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Natuzza Evolo, il ricordo nel secondo anniversario della sua scomparsa



Sono trascorsi due anni esatti dalla morte di Natuzza Evolo e Liguria 2000 News vuole ricordarla riproponendo l’articolo scritto lunedì 2 novembre 2009.

È morta Natuzza Evolo, la mistica che infondeva speranza

Domenica 1 novembre le campane di Paravati di Mileto (Vibo Valentia) hanno suonato a festa per la morte di Natuzza Evolo, la mistica che affermava, e tutti le credevano, di parlare con i defunti e con gli angeli.
Natuzza Evolo, che ricevette le stimmate per la prima volta all’età di dieci anni, e che nel 1987 fondò l’associazione, poi diventata Fondazione, è deceduta in seguito ad un blocco renale. Era malata da tempo.

Riportiamo di seguito il testo integrale pubblicato sul sito ufficiale www.fondazionenatuzza.it:
La famiglia Nicolace e la Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” comunicano che domenica 1 novembre, alle ore 5.15, Mamma Natuzza è ritornata tra le braccia di Dio Padre.

All’alba di questo nuovo giorno in cui la Chiesa ci invita a fare festa per la gioia e la gloria dei Santi, la nostra amata mamma Natuzza si è spenta tra le braccia del suo Signore.
Rendiamo grazie a Dio per tutti i benefici che in lei ci ha donato e con l’umano dolore per il distacco preghiamo il Signore e la Madonna che la ricolmino della gioia della resurrezione.
La camera ardente, allestita presso la sala della Fondazione, resterà aperta ininterrottamente fino alle ore 8 di martedì 3 novembre.
Lo stesso giorno alle ore 15 saranno celebrate le esequie.

Per volontà di Mamma Natuzza non fiori, ma contribuiamo a realizzare il suo desiderio: “fare la chiesa alla Madonna”.

Natuzza Evolo nasce a Paravati di Mileto, paesino della Calabria, il 23 agosto 1924.
A 20 anni sposa il compaesano Pasquale Nicolace nella chiesa Santa Maria degli Angeli.
La giovane coppia va ad abitare in una povera casetta, testimone silenziosa di visioni, colloqui, canti, messaggi dell’aldilà.
Nonostante i fenomeni, Natuzza diventa madre di 5 figli, oggi felicemente sposati.
La vita di Natuzza è semplice e umile, povera e nascosta, ma allo stesso tempo straordinaria, per il nascere e crescere di alcuni fenomeni di cui lei è ignara spettatrice e docile strumento.

Natuzza non sa leggere né scrivere, ma fin da bambina ha il dono della bilocazione e di parlare con l’angelo custode, un bambino di otto-nove anni che la guida e la consiglia nel dare risposte che solo una persona colta potrebbe dare.

Natuzza afferma di vedere Gesù, la Madonna, San Francesco di Paola, Padre Pio e altri santi.
Vede i defunti e conversa con loro, ha sudorazioni ematiche più evidenti durante la Quaresima con l’aggiunta delle stimmate che si trasformano, a contatto con bende o fazzoletti, in emografie: testi di preghiera in varie lingue, calici, ostie, Madonne, cuori, corone di spine.
Fin da ragazza Natuzza capì che la sua missione era quelle di dare una parola di conforto alla gente.
Così la sua casa in tutti questi anni ha visto migliaia di persone passare da lei affidandole sofferenze, angustie, invocando conforto e luce.
E lei, facendosi carico delle loro sofferenze, ha dato a tutti una parola di conforto, di speranza e di pace, una risposta, il sorriso e la gioia.
(Vincenzo Bolia)


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