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Nuovo Psi Liguria:Lorenzo Basso, il Pd Ligure e il futuro Governo. Appello ai Riformisti

Da Giuseppe Vittorio Piccini, segretario Federazione Regionale della Liguria del Nuovo Psi, riceviamo e pubblichiamo.

Nuovo Psi Liguria: Lorenzo Basso, il Pd Ligure e il futuro Governo. Appello ai Riformisti

Il Partito Democratico Ligure ha inviato per posta a numerose famiglie una pubblicazione intitolata “Liguria chiama Europa”. Il cappello politico è fornito dagli interventi del Capogruppo in Regione del PD Nino Miceli e dall’intervento del “neo deputato” e Segretario Regionale del PD Lorenzo Basso. Se Miceli si rifà a una tradizione Socialista Europea e “Latina” che guarda all’esperienza francese del Governo Hollande ben diversa è la prospettiva indicata da Lorenzo Basso che, non citando mai la Francia, guarda a “… modelli che prevedono un welfare generoso … Germania, Olanda, Austria, Svizzera e poi le quattro nazioni nordico-scandinave”. Ribaltando tutta la storia culturale del Socialismo Italiano, a cui Basso non appartiene, il Segretario Regionale del PD  si differenzia dalla visione della Destra accusandola di cercare soluzioni alla crisi sul terreno “economico” della competitività del mercato e delle scelte imprenditoriali. Per Basso, nella più pura visione Cattocomunista, l’approccio può essere unicamente rintracciabile in una visione pauperistica e sociologica dove il fine è un “patto sociale” che, in assenza di imprenditori e occupati, diventa un Patto tra Prenditori e Precari. Lo Stato, sia Nazionale che Europeo, è visto quale perpetuo fornitore di risorse da strappare a chi è macchiato dal “peccato” della ricchezza o solo del benessere conquistato con il lavoro.  Un’Italia con il “cappello in mano” che chiede di essere associata alla succitata “Area del Marco”. Lo ribadisce nell’intervento ivi riportato Raffaella Paita, capofila degli ascari spezzini strenui difensori del potere burlandiano, che parla di ”Liguria, regione del Nord Europa”.  Il ruolo per la Liguria e per l’Italia è quello di propagine mediterranea del potere economico tedesco.  Votata ai traffici e all’importazione di materie prime, fonti energetiche e mano d’opera a basso costo per il tessuto produttivo del Nord Europa. Una visione delle Infrastrutture come strategiche ai traffici e non alla produzione, dimenticando il Sud e le Isole. Il potere burocratico e giudiziario, complementare al nuovo corso Bersaniano, provvederà a privare l’Italia di ogni velleità imprenditoriale dall’acciaio all’automobile. L’Italia, Paese consumatore dei prodotti dell’economia del Marco travestito da Euro. Insomma un futuro da Camalli e Trafficanti di “nuovi” Schiavi. E’ necessario che questa visione pavida e conservatrice venga sconfitta. In Liguria e in Italia esistono forze sinceramente Riformiste che hanno a cuore il futuro del Paese. Monti sembra essersi scordato la sua Agenda sul tavolo da pranzo di Fini e Casini, dopo averne fatto scrivere la prefazione a Fassina. I Riformisti se ne facciano  carico. Rigore, Equità e  Sviluppo sono ancora in attesa di una ricetta che le amalgami.

Giuseppe Vittorio Piccini

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