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Nuove opere dell’artista Giuseppe Messina per la mostra di pittura per suoi prossimi 50 anni di attività artistica

Barcellona Pozzo di Gotto. Alla fine del prossimo anno l’artista siciliano Giuseppe Messina festeggerà i 50 anni di attività artistica con una mostra di pittura. Nel 2006, In occasione del suo quarantesimo e del quarantacinquesimo anniversario di attività artistica è stato, rispettivamente, insignito della targa d’argento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (2006) e del “Premio alla Carriera” – Trofeo dell’Assemblea Regionale Siciliana (2011).

Ha iniziato a dipingere da giovanissimo. Nella seconda metà degli anni sessanta, lasciata la Sicilia, si stabilì a Roma dove entrò in contatto con il grande mondo della cultura, aprendosi a più vaste conoscenze, realizzando pregevoli opere che possono essere ammirate in esposizioni pubbliche e private in Italia (ha esposto assieme ad artisti come Salvatore Fiume, Ennio Calabria, Renato Guttuso, Remo Brindisi ed altri grandi) e anche all’estero (Russia, Argentina, Sud Africa, Australia, Canada, U. S. A., Inghilterra, Malta e diverse altre città europee). Poi il ritorno in Sicilia, raggiungendo anche vasta notorietà come scultore, scrittore, poeta, musicista, produttore, regista… Nel 1981 ha fondato il “Movimento per la Divulgazione Culturale” (di cui è stato anche primo presidente; adesso è presidente Maria Torre), Associazione che lo scorso agosto ha organizzato a Barcellona Pozzo di Gotto (con il consueto successo di tante altre manifestazioni) la XIX edizione della kermesse “I Giorni della Divulgazione della Cultura”, edizione speciale per i settecento anni della nascita di Dante Alighieri. A lui si deve anche il mensile “La Molla” a cui hanno collaborato, tra gli altri, Emilio Isgrò, Melo Freni, Marcello Crinò, Vincenzo Consolo. A lui si deve anche l’istituzione del Premio Città di Barcellona Pozzo di Gotto per cui ha creato e donato lo stesso trofeo bronzeo Longano, simbolo della città, con il quale sono stati insigniti: lo storico Santi Correnti, lo scienziato Antonino Zichichi, Donatella Bianchi, conduttrice di Linea Blu e l’attrice Francesca Chillemi “Miss Italia” 2003.

Torniamo alla sua attività di pittore. Come abbiamo detto all’inizio, sta preparando le opere per la mostra che sarà allestita in occasione dei suoi 50 anni di attività artistica. Presentiamo quelle già portate a termine. Il tema è ancora quello con cui si evidenzia la preoccupazione della salvaguardia della natura e di quei beni monumentali e culturali che rappresentano le radici della cultura mediterranea a cui tutto l’Occidente ha attinto, e dovrebbe ancora attingere (come dice lo stesso artista), per salvarsi dalla schizofrenia socio-culturale e spirituale e da una falsa modernità promossa dal consumismo più volgare, nocivo e, per tanto, inutile.

Nei dipinti “Donne in catene” e “Donna violentata nel filo spinato” (tecnica mista, acrilico e olio su tela, cm 30 X 40) l’artista ha cercato di sintetizzare al massimo, ma eloquentemente la realtà della donna là dove, ancora oggi, è considerata soltanto come fattrice di essere umani, e tenuta in continuo disprezzo. In ambo le opere si evidenzia un parallelismo. In primo piano, infatti, sono rappresentate gli evidenti resti di una antica civiltà (colonne), abbandonati dall’incuria dell’uomo moderno che non tutela le radici della nostra storia, come non tutela la libertà e tutti i diritti del prossimo.

Nell’opera dal titolo “Pietrificazione tra i fiori” (tecnica mista, acrilico ed olio su tela – cm 45 x 60) rappresenta proprio la pietrificazione di tutto, anche dell’essere umano, immobile nel suo abbandono, oltre che della civiltà, evidenziata dalla presenza della solita colonna in primo piano, a sinistra e dalla gradinata, a destra, che non si sa dove potrebbe finire. Rimane consolante, la forza della natura che riesce a fiorire negli interstizi inanimati, nonostante l’operato dell’uomo che tutto vorrebbe per sè, a sua immagine e somiglianza.

In “Metamorfosi della natura tra gli ulivi” (tecnica mista, acrilico ed olio su tela – cm 45 x 60) sono evidenziati elementi mitologici come la testa di un ciclope e l’ulivo; il ciclope sembra sbalordito come se si chiedesse se sia l’ulivo ad assumere forme umane o più probabilmente sia l’uomo a rendere la natura dell’ulivo a sua immagine e somiglianza. Una cosa è certa: la vita continua nelle sue più straordinarie forme.

Nell’opera “Riminiscenze arcaiche” (tecnica mista, acrilico ed olio su tela – cm 45 x 60) sono evidenziate rovine abbandonate della civiltà, tra le acque  del Mediterraneo, dove fanno mostra di sè le metamorfosi del paesaggio e dello stesso ulivo, che si offrono da contorno a due bronzi raffiguranti arcaici guerrieri armati e con un intrinseco proprio movimento che intendono ricordarci da cosa sia forgiato, in fondo, lo spirito della nostra antica progenie.

Nel dipinto “Facile dispezzo”, in latino ” Despicatio de plano” (tecnica mista, acrilico ed olio su tela – cm 25×30) l’artista vuol far intendere come sia facile colpire qualsiasi cosa, spesso, con l’intento di distruggerla, anche se rappresenta la vita o è la vita stessa. In questo caso è rappresentato un uovo (stadio primordiale della vita) colpito da un’arma (la freccia), un uovo posto sopra un segmento di colonna abbandonata sempre dall’incuria dell’uomo moderno e spesso violento là dove l’antico ulivo vegeta a testimonianza degli eventi dettati dallo stesso uomo.
(N.B.)



Il dipinto dal titolo “Galeotto fu il libro…” (tecnica mista, acrilico ed olio su tela – cm 50 x 70) che potrebbe far pensare a “Paolo e Francesca” del V canto di “Inferno” di Dante Alighieri, non è altro che un amplesso notturno al chiaro di luna d’estate, tra rovine di antica civiltà e metamorfosi della natura. Comunque è il libro in primo piano che gioca una parte importante: è il volume letto dai due amanti, prima dell’amplesso oppure si tratta di un oggetto abbandonato, lì dove si trova, da qualcuno che voleva disfarsene? Comunque si tratta di un libro in cui s’intravedono, nella pagina di sinistra una casa sulla sponda di un fiume (potrebbe anche trattarsi di mare) e sulla pagina di destra sembra esserci il viso di un uomo barbuto, ripreso nel momento in cui sembra stia parlando, ma non si sa se egli sia un barbone o un filosofo. Una cosa è certa: la casa è l’opera dell’uomo per il suo riparo e lo stesso uomo è raccoglitore, contenitore e divulgatore di pensieri di cui il libro rappresenta il contenitore della sua espressione, l’opera raffinata di chi vuol lasciare l’impronta di se stesso, il suo messaggio, la sua esperienza per i posteri. Tocca proprio ai posteri, però, decidere se prendere in considerazione le offerte, i doni, le eredità che sono loro lasciate da chi è venuto prima in questo spazio tempo da noi occupato nel presente in cui soltanto l’atto d’amore può essere garanzia di un possibile benigno futuro.


Giuseppe Messina è un artista davvero magico. Oltre che pittore, infatti, è scrittore, pittore, scultore, poeta, musicista, produttore e regista che da tanti anni, con le sue opere, denuncia i mali che affliggono la nostra società. Fra l’altro realizzato il film denuncia “Socrate non può morire”, tratto dal suo romanzo “Pagine superstiti e drammi di casta”; la trilogia (poemi endecasillabi dedicati ad Omero) “Odissea ultimo atto”, “La leggenda di Omero” e “Stirpi di Atlantide”; diverse opere teatrali (“Nel Mitico regno di Eolo”, “Lamento Per Placido Mandanici”, “Testamento teatrale”, “Non sono Cyrano di Bergerac”, “Nel segno di Socrate” e altre); una ventina di poemetti, tra cui “La filosofia del saggio”; sculture in legno, in pietra arenaria, in granito, in ossidiana e in bronzo (in pietra arenaria di Lecce è l’opera “Ciclope nel vento” donato alla sua città nel 2002; in bronzo sono le dodici sculture realizzate per illustrare il suo poema “Odissea ultimo atto”, come pure i monumenti dedicati allo storico Nello Cassata e all’eroe Luigi Rizzo)…

Nel collage fotografico l’artista Giuseppe Messina ed i suoi dipinti “Pietrificazione tra i fiori”, “Crudele il libro” e “Donna violentata nel filo spinato”.


A coloro che desiderano contattarlo, segnaliamo la sua e-mail: messina.giusep@tiscali.it




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