: quali emozioni hai provato?

«Non ricordo molto bene quel giorno, ero ragazzina, comunque sicuramente, come tutti quanti, mi sarò stupita per questa impresa; però ad onor del vero non la ritengo così emozionante, ritengo più importante per l’uomo aver scoperto la penicillina o  scoprire l’antidoto per il cancro».

Nel 1971 sposi Riccardo Fogli, cantante e bassista dei Pooh (gruppo che poi lascerà per proseguire l’attività come cantate solista) e, dopo oltre vent’anni, arriva il divorzio. Sicuramente momenti belli, ma anche altri meno belli. Riccardo Fogli: cosa ti ha dato e cosa ti ha tolto?

«Riccardo è stato il mio primo amore e mi ha dato tanto. Artisticamente  mi ha dato l’opportunità di conoscere i Pooh e Giancarlo Lucariello. Quando l’ho sposato non mi passava neanche per l’anticamera del cervello di diventare cantante, facevo la modella e studiavo contemporaneamente. Tutto il resto è una combinazione che ho portato avanti con la mia personalità e con le mie sensazioni ed emozioni. Quello con  Riccardo, durante il fidanzamento, è stato un periodo molto bello della mia vita fino al  1971 quando ci siamo sposati. Poi nell’agosto dello stesso anno ha fatto la sua prima stupidaggine, la fuga con Nicoletta Strambelli (Patty Pravo, ndr), poi è tornato nel 1974 e fino al 1992 siamo stati di nuovo insieme perché comunque era sempre il mio grande amore, eravamo perfetti con una grandissima collaborazione famigliare più che artistica. Dopo di che di nuovo un’altra fuga con una donna, in quanto sarebbe diventato padre. Riccardo mi ha dato tanto, ma con quella decisione mi ha tolto tutto».

Nel 1978 realizzi insieme ai Fantasy il primo album del gruppo, prodotto da Giancarlo Lucariello, con il quale inizi un sodalizio artistico. I Fantasy non riescono a sfondare, ma per te il vento  sta cambiando. Tieni duro e alla fine del 1979 Cristiano Minellono e Renato Brioschi scrivono per te Comprami, il disco della Cgd raggiunge il primo posto in classifica e vende oltre 500.000 copie: è il successo. Lucariello aveva tagliato per te un’immagine sexy ma nel contempo dolce che si era rivelata vincente. E il noto mensile Playboy in seguito ti dedicherà due copertine. Cosa si prova ad essere in testa alle classifiche e ad aver raggiunto una così grande popolarità?

«Ho provato una sensazione bellissima, chi non la vorrebbe provare? È uno stato continuo di leggera e pressante euforia, è una cosa meravigliosa. Anche se devo dire che ho vissuto questo successo abbastanza con incoscienza. Giancarlo Lucariello da produttore esperto e da grande saggio mi aveva preparata anche ad affrontare una eventuale delusione artistica che fortunatamente non si verificò e ho vissuto questo bel momento per tanti anni a venire».

Seguono altri successi come Sei una bomba, Anche noi facciamo pace, Sera coi fiocchi e Giorno popolare. Poi, nel 1982, la partecipazione al festival di Sanremo con Romantici che giunge in finale. Nello stesso anno partecipi al film Delitto sull’autostrada (di Bruno Corbucci, con Tomas Milian) entrando in classifica con la rispettiva colonna sonora. Ti sei trovata bene con Tomas Milian?

«Mi sono trovata molto bene con Thomas Millian. Io ero una ragazza e lui aveva molti più anni di me. Mi ha insegnato tante cose, era un grande intellettuale, un serio professionista, l’antitesi dei personaggi che interpretava».

Nel 1983 torni a Sanremo con la canzone Arriva arriva che  ha un buon successo popolare. Poi partecipazioni a Un disco per l’estate e al Festivalbar. E ancora un film: Due strani papà con Pippo Franco e Franco Califano. A distanza di tempo, ti manca il cinema?

«A me piace molto il cinema e se mi capitasse qualche proposta ne sarei molto onorata. Certo non potrei più avere il ruolo della ragazzina, ma quello di madre, avvocato, medico, anche di psichiatra; mi stuzzica l’idea di un ruolo interessante adatto alla mia età e che più si adatti alla mia personalità. Comunque qualcosa in previsione c’è e speriamo nella sua realizzazione. Ultimamente sono stata contattata da uno scrittore che sta preparando una sceneggiatura per Rai Cinema 1 e speriamo che la cosa possa realizzarsi».

Dopo i grandissimi successi, nonostante l’ulteriore crescita professionale, arriva per te un calo di popolarità come spesso è accaduto a tantissimi artisti. Cosa si prova?

«Sono sempre stata una persona molto tranquilla per cui il calo di popolarità non mi ha dato fastidio più di tanto perché tutto sommato nel mondo della musica comunque ci sono rimasta e ci sono ancora e mai ho ipotizzato di cambiare la mia professione. Ho sempre prodotto, non mi sono mai fermata, ho continuato a fare concerti e tournée non solo in Italia ma anche all’estero».

Continui l’attività e ti togli altre soddisfazioni.  E da poco è uscito l’EP “Panna, fragole e cipolle” per la Cama Records/Edel. Un disco pop, fresco e pieno di sorprese con 7 brani inediti e 2 bonus track instrumental (prodotto e arrangiato da Giovanni Germanelli, Francesco Mignogna e Alex Marton), che domenica 18 novembre hai presentato con successo al Feltrinelli Poin di Savona. Panna, fragole e cipolle. Come mai questa ricetta?

«Panna, fragole e cipolle, sono tre ingredienti che si intonano benissimo con i sentimenti. Vedo l’amore in questo modo. Nel senso che vedo la panna come l’incontro, tutto morbido e dolce; le fragole come sessualità, sensualità e passionalità, che vogliono dire anche gelosia; e poi le cipolle perché spesso in amore si va a finire a piangere o a rimpiangere. Comunque in amore la lacrima c’è sempre, come nella vita. Il titolo, un po’ bizzarro e stravagante, annuncia un album molto pop, che è tutto cantato e suonato in minore, quindi molto triste tutto sommato, non è un allegrissimo, tranne forse un paio di brani. L’amore è bello, ti fa sognare, ti fa star bene, però significa spesso e volentieri anche sofferenza».

Nel tuo repertorio non ci sono solo canzoni d’amore e sentimenti, ma hai inciso anche brani che parlano di sociale: violenza, droga, discriminazione, stupro fisico e psicologico, omofobia. Come sono state accolte dal tuo pubblico?

«Crescendo, ho fatto delle mutazioni, del resto sarei stata ridicola se fossi rimasta ancorata a brani come Comprami per tutta la vita. Ho trattato quindi brani che parlano di sociale ed il cambiamento tutto sommato è stato accolto bene. Il primo album che ha creato scompiglio è stato “Esisto” e da questo si capiva che stavo subendo una mutazione. Decisi comunque di andare avanti e di fare cose di questo livello».

Essere monogami in amore, premia ?

«Non sempre premia. Io ho fatto questa scelta, ma non ho avuto grandi premi.  Comunque si tratta di una scelta individuale. L’amore è un sentimento semplice che noi rendiamo complicato».

In ogni brano che canti c’è sempre un pizzico di te?

«Sì, in quanto sono io che ispiro proprio gli autori, perché non scrivo personalmente ma racconto di me e suscito in loro delle emozioni. Di conseguenza quando c’è un testo da cantare, che sia più o meno impegnativo a seconda dell’importanza del brano, c’è sempre un parlarsi tra me e l’autore, un raccontarsi un po’, come vedo il brano, come vedo la musica, cosa vorrei dire; quindi c’è sempre una collaborazione e, quindi, un pizzico di me nelle canzoni che canto».

Beatles o Rolling Stones?

«Sicuramente i Beatles. E la loro canzone che preferisco è Because di Lennon/McCartney».

Topolino, Tex Willer, Diabolik: come collochi nell’ordine questi tre personaggi dei fumetti?

«Topolino lo metto al primo posto (ride, ndr), perché Peter Pan non muore mai, o  meglio al primo posto ci metto Paperino perché ho sempre avuto gran simpatia per lui, sempre sfortunato. Diabolik al secondo posto ed infine Tex Willer perché non mi piacciono i cow boys e tifo per gli indiani».

Sappiamo che ami molto gli animali: preferivi le serie televisive di Lassie o Rin Tin Tin?

«È vero che amo molto gli animali, ne ho quattro: tre cani e un gatto. Rispondendo alla domanda, devo confessare che preferivo Rin Tin Tin in quanto Lassie lo trovavo un pochino melenso».

Metti nell’ordine le  tre tue canzoni più belle?

«Sicuramente Comprami rimane fuori dalla classifica in quanto più di altre è nel cuore della gente. Fare una graduatoria è per me comunque molto difficile. Da “Alleati non ovvi” c’è la canzone Domani è un altro giorno che parla di omofobia e la versione in lingua francese di questo brano è uno spettacolo in quanto un cantautore transalpino mi ha fatto dire delle cose molto pesanti, molto toste. É una canzone bellissima che sicuramente metterei sul podio e che prima o poi uscirà in una mia raccolta. Poi ci sono le canzoni alle quali sono particolarmente legata come donna. Ad esempio Amiche che proporrò in versione riadattata ai tempi nostri. Quindi “Libertango” (Anime d’autunno) di Astor Piazzolla e altre ancora. Certo bisognerebbe allungare il podio. Giorno popolare è un altro grande brano, in quattro minuti siamo riusciti a raccontare la domenica di una famiglia romana che va ad Ostia al mare».

In Vai col tango tu canti  “…le rose che non colsi son lontane…”: quali rose non colse Viola Valentino?

«Le rose non colte sono le occasioni sentimentali perdute per la scelta della monogamia e di questo lavoro».

e poi, sempre nella stessa canzone, dici: “maestro, amico mio, tu vai col tango, suona per me che ho voglia di sognar…”. Hai ragione, sognare fa bene, qualcuno dice che è terapeutico: qual è il tuo sogno?

«Di sogni ne ho tanti (ride, ndr). Principalmente vorrei essere immune dalle malattie e da ciò che di brutto capita nel mondo. I miei sono comunque i sogni di tantissime persone e di tutte le donne: avere l’uomo giusto accanto, una stabilità sentimentale. Avere dei punti fermi nel lavoro e nei sentimenti è  comunque un sogno difficile da realizzare».

Cosa ti piace della gente ?

«Non vorrei sembrare una santa, ma mi piacciono l’umiltà, la comprensione e la tolleranza, spesso assenti specie in persone non più giovani che invece dovrebbero essere di insegnamento alle nuove generazioni».

E cosa non ti piace?

«Non mi piace la superbia, l’arroganza, l’intolleranza di chi ha deliri di eternità e non si rende conto che la vita è un grande valore ma anche un rapido passaggio».

I primi tre film che ti vengono in mente?

«Qualcuno volò sul nido del cuculo con Jack Nicholson, La mia Africa di Sydney Pollack e Fuga da Alcatraz con Clint Eastwood».

Attori?

«Mi piacciono quelli che lavorano bene e dovrei citarne parecchi, ma mi limito a due: Nicolas Cage e Richard Gere che ha interpretato Pretty Woman, una commedia romantica che non è certo un gran film, ma che tutti ci ricordiamo».

Un libro da salvare?

«I libri da salvare sono veramente tanti ed è impossibile salvarne soltanto uno. Salverei una biblioteca intera».

I tuoi progetti discografici a breve quali sono?

«Usciremo con un terzo singolo tratto dalla ricetta “Panna, fragole e cipolle” che si chiamerà C’est la vie, che ho cantato in duetto con l’autore e che ne è venuto fuori un bel brano, molto intenso. Poi cercheremo di costruire un “the best” con i controfiocchi, mettendoci dentro anche Comprami, Sola e Romantici, perché queste canzoni non possono mancare,  ma anche con almeno tre nuovi pezzi inediti. Poi nella prossima estate ci sarà un nuovo singolo che trainerà il “the best” che uscirà poi in ottobre per poi affrontare il periodo natalizio».

Viola Valentino e Virginia Minnetti a volte litigano?

«Molto. Virginia infatti è calma, molto riservata e anche un po’ pigra, Viola invece deve essere sempre al centro dell’attenzione. Virginia, per esempio,  andrebbe in giro con una tuta, però Viola la sgrida dicendole: “Come vai in giro, sei comunque Viola Valentino”. Però io devo portare i miei cani fuori, quindi mi metto la tuta, le scarpe da tennis e vado. Una deve essere troppo rappresentativa, mentre l’altra non vorrebbe esserlo per niente. C’è un po’ di conflitto, ma tutto sommato si vogliono bene”.

Infine vuoi mandare un messaggio ai tuoi fans, ai tuoi ammiratori?

«Dico loro di seguirmi perché penso di avere ancora delle armi per poter stupire ed emozionare. Non mi fermo certo qui, andrò avanti e cercherò di dare sempre di più. I miei fan potranno essere costantemente informati sulla mia attività seguendomi su Facebook agli indirizzi Viola Valentino www.facebook.com/violavalentino.official http://www.facebook.com/ViolaValentinoOfficialBis
oppure su Twitter https://twitter.com/ViolaValentino
E c’è anche il sito ufficiale http://www.violavalentino.it/».
(Vincenzo Bolia)

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