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Milano. “Inventati il lavoro, la Lombardia ti aiuta”

Riceviamo dal sito www.francoabruzzo.com, Giornalisti per la Costituzione, la voce critica dei giornalisti italiani, e ben volentieri pubblichiamo un interessante articolo di Francesco M. De Bonis su un Progetto di legge della Regione Lombardia che spinge giornalisti precari e autonomi a creare microimprese editoriali.

Milano, 22 novembre 2011. Conferenza stampa del consigliere regionale Enrico Marcora (Udc), che ha presentato un progetto di legge (pdl) che soccorre giornalisti precari, autonomi e cococo nei loro tentativi di inventarsi un lavoro con lo strumento normativo delle società di servizi (service),  delle cooperative e delle  società tra professionisti (stp). Hanno affiancato Marcora i giornalisti Giovanni Negri, presidente dell’Associazione lombarda dei giornalisti, Franco Abruzzo, consigliere dell’Ordine regionale e  della Lombarda (nella foto) e Paola Malgarini, freelance.

Negli ultimi dieci anni la categoria dei giornalisti (professionisti, pubblicisti), ha subito cambiamenti importanti e, soprattutto nell’ultimo triennio, il numero dei disoccupati e il precariato hanno avuto un’impennata.  Negli elenchi dell’Albo e del Registro dell’Ordine della Lombardia) al 13 gennaio 2011  sono iscritti 8.006 giornalisti professionisti, 13.372 pubblicisti, 470 praticanti. Da una stima dell’Inpgi (Istituto nazionale Previdenza Giornalisti), risultano nella regione almeno 500 (tra professionisti e praticanti) disoccupati. Questa cifra sicuramente è maggiore ma è difficile reperire numeri precisi in quanto molti giornalisti hanno già concluso il periodo di Cigs o di disoccupazione. Frattanto cresce il numero dei “nuovi lavoratori della rete” (i wwworkers), che svolgono la loro attività anche tra le mura domestiche .

A questo proposito, è importante sottolineare che l’allegato M del Cnlg Fnsi/ Fieg in vigore,al fine di garantire il pluralismo dell’informazione, prevede il ricorso a società di servizi (service) o a cooperative “quali strutture di produzione esterna anche per le nuove iniziative editoriali”. Le stp, invece,. sono nella legge di stabilità 183/2011.

I service, le cooperative giornalistiche e le stp-società tra professionisti  sono oggi una valida opportunità per i giornalisti. “Stiamo intervenendo – dice Marcora – su problemi concreti, come le case per le forze dell’Ordine. Anche quello dei giornalisti è un problema concreto, che non può non incontrare il favore e il sostegno dei partiti di maggioranza”. Giovanni Negri ha portato l’adesione convinta del sindacato. Franco Abruzzo ha tracciato un quadro delle normative  a favore dei giornalisti e ha sottolineato l’importanza degli sconti (pari al 60%)  sui contributi previdenziali che l’Inpgi concede agli editori che assumono giornalisti disoccupati.

Da queste premesse parte la proposta di legge del consigliere regionale Marcora, con la quale si intende promuovere e sviluppare l’attività dei giornalisti (professionisti e pubblicisti) lombardi, istituendo un apposito Comitato regionale, che rappresenterà una sede permanente di incontro, confronto e verifica.

Il Comitato inoltre promuoverà le attività professionali giornalistiche in Lombardia, anche attraverso convenzioni per l’assegnazione da parte di enti pubblici, di immobili in comodato o in locazione (da adibire a sedi delle “micro imprese editoriali”) ed esprimerà parere obbligatorio in merito alle proposte operative deliberate dalla Giunta regionale sull’utilizzo del fondo di solidarietà.

La Regione Lombardia, si legge nel pdl, dovrebbe  costituire (una volta approvato il pdl stesso) un fondo di solidarietà di euro 150.000 destinato a contribuire: alla fornitura degli strumenti necessari all’avvio delle attività giornalistiche professionali, ai servizi primari per espletare la professione e ai corsi di formazione volti a sviluppare l’internazionalizzazione dei giornalisti.

I giornalisti professionisti e pubblicisti potranno concorrere ai contributi, purchè (attraverso le loro stp e cooperative) assumano giornalisti disoccupati iscritti alle liste tenute dall’AlG (Associazione Lombarda Giornalisti).   Altresì sono beneficiari dei contributi i giornalisti autonomi e co.co.co. che intraprendano la costituzione di una società di servizi (service), di una stp o di una cooperativa.

I giornalisti che avranno ottenuto i contributi, saranno tenuti a presentare al Comitato  il bilancio delle loro “micro imprese editoriali” dal secondo anno di attività e a  versare il 2,5% degli utili al Fondo di Solidarietà.

In conclusione il fine di questo PdL è quello di istituire un fondo di solidarietà per aiutare giornalisti professionisti e pubblicisti a fare impresa. Il presupposto di questo pdl è l’art. 117 della Costituzione, che  assegna competenze concorrenti  alle Regioni e allo Stato sulle professioni intellettuali (compresa, quindi, quella giornalistica). Lo slogan di questa iniziativa è semplice ed è diretto ai giornalisti in difficoltà: “Inventati il lavoro, la Regione Lombardia ti aiuta”.

Il pdl inizierà presto l’iter in senso al Consiglio regionale: “In questa sede potrà essere arricchito. E’ un progetto aperto ai contributi delle forse politiche” chiosa Marcora.

Francesco M. De Bonis

http://www.francoabruzzo.it/


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