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Multa alla statua del Maestro Ogata. Precisazioni degli abitanti di Castè

Abbiamo ricevuto dalla collega Serenella Messina questa lettera che pubblichiamo integralmente. È firmata dagli abitanti di Castè.

Data la grande risonanza ottenuta dalla notizia della multa alla statua del Maestro Ogata, i cittadini di Casté intendono chiarire la loro volontà di non essere coinvolti in polemiche di nessun tipo. Obiettivo di tutte le loro iniziative è unire e non dividere, diffondere l’amore per la natura e per l’arte, attuare strategie preventive di tutela del territorio , contrastare la crisi e creare posti di lavoro anche sviluppando  un turismo consapevole .

Sgombrando il campo da ogni possibile equivoco è fuori dubbio che i Vigili Urbani abbiano adempiuto ad un loro preciso dovere applicando le norme di un regolamento comunale, allo stesso modo è evidente la buona fede di chi ha collocato la scultura su un terreno nella convinzione fosse  proprietà privata .

Ma non è questo il punto e sono altre le sedi opportune per affrontare, sostenere, controbattere e documentare dei fatti che sembrano, in tutta onestà, dei dettagli irrisori se opportunamente collocati nell’esperienza collettiva che il borgo di Casté sta vivendo e vuole portare avanti. In qualche modo sopraffatti dal clamore mediatico suscitato dalla sanzione, sono rimasti sottaciuti aspetti ben più importanti che caratterizzano la vera esemplarità del borgo di Casté.

Non si è detto, per esempio, dello sforzo, dell’impegno e del contributo fornito a, vario titolo, dagli abitanti per la rivitalizzazione del borgo e la valorizzazione del territorio; non si è detto del profondo senso di coesione sociale che ha reso possibile non solo l’organizzazione degli eventi ma anche la pulizia e la manutenzione delle terre all’interno del borgo e della sentieristica; non si è detto della disponibilità degli anziani residenti ad accettare il disturbo che le serate in Corte Paganini inevitabilmente comportano;  non si è detto dell’autofinanziata ripavimentazione della strada interna al borgo; non si è detto delle ore spese davanti ad uno schermo per la creazione della parte grafica e per l’elaborazione e l’archiviazione di una poderosa documentazione fotografica di tutti gli eventi; non si è detto dei testi scritti, dei comunicati stampa diramati e delle relazioni intrattenute con soggetti pubblici e privati sempre improntati, nei limiti delle nostre capacità, all’insegna della massima professionalità; non si è detto dello sforzo produttivo per la realizzazione della mostra dello scultore Yoshin Ogata: basti pensare che la scultura oggetto del contendere è stata trasportata, con mezzi e risorse proprie, dalla cava di Carrara in cui si trovava fino alla piazzetta del borgo, con un camion dotato di gru per la sua installazione. Alla presenza dell’artista e grazie al contributo volontario di molti di noi è stata montata con un lavoro minuzioso che ha richiesto diverse ore per garantire la stabilità ed evitare possibili danni alla scultura; non si è detto dell’incredibile trama di relazioni sociali che si innescano in eventi di questa portata; non si è detto della costituzione di un gruppo aperto su FB dal nome CASTé-Borgo storico né dell’inserimento del borgo nel sondaggio del FAI sui luoghi da salvare; non si è detto che è di prossima realizzazione un catalogo della mostra di Ogata quale nostro ringraziamento ad un artista divenuto amico di Casté né che si è costituita un associazione che si propone di lavorare per diventare attore di un percorso di cambiamento nel quale tutti noi crediamo.

In tutta onestà, di fronte ad una realtà come quella descritta ed entusiasticamente commentata da chi ci ha fatto il piacere di essere nostro ospite , come l’Assessore al Turismo, Cultura e Spettacolo della Regione Liguria Angelo Berlangieri , tirare in ballo il rispetto delle regole della convivenza civile che sarebbe la ragione giustificativa della sanzione comminata sembra, quanto meno, un’espressione assai poco felice e, forse, del tutto inopportuna. Per nostra fortuna conosciamo molto bene tali regole e facciamo ogni sforzo per metterle in pratica senza identificarle con l’applicazione di una norma regolamentare comunale.

L’invito che pubblicamente rivolgiamo che è, insieme, l’obiettivo per il quale intendiamo fermamente lavorare, è che si possano unire le forze in una sinergia tra soggetti istituzionali, associazionismo, volontariato e mondo imprenditoriale per pensare e lavorare insieme a progetti riguardanti non solo il borgo ma l’intero territorio della Val di Vara e delle Cinque Terre, di più ampio respiro, nella convinzione che solo queste nuove e stimolanti forme di collaborazione possano consentire di superare la difficile situazione di crisi che stiamo vivendo e di raccogliere la sfida per ottenere importanti benefici anche economici per la nostra splendida Regione.

GLI ABITANTI DI CASTE’

Castè 02-09-2014

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