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Migranti, sequestrata la nave Open Arms: non ha consegnato i migranti alla Guardia costiera libica

Catania. La Procura di Catania ha disposto il sequestro della nave della Ong spagnola ProActiva Open Arms, ormeggiata da sabato nel porto di Pozzallo (Ragusa) in seguito allo sbarco di 218 migranti. L’equipaggio della nave aveva salvato i migranti e rifiutato di consegnarli alla Libia.

“Alla fine, a 48 ore dal primo soccorso, siamo entrati nel porto di Pozzallo dopo aver sopportato una notte in più di attesa con onde di due metri”, avevano scritto in un tweet dalla nave Open Arms. L’approdo in Italia dopo il lungo braccio di ferro con la guardia costiera libica e il via libera del ministero dell’Interno è al centro dell’inchiesta per la mancata consegna alle motovedette libiche intervenute sul luogo del soccorso o a Malta. Il fermo della nave è stato eseguito su indagini della squadra mobile di Ragusa e del Servizio centrale operativo (Sco). Il reato ipotizzato dalla Procura di Catania è quello di associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina: secondo l’accusa, ci sarebbe una volontà di portare i migranti in Italia anche violando legge e accordi internazionali, non consegnandoli ai libici.

Risultano indagati dal procuratore Carmelo Zuccaro il comandante e il coordinatore a bordo della nave, identificati, e il responsabile della Ong, in corso di identificazione. La ProActiva, noleggiata dalla Ong spagnola Open Arms era stata al centro la scorsa settimana di un episodio movimentato al largo delle coste libiche. Aveva appena prestato soccorso a un barcone con i 218 migranti alla deriva quando, a detta dei responsabili della Ong, aveva ricevuto l’ordine da parte delle autorità libiche di consegnare loro i naufraghi.

La ProActiva si era rifiutata di ottemperare all’ordine e aveva preso il largo verso acque internazionali inseguita dalla Marina di Tripoli. Per circa 24 ore, però, l’unità della Ong non aveva ricevuto il permesso di approdo presso nessun porto e ne era nato un braccio di ferro diplomatico. Solo giovedì le autorità italiane avevano dato l’ok e indirizzato la nave verso Pozzallo. Il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro aveva espresso la scorsa estate le sue convinzioni in materia di immigrazioni: è convinto che le associazioni umanitarie agiscano in combutta con le bande di trafficanti per organizzare di fatto l’immigrazione clandestina.

Il magistrato, che sul punto era stato ascoltato anche dalla commissione parlamentare difesa, si era spinto oltre affermando che questa «alleanza» punta a scardinare l’ordine economico e sociale dell’Italia. Aveva però in quella e altre occasioni aggiunto di non avere nessuna prova a sostegno di questo teorema. Quella aperta contro Open Arms è adesso la prima inchiesta avviata da Zuccaro dopo quelle affermazioni.
(Lara Calogiuri)

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