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Nel corso di una conferenza stampa analizzati i dati 2010 dell’agricoltura jonica

Taranto. Si è svolta presso la Camera di Commercio di Taranto la conferenza stampa della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori di Taranto), in cui sono stati analizzati i dati 2010 dell’agricoltura jonica e fatta una previsione per il 2011.

“È ormai da diversi anni, e in particolare a partire dal 2004, che la CIA svolge continuamente attività di informazione e comunicazione ad ampio spettro (ha ribadito in apertura di conferenza stampa Vito Rubino, Direttore provinciale Cia e Responsabile dell’ufficio stampa), toccando temi rilevanti, con un impatto immediato e diretto sull’agricoltura ed effetti rilevanti sulle imprese agricole”.

Nel corso del 2010 l’attività di comunicazione si è condensata in oltre 60 comunicati e note stampa, nonché elaborazione di dati e tabelle statistiche, che hanno dato luogo ad una rassegna stampa condensata in due volumi; l’iniziativa, svolta con assiduità e prontezza dalla CIA, ha inteso richiamare l’attenzione su questioni cruciali: i pericoli per l’intero territorio derivanti dalle infiltrazioni della grande criminalità organizzata, mafiosa e camorristica, i danni da calamità, le iniziative promozionali del patronato Inac (Istituto Nazionale per l’Assistenza ai Cittadini), le numerosissime iniziative rientranti nel programma “Scuola in fattoria”; e poi le manifestazioni fieristiche e ludico-ricreative. L’assegnazione della premio nazionale CIA “Bandiera Verde” alla scuola primaria “Pascoli” di Castellaneta e all’Agricola Guida di Cristiano, costituiscono il riconoscimento della particolare valenza dei programmi svolti per la promozione della produzioni locali e la migliore conoscenza del ciclo naturale e di distribuzione commerciale dei prodotti agricoli. L’attività di promozione si è sviluppata anche attraverso la “Fieragricola”, organizzata a Massafra, e le iniziative del Consorzio “Profumi e Sapori di Puglia”. D’altro canto la CIA non ha tralasciato i problemi legati alla tutela della salute, con iniziative che hanno riguardato in particolare l’Ospedale di Castellaneta.

Nell’analizzare i dati 2010 (come ci comunica il collega Franco Gigante), il Presidente della Cia di Taranto Nicola Spagnuolo ha fatto emergere che anche l’annata agraria appena trascorsa, come quelle dell’ultimo decennio, si è connotata, purtroppo, per il segno negativo fatto registrare dalle colture principali del settore agricolo ed agro-alimentare della nostra provincia. Val la pena ricordare che il settore agricolo è il settore economico che più di altri ha delle ricadute enormi sull’intera società, non solo in termini di alimentazione e di salubrità dei prodotti, ma anche, in termini di salvaguardia dell’ambiente e di baluardo contro il disfacimento e depauperamento del nostro territorio.

In una provincia come Taranto, alle prese con l’atavico e mai risolto problema dell’inquinamento ambientale, questo aspetto del nostro settore dovrebbe essere più che sufficiente a muovere delle sensibilità diverse da parte delle istituzioni verso chi, come appunto i nostri agricoltori, svolgendo la loro attività di impresa, pur tra mille difficoltà, indirettamente rendono un servizio incommensurabile all’intera società.

A guardare i dati economici del 2010, verrebbe spontaneo domandarsi se è ancora conveniente investire in agricoltura; quale attrattiva può esercitare questo settore su un giovane che vuole intraprendere un’attività di impresa.

I nostri prodotti principali nel 2010 hanno confermato i prezzi al ribasso registrati nella precedente annata 2009 ed in alcuni casi, addirittura, hanno fatto registrare ulteriori ribassi, come l’uva da vino (9,3% rispetto al 2009 e 23,00% rispetto al 2008), o le olive da olio (7,3% rispetto al 2009 e 18,00% rispetto al 2008), l’uva da tavola (13,23 % rispetto al 2009), le clementine (7,77%  rispetto al 2009), le arance (5.04% rispetto al 2009), mentre si è registrata una sostanziale tenuta nel 2010 rispetto al 2009 per gli animali da carne e per i prodotti lattiero caseari. A fronte di questi ribassi, per contro, i costi in generale hanno subìto un incremento medio del 30% con punte del 76,9% come per i prodotti azotati o dell’80,86% dei prodotti fosfatici e del 40,83% dei salari per la manodopera avventizia. Gli unici segnali positivi, nel solco dei dati economici nazionali, arrivano dall’export che, ancora una volta, sta fungendo da trainer per l’intero paniere agro-alimentare, + 13.95% dei prodotti ortofrutticoli freschi e trasformati, + 37.11% dei vini di qualità, + 14,41% degli animali da carne, + 13% dell’olio d’oliva, + 15,31% dei formaggi e latticini etc. Da qui (ha continuato Spagnolo) la felice intuizione della nostra confederazione di costituire un consorzio per l’export, “Consorzio Sapori e Profumi della Terra di Puglia” che, nel volgere di appena un anno di vita, ha già conseguito risultati e performance eccezionali su diversi mercati esteri. Con questo strumento, di valorizzazione, promozione e vendita dei nostri prodotti, la C.I.A. di Taranto ha voluto fornire un modello organizzativo diverso alle proprie aziende associate.

Inoltre, nel corso della conferenza stampa, la Cia ha ribadito la necessità di una conferenza agraria nazionale dalla quale far scaturire un nuovo modello di sviluppo dell’agricoltura italiana, che deve fare il paio con la riforma della nuova P.A.C. a livello Europeo, dalla quale ci aspettiamo nuove regole e strumenti più moderni per l’accesso agli aiuti comunitari.

Nei confronti della Regione Puglia la Cia chiede che vengano attivati subito tutti gli strumenti già programmati di finanziamento alle imprese come il P.S.R., ed inoltre, di approvare una volta per tutte la annosa riforma dei Consorzi di Bonifica, del nuovo piano regionale delle acque che tanto malumore sta sollevando nei nostri agricoltori, di attuare delle deroghe che consentano un riordino non traumatico degli UPAL e degli ex UAZ che in questi giorni sta determinando un disagio e fortissime preoccupazioni tra gli agricoltori alle prese con il rinnovo dei libretti UMA, di riprendere la discussione sul Piano Agrumicolo Regionale per recuperare una colossale ingiustizia che vede l’agrumicoltura della nostra Conca d’Oro, unico settore produttivo escluso dai benefici del P.S.R., trascurato dal Piano Agrumicolo Nazionale ed anche dallo stesso Piano Agrumicolo Regionale.

All’iniziativa hanno partecipato l’on. Ludovico Vico (il quale ha ribadito la necessità di salvaguardare e tutelare con i fatti e non con le parole il Made in Italy per salvaguardarlo dalle frodi), i consiglieri regionali Donato Pentassuglia (ha ribadito la necessita di fare squadra fra tutti i soggetti in campo istituzionali e non), Pietro Lospinuso (ha comunicato di voler seguire con particolare attenzione il riordino degli uaz e il piano agrumi). Era presente il Presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido, e ha preso la parola il neo Assessore all’Agricoltura della Provincia di Taranto Antonio Scalera (ha evidenziato che si renderà portavoce dei problemi del comparto agricolo ad ogni livello istituzionale). Il Presidente e Segretario generale della Camera di Commercio di Taranto Luigi Sportelli ha comunicato l’importanza del settore avendo peraltro strutturato la Camera di Commercio con commissioni specifiche per affrontare le varie problematiche. Inoltre Francesco De Giorgio ha stigmatizzato l’importanza dell’aggregazione della produzione estremamente frammentata, la causa della ridotta superficie agricola media, mentre il consigliere provinciale Cosimo Lariccia ha evidenziato la problematica dell’assegnazione carburante agricolo.

Erano inoltre presenti il vicepresidente Franco Passeri e Giovanni Guida (componente la presidenza provinciale), oltre a numerosi funzionari e associati Cia della provincia.

Ha concluso gli interventi il Presidente della Cia Puglia Antonio Barile, il quale ha dichiarato che gli alti i costi di produzione, a fronte di prezzi agricoli non remunerativi, sono il fattore che ha messo in crisi il reddito degli agricoltori nel 2010. Quest’anno l’azione sindacale della Cia, unitamente a Copagri e Confagricoltura, ha scongiurato il rischio che venisse cancellata la fiscalizzazione degli oneri sociali. Il prezzo del gasolio agricolo, oggi in forte aumento a causa della debolezza dell’euro e della speculazione dei petrolieri, rimane un costo incomprimibile per le imprese agricole. Per questa ragione la Cia Puglia ha chiesto l’eliminazione dell’accise e dell’iva sul gasolio agricolo, per realizzare una riduzione del prezzo di circa il 30 per cento. Il reddito agricolo risente anche della mancata attenzione di altre politiche, come quella delle energie rinnovabili, che pur potendo rappresentare un reddito aggiuntivo, con la politica della Regione Puglia sono state solo un grande business per alcune grandi imprese che stanno speculando sui certificati verdi e depauperando il paesaggio agrario. L’agricoltura ha bisogno di un nuovo progetto di sviluppo e competitività, di misure tempestive e realmente efficaci di sostegno, soprattutto in ambito fiscale e burocratico. Nonostante questa situazione di emergenza il Senato ha prima accolto i provvedimenti relativi al “bonus gasolio”, al comparto bieticolo-saccarifero e alle associazioni allevatori (Apa), che ora sono stati cancellati o accantonati. Così si distrugge l’agricoltura. Migliaia di imprese sono a serio rischio chiusura. Da una parte il Governo promette, dall’altra, gli agricoltori operano in un contesto pieno di ostacoli, impossibilitati a competere sul mercato. Non solo. I soldi si sono trovati unicamente per favorire un partito politico e per premiare i furbi, gli evasori, quelli che non hanno rispettato la legge. La vicenda delle quote latte è ben nota a tutti. Con l’approvazione in Senato dell’emendamento al “Milleproroghe” che consente una nuova proroga al pagamento della rata relativa alle multe per le quote latte si è passato ogni limite. Ancora una volta i furbetti sull’altare, gli onesti allevatori nella polvere. Una vicenda veramente disgustosa. Si premia chi non ha rispettato la legge e si calpesta l’intero settore agricolo negando interventi fondamentali (è il caso del ‘bonus’ gasolio, degli interventi a sostegno dell’associazioni allevatori) per il futuro delle aziende. Se si continua così, si decreta la fine dell’agricoltura. Il ministro Galan si faccia sentire una volta per tutte. Noi non ci faremo certo schiacciare dal disinteresse. Fin dalle prossime settimane daremo corpo alla protesta, con manifestazioni anche unitarie per salvare il futuro di migliaia di agricoltori”.
(N.B.)

 

 





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