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Neom, progetto faraonico, città della sfida, il futuro dietro la porta

L’Arabia Saudita intende stupire il mondo accingendosi a costruire ‘la città del futuro’, impiegando avanzatissimi livelli di tecnologia, e ovviamente investendo miliardi e miliardi in questo faraonico progetto.

Ma l’aspetto finanziario per gli arabi, si sa, non costituisce un problema, le risorse sono abbondanti, del resto è il paese leader dell’Opec, e produce un terzo dell’oro nero del pianeta, esattamente 7,5 milioni di barili al giorno, dunque primo paese esportatore al mondo.

Per questo non baderanno a spese, pur di realizzare questa autentica meraviglia, che sarà alimentata con energie rinnovabili, sfruttando fonti naturali ed inesauribili: quella solare ed eolica, senza trascurare nulla, neppure la filiera alimentare, per la quale è previsto il meglio nel campo della ricerca. Ma anche uno stile di vita basato sul lusso.

Si direbbe che la ricchezza aguzzi l’ingegno, già si sapeva che muove la creatività, in questo caso è proprio così: solo uno Stato che dispone di mezzi garantiti da fonte sicura, con alti margini di profitto, come il petrolio, può fare simili azzardi. Diventa pertanto più semplice investire in prestigio internazionale e affermare il proprio spazio di potere economico e finanziario.

Gli arabi hanno dimostrato di saper sognare, e lo fanno in grande stile, anche attraverso l’ambizione e l’intraprendenza del principe saudita Mohammed Bin Salman, figlio eletto del re Salman, già designato erede al trono, e attualmente titolare del Ministero della Difesa, considerato per la verità un po’ spregiudicato soprattutto all’estero.

L’annuncio, da parte del principe Mohammed, dell’ immenso progetto ‘Neom’, ha avuto luogo una settimana fa, il 24 ottobre, nel corso del Forum ‘Future investment initiative’, al quale hanno partecipato politici e uomini d’affari provenienti da 88 paesi del mondo. Una grande risonanza, ma tant’è: doveva fare rumore. Presente anche il ministro dell’Economia italiano, Pier Carlo Padoan.

Gli investimenti previsti per la costruzione di questo modernissimo polo industriale, saranno di circa 500 mld di euro, individuato anche il sito, tra il deserto e il Mar Rosso, in una località vicina al Golfo di Aqaba. Tanto per dare l’idea della vastità del territorio che sarà impiegato per questa gigantesca start-up, si può immaginare la più estesa regione italiana, dove ci sarà spazio per l’utilizzo delle più moderne tecniche di costruzione.

I migliori architetti, ingegneri e tecnici, avranno il compito di seguire i più innovativi e avanzati processi in ogni ambito, che prevedono peraltro l’impiego di bio-tecnologie e ogni sorta di servizio automatizzato. Standard di vita irrealizzabili nelle metropoli più moderne, anche a Ryhad, dove i magnati arabi hanno introdotto automazione e robotica ai massimi livelli. Il progetto Neom, è stato ovviamente lanciato dai media arabi ed è rimbalzato ovunque nel mondo, tramite meeting televisivi che hanno riunito i massimi esperti mondiali in campo scientifico-tecnologico-digitale. Sembra roba da fantascienza, ma è un disegno che nel volgere di pochi anni si concretizzerà in una città animata, viva, immensa.

Gli arabi, del resto, non amano perdersi in chiacchiere o in retorica, realizzano gli obiettivi non trascurando il fattore tempo. L’area destinata a Neom è sterminata, ossia circa 26mila km quadrati, con sistemi di collegamenti via terra ‘high speed rail’, e non da meno saranno quelli aerei, tutto insomma sarà ai limiti dell’avanguardia.

Il principe saudita mira ad attirare investitori internazionali con ingenti capitali al seguito, perché sta spalancando le porte al futuro, sta precorrendo i tempi: Neom diventerà un cantiere di proporzioni mai viste, un’arena nella quale si misurerà il meglio dell’innovazione. Ma soprattutto la libertà circolerà senza veti sulle sue strade, avrà un volto aperto alla tolleranza religiosa: si realizzeranno strutture per ogni credo. 
Un’autentica sfida, un Islam in versione avveniristica che nessuno avrebbe mai creduto possibile. Il miracolo del dio denaro? Forse, anzi quasi certamente sì.

Ma Mohammed Bin Salman ha solo 31 anni, già di per sé rappresenta la staffetta generazionale che non potrà ignorare le istanze di un mondo globalizzato, non solo nel versante commerciale, ma anche in quello culturale.

Neom sarà una città all’avanguardia in ogni aspetto della vita sociale, il principe Mohammed sottolinea che il progetto è davvero proiettato nel futuro, dove il progresso che rifletterà non sarà solamente tecnologico, ma anche sociale, perché è rivolto ad una società ‘emancipata’, in grado di gestire se stessa, e dunque pronta a confrontarsi con le più avanzate dell’Occidente.

Il principe Mohammed Bin Salman, infatti ha già rivolto la sua attenzione alla società dell’Arabia Saudita, alle donne in particolare, dimostrando che è possibile andare oltre il radicalismo dell’Islam, e cominciare ad allontanarsi dal rigore che impone in termini di diritti umani. Un segnale eloquente, un chiaro tentativo di modernizzare proprio sul piano sociale la nazione araba. E dopo la concessione della libertà di guida alle donne, ora arriva il permesso di frequentare i luoghi dello sport, come gli stadi, la libertà di organizzare concerti.. Una rivoluzione silenziosa?

Cose dell’altro mondo per gli arabi.. Domanda: ‘come mai gli ‘Imam’ (Sunniti) non si rivoltano alle ‘follie’ del principe saudita?’ – Risposta: perché la società è pronta per il cambiamento, e non si possono mettere in eterno le catene al denaro.. Solo pochi anni fa riforme di questo tipo sarebbero state comunque inconcepibili.

E’ un importantissimo, epocale, processo di cambiamento in atto che il principe intende portare avanti, una rivoluzione quasi silenziosa, che paradossalmente non viene dal popolo, ma per iniziativa di chi lo governa. Una sorta di governo ‘illuminato’ che trasformerà radicalmente l’assetto interno dell’Arabia Saudita, tra i più conservatori dell’Islam.

Una seconda ‘primavera’ araba, che cambierà volto e immagine della nazione, soprattutto sul piano internazionale. Il giovane principe ha già intuito che, senza rivolgimenti interni, senza il coraggio di voltare pagina, non si può essere veramente credibili. Per questo vuole emancipare la società ed eliminare in modo graduale, i veti che impediscono alle donne l’integrazione: solo con un grado di evoluzione sociale veramente significativa, ci si può confrontare.

Neom, la città del futuro, secondo gli intendimenti del principe, avrà una società ‘modello’, dove al progresso più avanzato corrisponderà una società in grado di gestire tutto questo, e l’impiego delle donne in ogni settore, è fondamentale perché si possa definire città moderna, all’avanguardia. Sarà una zona franca, con l’adozione di particolari franchigie fiscali, crocevia di tre Paesi, tramite un grande ponte che collegherà Neom all’Egitto e quindi alla Giordania. E non solo, perché diventerà un hub all’avanguardia sul versante economico e finanziario per tre continenti, Africa, Asia, Europa.

Il principe Mohammed Bin Salman potrebbe diventare l’Ataturk dell’Arabia, certamente si preserveranno i principi religiosi più cari all’Islam, ma il cambiamento in atto non si potrà più fermare.

Il principe ereditario è anche al timone di Vision 2030, altro progetto ambizioso a lungo termine, dietro il quale c’è una serie di riforme strutturali, tra gli obiettivi anche lo svincolo per affrancarsi dalla dipendenza dal petrolio.

Si vuole non solo riformare, ma anche rendere più dinamica l’amministrazione statale e l’economia del Paese, passando attraverso la privatizzazione di tanti settori dell’economia, e non solo. Si punta all’inclusione sociale delle donne, ‘allargando’ il mercato del lavoro; l’attenzione ai giovani sarà massima. S’intende incoraggiare gli investimenti e l’iniziativa privata, puntare ad aprire nuovi fronti nell’ambito delle scienze tecnologiche e digitali, della produzione industriale, diversificandola, innovandola anche sul piano digitale: una sorta di Industria A 4 pronta a qualunque sfida.

Il principe ha anche un altro obiettivo colossale, una vera ‘challenge’: ossia quotare in Borsa una parte di Saudi Aramco, ora a capitale pubblico, una società simile alla nostra ‘Eni’ di alcuni decenni fa, che riunisce nella sua gestione i giacimenti più produttivi al mondo. Mohammed Bis Salman conta di realizzare questo obiettivo nel 2018, creando le premesse per l’Ipo più importante mai transitato nei mercati finanziari. 
Il principe pensa di quotare il 5% di Aramco, e di realizzare così 100 mld di dollari da investire tramite un fondo sovrano nel faraonico progetto ‘Vision 2030’.

Ci sarà posto solo per gli investitori e società che hanno il meglio da proporre in termini d’innovazione, in tutti i settori. Nel versante italiano, ci sono alcune grandi imprese favorite, come il gruppo Salini Impregilo, che gode già della fiducia di Ryadh da decenni, per avere realizzato importanti impianti idraulici in alcuni centri, e la Linea 3 della Metro.

Il gruppo Salini opererà nei cantieri di Neom in collaborazione con Ansaldo, ma ci sarà anche il prestigioso gruppo Italferr-Ferrovie dello Stato Italiane, società d’ingegneria, che si occuperà della supervisione tecnica della metro. Molti aspetti tuttavia sono ancora da definire, le opportunità non mancheranno, è necessario essere competitivi e pronti a coglierle.
(Virginia Murru)

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