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Notiziario dell’Associazione Autori Compositori e piccoli Editori (ACEP) del mese di gennaio 2013

Rimini. E’ stato inviato in questi giorni ad autori, compositori ed editori il notiziario del mese di gennaio dell’ACEP (Associazione Autori Compositori e piccoli Editori). Notiziario sul quale si possono trovare diverse notizie riguardante il mondo dello artistico.

Tra l’altro viene ricordato che “il diritto d’autore non è una tassa, bensì la giusta remunerazione per il lavoro intellettuale dell’autore” e che  “la fedele compilazione dei programmi SIAE è fondamentale per la corretta ripartizione dei diritti agli autori, compositori ed editori delle opere utilizzate”. Inoltre l’ACEP invita tutti gli “addetti ai lavori” (autori, compositori, editori, musicisti esecutori, gruppi musicali, impresari, gestori di locali, produttori discografici, mezzi di informazione, ecc.) “a voler favorire la massima correttezza nella compilazione dei programmi SIAE” in quanto questa è la strada da percorrere per salvaguardare la ripartizione analitica dei diritti d’autore per la Classe Prima, già parzialmente sminuita, come già era stato descritto nel Notiziario di Novembre 2006.

Su questo numero in particolare IL PUNTO SULLA SIAE: UNO STATUTO INACCETTABILE.

Ecco quanto viene scritto.

Cari amici, secondo voi è giusto che l’arte e la cultura debbano essere valutate con il solo criterio economico? E può essere sempre vera l’equazione secondo cui un elevato riscontro commerciale faccia

di un “opera” un “capolavoro artistico”?

Abbiamo premesso queste domande perché il parametro posto a base delle prossime elezioni in SIAE è il “censo”, cioè gli incassi economici.

Il nuovo Statuto toglie a tutti i “piccoli e medi” autori ed editori la possibilità di esprimere liberamente e autonomamente rappresentanti all’interno degli Organi sociali della SIAE.

Noi riteniamo giusto che la maggioranza dei seggi in SIAE spetti ai grandi autori e ai grandi editori, che godono dei maggiori incassi. Difatti, già da tanto tempo, è così (come abbiamo illustrato nel nostro Notiziario di novembre 2012). Riteniamo giusto anche che tutti gli altri iscritti (circa il 98% degli associati, cioè la stragrande maggioranza) debbano poter essere rappresentati secondo i loro incassi che, messi insieme, non sono certo uguali a zero.

Ma con la regola sancita dall’Art. 11, comma 2, del nuovo Statuto (un euro = un voto) eventuali liste di candidati in rappresentanza dei “piccoli” autori o editori avrebbero, matematicamente, zero probabilità di eleggere anche un solo rappresentante.

(vedi: http://www.siae.it/view.asp?pdf=BG_Normativa_Statuto2012.pdf )

Con le nuove norme il voto dell’associato autore che incassa poche centinaia di euro diventa irrilevante, rispetto al voto dell’autore che incassa milioni di euro.

Così come risulta irrilevante il voto dell’editore che incassa alcune migliaia di euro, rispetto all’editore che incassa decine di milioni di euro.

Quanti “piccoli” editori (con aziende talvolta attive da decenni e che fanno parte del patrimonio culturale italiano) occorrono per arrivare alla potenza di voto di una multinazionale che incassa annualmente diverse decine di milioni di euro e che pertanto possiede milioni di voti?

Non esistono abbastanza “piccoli” editori, neppure per avvicinarsi lontanamente!

Si tratta di elezioni “farsa”, il cui risultato è già scontato.

Difatti, complice anche l’elevato astensionismo dei votanti (nel 2007 ha votato soltanto il 7% degli autori e il 24% degli editori), l’effetto sarà che pochissimi grandi editori, soprattutto multinazionali e una ventina di grandi autori, spesso sotto contratto con i predetti editori, avranno il completo controllo della SIAE, inclusa l’adozione annuale dei criteri di ripartizione dei diritti d’autore.

Pertanto gli effetti economici delle decisioni di una ristrettissima “oligarchia” ricadranno su tutti gli associati, che non avranno voce in capitolo su tali decisioni.

Per questo ACEP, insieme ad ARCI e AUDIOCOOP, il 7 gennaio ha presentato un ricorso al TAR del Lazio contro il nuovo Statuto della SIAE, adottato dal Commissario straordinario Gian Luigi Rondi ed ha chiesto, con provvedimento d’urgenza, la sospensione delle elezioni SIAE.

E siamo fiduciosi che il Giudice accoglierà la nostra motivata richiesta.

Sono tali e tante le aberrazioni di questo Statuto, che ci sembra impossibile che i due Organi vigilanti sulla

SIAE (Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Presidenza del Consiglio) lo abbiano potuto approvare, nonostante le nostre reiterate segnalazioni e richieste di essere sentiti dallo stesso Ministero.

A titolo di esempio, ne citiamo una che ci pare “grottesca”, per non dire altro.

L’Art. 9, comma 1, prevede che: “L’Assemblea si riunisce su convocazione del Consiglio di gestione quando……… ne sia fatta richiesta da almeno un ventesimo degli associati che siano in regola con il pagamento dei contributi associativi; oppure ne sia fatta richiesta da un numero di Associati che rappresentino almeno un ventesimo dei diritti d’autore distribuiti dalla Società nel corso dell’esercizio precedente.”

Poiché gli associati alla SIAE in regola con il pagamento delle quote sociali sono circa 90.000, i “piccoli” autori per convocare l’Assemblea della SIAE dovrebbero raccogliere oltre 4.500 firme.

Mentre una casa editrice multinazionale della musica, poiché incassa più di un ventesimo dei diritti d’autore ripartiti dalla SIAE, da sola è in grado di convocare l’Assemblea SIAE!

Pertanto, se l’amministratore delegato di questa multinazionale una mattina si sveglia male, oppure riceve un preciso ordine “dall’estero”, può ottenere la convocazione dell’Assemblea di tutti i 100.000 associati, e chiedere la “revoca” dei componenti del Consiglio di Sorveglianza, l’organo basilare da cui derivano tutti gli altri Organi della SIAE.

Non vi sembra pazzesco?

A proposito del voto concesso soltanto agli associati in regola con le quote associative della SIAE, informiamo che, con decorrenza dal 1° gennaio 2013 la quota dell’autore è stata aumentata da 89,70 euro a 150,00 euro (+ 67%) e quella dell’editore da 413,10 euro a 600,00 euro (+45%).

Un aumento elevato, immotivato e improvviso: la relativa Delibera è datata 13 novembre 2012, ma è stata pubblicata sul sito della SIAE soltanto il 4 gennaio 2013.

Un omaggio che il Commissario (davvero straordinario) Gian Luigi Rondi ha atteso di donarci a Capodanno, come da sua consuetudine.

Difatti, con effetto dal 1° gennaio 2012, ha abolito le previgenti prestazioni del Fondo di solidarietà, mentre dal 1° gennaio 2013 ci ha regalato questo sostanzioso aumento delle quote associative.

Certamente il “grande” autore o editore neppure si accorge dell’aumento, ma il giovane autore o editore da poco iscritto alla SIAE, oppure non ancora affermato, grazie a questo regalo di Capodanno, probabilmente non potrà votare.

Anche perché, in caso di non copertura totale della quota associativa con i diritti del primo semestre, la parte non coperta solitamente viene trattenuta dalla SIAE all’associato con la ripartizione del secondo semestre. Mentre in questo caso la SIAE invierà all’associato una lettera con un bollettino di versamento, che l’associato dovrebbe versare immediatamente per non perdere il diritto al voto!

Non vi sembra un’ennesima grave scorrettezza?

Peraltro la SIAE non è in difficoltà economica, come talvolta afferma qualche giornalista disinformato su qualche testata giornalistica d’assalto, dopo aver letto, ad esempio, a pagina 106 del Bilancio della SIAE 2011, sul quale appare la voce: Totale debiti = 1.012.103.841, cioè oltre un miliardo di euro.

Al contrario, questo importo si riferisce prevalentemente a somme già in cassa, giacenti presso la SIAE in attesa di essere ripartite agli associati.

E allora qual è la motivazione di questo elevato aumento delle quote associative?

Le altre società consorelle della SIAE applicano quote associative annuali molto inferiori: ad esempio, in Germania, la quota annuale richiesta dalla GEMA è di appena 25,56 euro, una cifra eguale sia per l’autore che per l’editore!

Ritornando al nuovo Statuto della SIAE, citiamo soltanto un’altra perla da incorniciare, l’Art. 10, comma 4, il quale tassativamente recita: “… Non è ammesso il voto segreto”.

Ricordiamo che in passato il voto nelle elezioni SIAE è sempre stato segreto; nelle elezioni del 2003 e 2007 si poteva esprimere il voto negli uffici provinciali della SIAE di tutta Italia, dove erano state create delle postazioni per poter esprimere il voto con la massima riservatezza, nonché un’urna sigillata nella quale inserire la scheda votata in modo anonimo la quale, in sede di scrutinio nazionale a Roma, poteva essere annullata, se permetteva in qualche modo (anche con segni o simboli) il riconoscimento del votante.

E anche nel voto espresso per corrispondenza veniva garantito l’anonimato, attraverso il sistema della “busta nella busta”, cioè una prima busta che contiene la scheda votata, inserita in una seconda busta anonima, spedita in una terza busta che veniva poi aperta da un notaio ed inserita nell’urna generale, prima dello scrutinio.

Le votazioni SIAE erano una cosa seria e avvenivano con una procedura simile a quella delle elezioni politiche nazionali. (http://www.siae.it/BollettinoSociale.asp)

Mentre nel sistema previsto dal nuovo statuto SIAE, un autore o editore che abbia la fortuna di collaborare con un grande gruppo editoriale, ma che non vuole votare una lista di autori o editori suggerita dalle multinazionali, perché non rappresenta i suoi diritti e/o non gli piacciono i candidati, viene ora “obbligato” ad esprimersi in modo palese: riuscirà a vincere l’imbarazzo o le eventuali pressioni?

Difatti con questo nuovo sistema si saprà esattamente chi ha votato e per chi ha votato.

A buon intenditor poche parole!

Ricordiamo che l’Art. 48, comma 2, della Costituzione italiana dispone che: “Il voto è personale ed eguale, libero e segreto”.

A tal proposito ci permettiamo di dare un consiglio a tutti gli associati alla SIAE.

Se malauguratamente il TAR del Lazio deciderà di non sospendere queste elezioni dall’esito già scontato, siccome è già iniziata la “caccia alle deleghe”, raccomandiamo a tutti gli autori ed editori di concedere deleghe di voto soltanto a persone di vostra massima fiducia.

E di verificare sempre, preventivamente, quale lista di canditati verrà votata con la vostra delega, chi è il proponente della lista e chi sono i candidati, specialmente quelli alle prime posizioni, che hanno la maggiore probabilità di essere eletti.

E’ meglio non votare, piuttosto che dare la delega a chi la userà male.

Per non dilungarci e anche per sdrammatizzare, concludiamo ponendovi due domande e vediamo ch indovina.

Premesso che alcuni autori mantengono le loro opere inedite, volutamente oppure perché non trovano l’editore giusto per valorizzarle, gradiremmo sapere come la SIAE ripartisce annualmente i diritti d’autore fra autori ed editori.

1) Sono maggiori le somme ripartite agli autori oppure agli editori?

2) Quali sono le percentuali esatte di proventi ripartiti agli autori o agli editori?

Inviateci le vostre risposte via e-mail all’indirizzo: info@assoacep.com

Sul prossimo Notiziario di febbraio sveleremo l’arcano.

Cari amici, come già riportato nel nostro Notiziario di ottobre 2012, l’ACEP, nell’intento di “…tutelare sempre meglio le categorie rappresentate anche da un punto di vista solidaristico”, ha voluto devolvere,

in occasione delle festività natalizie, un primo assegno di solidarietà di 500 Euro a favore di un autore in comprovata difficoltà economica.

Nell’esaminare la documentazione pervenutaci, abbiamo voluto aiutare un autore campano (non citiamo il nome per ovvi motivi di privacy) il quale si è appellato a noi descrivendoci non solo la sua precaria situazione economica, dovuta ad una grave malattia di un suo stretto familiare, ma anche la cruda realtà in cui oggi si trova un autore/musicista con oltre 30 anni di iscrizione SIAE e tanta gavetta alle spalle.

Un settore dove è già difficile far valere la propria arte e dove, anche se hai un repertorio apprezzato dal tuo pubblico, incappando negli attuali sistemi di campionamento della SIAE, puoi statisticamente ritrovarti escluso dalla ripartizione.

E di certo la recente decisione della stessa SIAE di aumentare, inspiegabilmente, la quota di iscrizione

annuale da 89,70 a ben 150 euro, svantaggerà soprattutto tutti piccoli autori i quali avranno ancora maggiori difficoltà.

Da parte nostra, e per quel che potevamo, abbiamo voluto fare questo gesto di solidarietà perché siamo convinti che gli autori meno fortunati, ma non per questo meno capaci, andrebbero aiutati ed incentivati.

Questo nuovo statuto della SIAE, che dà ad ogni iscritto un voto per ogni euro incassato, a nostro parere va nella direzione opposta, mortificando i “piccoli” autori (ed editori) impedendogli, di fatto, di far sentire la loro voce e le loro istanze negli organi sociali della SIAE, condannandoli a subire la volontà dei soli iscritti più ricchi.

Eppure fra questi “piccoli” di oggi ci potrebbero essere i nuovi “grandi” di domani….

Inviateci le vostre risposte via email all’indirizzo: news@assoacep.com

Sul prossimo Notiziario di febbraio sveleremo l’arcano.


Da parte nostra di Liguria 2000 News ricordiamo ai lettori che l’ACEP è a completa disposizione di quanti desiderano segnalare eventuali problematiche riscontrate nello svolgimento del proprio lavoro.

L’attuale organigramma dell’ACEP (in carica fino a maggio 2016) è il seguente: Presidente: Roberto Rinaldi (Rimini). Vice-presidenti: Alessandro Angrisano (Avellino), Vincenzo Barbalarga (Roma) e Roberto Bonizzoni (Cremona). Consiglio direttivo: Alessandro Angrisano (Avellino), Vincenzo Barbalarga (Roma), Roberto Bonizzoni (Cremona), Gianni Drudi (Forlì), Giorgio Giacomi (Pesaro), Pietro Papagni (Bari), Renzo Pesaresi (Rimini), Roberto Rinaldi (Rimini) e Massimiliano Tagliata (Bologna).Comitato di presidenza: Davide Legni (Cesena), Marino Lorenzini (Bologna), Gregorio Mascaro (Vercelli),  Antonella Roselli (Rimini) e Roberto Villata (Torino). Revisori dei conti: Vittorio Costa (Bologna), Ferruccio Donaggio (Rimini), Werther Vespignani (Forlì). Collegio dei probiviri: Matteo Callisti (Como), Manlio Cangelli (Bergamo) e Gabriele Palazzi (Pesaro).

Il Consiglio direttivo dell’Associazione ACEP fa presente che l’invio del Notiziario è reso possibile grazie all’impegno e al contributo volontario degli associati più sensibili e che sarà grato a quanti vorranno contribuire alla tutela dei loro stessi diritti, versando una modica quota associativa facoltativa.

L’iscrizione all’associazione ACEP è gratuita e si ottiene  compilando il “form” che si può trovare alla pagina http://www.assoacep.com/modulo.html e inviandolo via web, per e-mail, per posta o per fax.

Per ogni informazioni o per iscrizioni, rivolgersi a ACEP  (Associazione Autori Compositori e Piccoli Editori) – Via Flaminia, 185 / B – Casella Postale Rimini Nove – 47900 Rimini – Tel. 0541 307371 – Fax 0541 630064; e-mail: info@assoacep.com. Siti: http://www.assoacep.com/modulo.htmlhttp://www.assoacep.com/adesioni.htmlhttp://www.assoacep.com/org.html www.assoacep.com

Nelle foto: il presidente dell’ACEP M° Roberto Rinaldi; il logo dell’ACEP.
(Nino Bellinvia)




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