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Mobilitazione Coldiretti al Brennero, presenza massiccia degli agricoltori spezzini che ieri hanno smascherato il “falso made in Italy” alle frontiere

La Spezia. Successo pieno per la mobilitazione che ieri ha portato gli imprenditori agricoli spezzini al Brennero per difendere il made in Italy agroalimentare, ma anche l’economia e il lavoro dalle importazioni di bassa  qualità che varcano le frontiere per essere spacciate come italiane.

Un’adesione massiccia: diversi pullman partiti dal territorio hanno raggiunto nel primo mattino di ieri il campo base allestito presso l’area di parcheggio “Brennero” al km 1 dell’autostrada del Brennero (direzione sud Austria-Italia).


Con loro anche il presidente e il direttore di Coldiretti La Spezia, Michele Menoni e Domenico Pautasso: “Quello degli agricoltori spezzini è stato un contributo importante e concreto: partiti nella notte, hanno raggiunto il valico con l’Austria nel primo mattino, dando subito il via al presidio guidato dal presidente nazionale di Coldiretti Roberto Moncalvo.

La scelta di salire al Brennero è stata importante: a questo valico giungono in Italia miliardi di litri di latte, cagliate e polveri, ma anche milioni di cosce di maiale per fare i prosciutti, conserve di pomodoro, succhi di frutta concentrati e altri prodotti che, come dimostra il dossier elaborato dalla Coldiretti per l’occasione, stanno provocando la chiusura delle stalle e delle imprese agricole con la perdita di migliaia di posti di lavoro”.

In collegamento diretto con il Brennero nel centro della Food Valley italiana a Reggio Emilia (con corteo dalle ore 10.30 e conclusione in Piazza S. Prospero) migliaia di allevatori hanno manifestato per salvare il vero prosciutto italiano assunto a simbolo della difesa del made in Italy nei confronti delle imitazioni provenienti dall’estero.

“Purtroppo c’è davvero di tutto nella marea alimentare straniera che sta per sommergere le tavole di Natale con il finto cibo Made in Italy, mentre le imprese agricole chiudono e l’economia stenta a ripartire: un problema che tocca direttamente anche lo Spezzino” aggiungono Menoni e Pautasso.

E lo confermano i risultati della mobilitazione: i controlli hanno scovato (e “smascherato”) mozzarelle provenienti dalla Germania e destinate alla Sicilia, latte proveniente dalla Polonia e destinato a Brescia, cagliate industriali per fare il formaggio provenienti dal Belgio e destinate a Verona, prosciutti provenienti dalla Germania e destinati a Modena.

Tra i tanti prodotti trasportati dai Tir che entravano nel nostro Paese  – sottolinea la Coldiretti – i carabinieri dei Nas hanno prelevato dei campioni di prosciutti non timbrati sui quali fare delle analisi.  L’inventario del “falso Made in Italy” stilato al presidio  dalla Coldiretti per difendere l’economia  e il lavoro dalle importazioni di bassa qualità che dopo aver oltrepassato le nostre frontiere vengono spacciate per italiane, conta anche piante olandesi dirette a Latina, fiori prodotti in Ecuador, transitati in Olanda e diretti in Veneto e in Toscana, patate tedesche destinate a un mercato ortofrutticolo della Sicilia.

È impressionante la quantità di latte proveniente da Germania e Polonia e destinato a un’azienda di trasformazione bresciana: oltre 100.000 kg in poche ore.
(C.S.)

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