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Massafra. Sabato l’Accademico dei Lincei prof. Cosimo Damiano Fonseca terrà la relazione “Tre testimoni nella Massafra del secolo breve”

Massafra. “Tre testimoni nella Massafra del secolo breve”. E’ questo il titolo della relazione che sabato, 12 aprile, l’Accademico dei Lincei, prof. Cosimo Damiano Fonseca terrà presso il teatro Comunale per ricordare il prof. Francesco Bruno, il prof. Paolo Catucci e l’ing. Nicola Resta, ai quali saranno dedicati tre immobili comunali.  A introdurre il prof. Fonseca, storico, specialista del Medioevo normanno-svevo e di Storia della Chiesa cattolica,  sarà la giornalista Nicla Pastore, alla quale è affidato il coordinamento dell’intera  serata. Alla cerimonia interverranno il prefetto di Taranto, dott. Umberto Guidato, e il sindaco di Massafra, dott. Martino Tamburrano. A impartire la benedizione alle targhe commemorative sarà l’amministratore diocesano, mons. Giuseppe Favale.

Al prof. Francesco Bruno sarà dedicato il Palazzo Municipale di Via Livatino; al prof. Paolo Catucci sarà intitolato la Biblioteca Comunale, mentre all’ing. Nicola Resta il Teatro Comunale.

Tre personaggi a tutti noti e dei quali l’addetto stampa del Comune di Massafra, il dott. Francesco Resta, ha anche preparato un’esauriente scheda illustrativa. Ecco qui di seguito alcune notizie su ciascuno di loro.


Il prof. Francesco Bruno, morto nel 1994 all’età di settantasei anni, dedicò la sua vita all’istruzione, alla formazione e al prossimo. Ai suoi tanti alunni inculcò la capacità di credere nelle proprie capacità e risorse. Il suo impegno ha contribuito al buon funzionamento della scuola e della vita sociale della Città.

Nel corso della sua vita si è ispirato agli ideali di libertà e democrazia. Tali principi, il prof. Bruno li maturò sin dal 1943, anno in cui entrò a far parte della Resistenza Partigiana con il nome di “Franco”.

Dopo aver conseguito la laurea in Lettere, insegnò nella Scuola media “Alessandro Manzoni”, a quei tempi sezione distaccata della Scuola Media “Giuseppe Mazzini” di Taranto. Impegnato politicamente nella Democrazia Cristiana, nel 1965 è nominato assessore alla Polizia Urbana e Turismo.

Nel 1968 fu il fautore della realizzazione della sede distaccata del Liceo Scientifico Battaglini in Massafra, diventando il responsabile e il fiduciario del preside. Quando il liceo ottenne l’autonomia, ne fu il primo vicepreside, “forgiando” gli studenti del liceo targato Massafra. Successivamente, in altra sede, ricoprì l’incarico di preside.

Negli anni settanta svolse il ruolo di Commissario Straordinario dell’Ospedale Civile “M. Pagliari”.

Il suo nome è legato anche al Carnevale Massafrese. Dal 1957 al 1972 fu il presidente del Comitato organizzatore, contribuendo in modo fattivo alla crescita della più importante manifestazione culturale massafrese.

Il prof. Bruno dedicò la sua vita all’istruzione, alla formazione e al prossimo. Ai suoi tanti alunni inculcò la capacità di credere nelle proprie capacità e risorse. Il suo impegno ha contribuito al buon funzionamento della scuola e della vita sociale della Città.


Il prof. Paolo Catucci, direttore scolastico di lunga data, nel 1960 divenne il primo direttore della biblioteca comunale, inaugurata nel lontano 1879. E’ scomparso due anni fa all’età di 97 anni. Ebbe a concretizzare la sua formazione culturale soprattutto a Firenze durante gli anni dell’Università. Tornato a Massafra intraprese la sua carriera d’insegnante, educando tante generazioni di ragazzi ai quali ha saputo dare il gusto del sapere e terminando la sua carriera da apprezzato dirigente scolastico.

Appassionato di giornalismo, nel 1935 iniziò la sua attività come corrispondente de “La Tribuna” di Roma e in seguito, per circa trent’anni a “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Iscritto all’Ordine dei giornalisti di Puglia dal 1951, durante la sua carriera di decano dei giornalisti di Massafra, ha collaborato con numerose testate nazionali, fondando e dirigendo il giornalino per ragazzi “Girotondo” e dirigendo per diciassette anni il periodico locale “Voce Nostra”.

Nel 1960 diviene 1° direttore della Biblioteca Comunale, inaugurata nel lontano 1879, realizzando numerose iniziative culturali.

Autore di numerose pubblicazioni, vanno ricordate le opere principali prevalentemente dedicate a Massafra: “Settant’anni della parrocchia del Carmine di Massafra”, “Massafra nel 1860”, “Considerazioni e notizie sul brigantaggio a Massafra nel sec. XIX”, “La Scuola a Massafra nell’ottocento”, “Massafra e le sue epigrafi”, “Viaggio nella memoria”, “Il recinto dei ricordi”, “Il Duomo di Massafra”, “La piazza Garibaldi di Massafra”. Nei suoi ultimi anni è stato direttore onorario del settimanale “La Voce di Massafra”.


Infine ecco delle notizie sull’ing. Nicola Resta deceduto nel 1991 all’età di 73 anni.

E’ stato sin dai primi anni ’60 consigliere comunale e ben presto fu nominato assessore con delega alle Finanze e Edilizia, avviando seri processi di urbanizzazione e infrastrutturazione del territorio, alcuni dei quali rappresentano ancora oggi un felice esempio.

Oltre che nella vita amministrativa fu attivamente impegnato anche in quella politica, facendo parte per molti anni della segreteria provinciale della Democrazia Cristiana con responsabilità diretta nell’Ufficio Scuola.

Prestò il suo servizio nell’Azione Cattolica divenendo Presidente di quella parrocchiale.

La sua grande passione fu la vita scolastica cui destinò le sue capacità tecniche di educatore, sino a volere fortemente la costruzione del nuovo Istituto Tecnico Agrario “C. Mondelli”. Nel 1984 fu ammesso nei ruoli della carriera direttiva e nominato preside dell’I.T.A.S., incarico che ha ricoperto sino alla sua morte.

Nella vita pubblica ebbe “designazioni” di varia natura a livello locale e provinciale.

Di lui si ricorda la grande capacità nell’incoraggiare e sostenere i giovani nei loro progetti e nelle loro aspirazioni di vita.

Fermo assertore che la cultura e l’istruzione, con la loro trasmissione di valori e con il flusso impetuoso di confronto e crescita, rendono indipendenti gli uomini mettendoli nelle condizioni di agire liberamente e senza condizionamenti, sempre ancorati al rapporto diritto-dovere.

Ancora oggi è ricordato per i sani principi e per i cristallini valori ai quali dedicò la sua terrena esistenza e ai quali si è perennemente ispirato.


Nelle foto i tre personaggi.
(Nino Bellinvia)


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