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Massafra piange il dipendente comunale Emilio Balestra. La sua vita è stata un dono per tutti

Massafra. Emilio Balestra ci ha lasciati. Il rito funebre si è tenuto ieri, 6 giugno, nella chiesa di San Lorenzo Martire e la bara era coperta dallo stendardo del Comune, come ringraziamento del Sindaco, del Presidente del Consiglio Comunale, della Giunta Comunale, del Consiglio Comunale e del Segretario Generale per il sempre encomiabile lavoro prestato per l’istituzione comunale.

Tantissima gentesi è stretta all’inconsolabile moglie Maria Francesca Dongiovanni, alle figlie Melania (con Andrea Ciuccio) e Angela (con Francesco Scarano), alla sorella Francesca (con il marito Pasquale) e ai parenti tutti. Molto commoventi i ricordi di una persona solare, seria, umile e riservata che si prodigava a favore a chiunque aveva bisogno di lui. E l’ha detto non solo il parroco don Fernando Balestra ricordandolo a tutti, ma anche Tiziana Dicensi, a nome dei sui colleghi e del Comune. Parole le sue che ci piacere ricordare. “La sua vita è stata solo un dono. Emilio, ogni giorno, non ha fatto altro che pensare al prossimo. Il suo prossimo era la famiglia, il lavoro, l’istituzione comunale verso cui mostrava un amore incondizionato e grande spirito di servizio, mai legato agli orari, straordinari, giornate festive o feriali. Il suo motto era: dobbiamo farlo e lo faremo… e tranquillizzava. La sua vita è stata una continua corsa, sempre legata alle istituzioni. Da giovane, come carabiniere, poi da dipendente comunale, nei Servizi Generali e soprattutto come alfiere del simbolo più prestigioso della Città, il gonfalone, da lui sempre orgogliosamente portato. Ma il suo Servizio era spalmato su tutto il territorio: Scuole, Caserme, Associazioni, Confraternita. Anche quando era in missione istituzionale in altro territorio, erano tantissimi coloro che lo salutavano e scambiavano con lui battute e opinioni. Amava la gente e la gente lo amava. La sua dedizione al lavoro, la sua continua disponibilità, non incontravano una sola fascia d’età, ma tutti. Basta scorrere, in questi giorni, i social, per leggere i fiumi di parole dedicate ad Emilio, le foto sorridenti postate, le lacrime sincere che bagnano le tastiere ed i monitor di tanti smartphone. Tutto ciò, dà un’ idea reale di quanto Lui fosse amato.  Alzi la mano chi ha ricevuto un “no” da Lui. Nessuno. Forse qualcuno approfittava un po’ della sua bontà, ma lui, pur consapevole di questo, amava donare ugualmente il suo tempo e la sua disponibilità, perché ciò lo rendeva felice e soddisfatto, contento di poter aiutare per risolvere. Infatti lui era Emilio e basta. Il cognome non serviva ad identificarlo. Quando c’era bisogno di qualcosa, una soltanto era la frase: diciamolo ad Emilio, chiamiamo Emilio. Il suo spirito non era servilismo. Anzi, era lui al servizio dell’Istituzione, mai si serviva dell’ente Comunale. Abitualmente Emilio, con il suo affettuoso stile, amava chiamare le persone a lui più simpatiche “papà” o “mamma”. Oggi siamo sicuri che rivolgerà direttamente questi appellativi al nostro Padre e alla nostra Madre Celeste. Avvertiamo adesso una grande perdita. Massafra, con la scomparsa di Emilio, è ora più povera. Si dice che tutti sono utili e nessuno indispensabile: Emilio però lo era e lascia, in noi, un vuoto incolmabile. Con la stessa semplicità con cui ha vissuto, lo salutiamo e gli diciamo GRAZIE, di tutto e per tutto”.


Nella foto Emilio Balestra porta il Gonfalone della Città di Massafra durante una cerimonia pubblica.
(N.B.)

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