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Massafra. L’Università Popolare delle Gravine Ioniche aumenta le sue attività per l’anno sociale 2012

Massafra. Rispondendo alle esigenze della comunità civica, l’Università Popolare delle Gravine Ioniche (UPGI), di cui è presidente il prof. Gino Convertino, ha incrementato le sue attività per l’anno sociale 2012. Sono stati attivati, infatti, due nuovi corsi di formazione che, aggiunti alla conferma delle iniziative sviluppate nel 2011, costituiscono una proposta formativa qualificata ed interessante.

D’intesa con l’associazione  Onlus  “Oltre le barriere”, che è presieduta dalla dottoressa Elisabetta Resta, coordinatrice provinciale della Commissione Pari Opportunità,  è stato avviato un corso di 33 ore, per la  formazione di accompagnatori per disabili.

Le  lezioni si tengono presso i locali del Sacro Cuore ogni giovedì dalle 16.30 alle 18.30 con la collaborazione del dott. Mariano Di Mario, pedagogista con esperienze specialistiche nel campo dei diversabili.

Gli interessati possono prendere informazioni presso la segreteria dell’UPGI.

E’ stato proposto  inoltre un complesso  progetto, La Puglia e il suo contesto, per favorire una larga conoscenza dei  fattori  storici, culturali, economici, letterari, artistici, paesaggistici, che costituiscono la identità della Puglia: la porta dell’Europa verso l’Oriente, la terra dell’ospitalità e del dialogo interculturale, nel Mediterraneo  per costruire  la pace. Il progetto, utile anche a quanti vogliono impegnarsi in attività di guida e di accompagnatore turistico, si articola  in un biennio diviso in  quattro semestri; nel primo semestre sarà criticamente affrontata in 6 incontri la prospettiva dello sviluppo regionale alla luce della situazione italiana dopo 150 anni di unità nazionale.

Il calendario degli incontri, che inizieranno il 28 febbraio p.v., sarà reso pubblico a breve.

Il progetto è caratterizzato da una significativa novità: lo sviluppo teorico dei temi degli incontri sarà accompagnato da una rassegna antologica grafico- visiva dell’artista Nicola Andreace,  con un percorso che ha il suo punto di partenza nella lettura della città come centro di relazioni, di memoria, di denuncia .

Andreace disegna la città come comunità viva e dinamica, luogo che crea valori positivi e condivisi. In occasione della presentazione del libro Ne valeva la pena di Armando Spataro, nell’inaugurazione della sua mostra visiva sulla funzione della città, l’artista massafrese, il cui messaggio è noto ed apprezzato  in tutte le migliori gallerie italiane, così si esprimeva: ”La città è il fulcro  tematico di quel processo di condivisione basato sulle relazioni umane che fa del rifiuto dell’individualismo un vero e proprio manifesto  programmatico”.

Andreace prospetta la città con lo sguardo attento alle dinamiche sociali che consentono alla comunità di evolversi, di adattarsi alle esigenze dei tempi e dell’ambiente, di seguire le leggi del tempo e dello spazio, ma sempre nella  continuità e nella fedeltà alle proprie radici. In tal modo, a suo avviso, “la città appare come un teatro della memoria”.

Il nostro artista (come specifica il prof. Gino Convertino, presidente dell’Università Popolare delle Gravine) non rincorre il ritorno a stili antichi di vita associata, ma ritiene tuttora valida la sacralità della stretta di mano che chiudeva l’accordo nella civiltà contadina. La  fiducia e il  rispetto reciproco sono il fondamento della vita di relazione, dove appaiono però preoccupanti segni corrosivi . “Ho inserito la città (dice Andreace) su tele di cm 70×100 per estendere lo spazio pittorico ad una più vasta realtà immaginifica, dove i contrasti di luce e le forti accensioni cromatiche richiamano il nostro mondo mediterraneo, in cui convivono figure in partenza e in arrivo, luoghi contemporanei in trasformazione o sconvolti da terremoti o alluvioni, visi di dolcissimi bambini oggetti di un uso quotidiano”.

Contro lo scempio del territorio, contro il rifiuto dei grandi valori delle nostre tradizioni, per uno sviluppo della città a misura d’uomo, la grafica di Andreace diventa denuncia. Andreace così concludeva: “Smaterializzando la realtà, le mie opere pongono l’attenzione su particolari nascosti, che sfuggendo allo sguardo, rafforzano visivamente il messaggio orale di un desiderio di vita migliore  fatta di condivisione, di solidarietà, di lotta ai soprusi, al degrado morale e alla corruzione”.

Il  Progetto La Puglia e il suo contesto è dunque ricco di valenze conoscitive ma non disdegna di sollecitare momenti emotivi grazie alla vitalità della grafica di Andreace. Utilizzando itinerari diversi ma concentrati su uno stesso obiettivo, l’amore per la Puglia, il progetto vuole parlare alla mente e al cuore. Lo afferma il prof. Gino Convertino, che di recente ha fra l’altro organizzato con l’UPGI e i suoi collaboratori,l’UPGI e i suoi collaboratori, presso il Teatro Comunale, la riuscita presentazione del  libro “Ne valeva la pena. Storie di terrorismo e mafie, di segreti di Stato e di giustizia offesa” del dott. Armando Spataro. Presentazione che si è avvalsa di uno stupendo scenario: 10 prestigiose opere di Nicola Andreace, che nella foto vediamo poste in semicerchio dietro i relatori. A parte altra opera dello stesso artista.
(Nino Bellinvia)

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