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Massafra. È scomparso il noto artista Nicola Andreace. Omaggio del Circolo Filatelico “A. Rospo” che di recente gli aveva assegnato il Premio Catacchio

Massafra. Nella tarda giornata di ieri, 30 aprile, se n’è andato l’artista Nicola Andreace, pittore, e grafico conosciuto come noto interprete della cultura meridionale, uno tra i più apprezzati in campo nazionale e internazionale. Personalmente della sua vita e delle sue opere ho avuto modo di parlarne su vari giornali, anche internazionali, ed anche nell’ambito del mondo filatelico, avendo egli creato oltre ottanta annulli filatelici per il Circolo Filatelico di cui sono presedente.

Di recente aveva preparato un nuovo bozzetto filatelico, dedicato al 150° Anniversario della Società Operaia, che il prossimo 24 maggio sarà apposto da un Ufficio postale su delle apposite cartoline.

La sua energia creativa resta visibile in tutte le sue opere. Ed è proprio con lui che a Massafra è iniziata la storia degli annulli filatelici. Il primo è stato il 1 maggio 1976, per il “2° Centenario della Madonna della Scala”. E’ stata quindi, la sua, una continua riproduzione delle cartoline e degli annulli succedutesi nel tempo. E’ interessante scoprire, anno dopo anno, quanta energia creativa si sia sviluppata e intrecciata attraverso le cartoline e gli annulli. E’ come andare a braccetto di eventi che hanno attratto in un modo o nell’altro l’opinione pubblica. Il cammino è lungo: il 3 marzo 1987 un annullo festeggia l’evento più importante della “Tebaide d’Italia”: il 35° Carnevale, che trova negli anni successivi la sua consacrazione più attenta e forbita. Ma non c’è solo il Carnevale: nel 1990, ad esempio, troviamo le Manifestazioni Filateliche Meridionali con il “Sud è bello”; nel 1994 la mostra filatelica “I Castelli”; nel 1996 annullo e cartolina per il “Restauro della Chiesa Madre”; nel 1997 la ricorrenza del “Duecentocinquantesimo della nascita di Niccolò Andria”; nel 1999 “Natale nel Centro Storico”; nel 2000 “Giubileo Duemila”; nel 2001 “Primo decennale costituzione ‘Fidapa’, sezione di Massafra”. Nel 2006 Andreace realizza due annulli e due cartoline: “Assemblea Nazionale dei Sindaci dei Consigli Comunali dei Ragazzi” e il “Festival Internazionale della Fisarmonica Città di Massafra ‘Terra delle Gravine’” (più edizioni). Certo non solo questi, tanti altri annulli meriterebbero di essere menzionati per il loro valore storico-documentario, ma soprattutto per la sua testimonianza creativa. Il ringraziamento del Circolo filatelico, di cui era socio onorario, gli giunse pubblicamente lo scorso dicembre con l’assegnazione del “Premio Catacchio”.

Ma non vogliamo parlare solo di Nicola Andreace designer.

Nato a Taranto nel novembre del 1934, dopo i primi anni di vita, si trasferì a Massafra, dove ha poi sempre vissuto. Seguì gli studi artistici che completò presso l’Accademia di Belle Arti. Già Ordinario di Disegno e Storia dell’Arte nei Licei Scientifici di Stato, dove ebbe esperienza di Presidenza, svolse per la sua materia la funzione di Commissario e Presidente nei Corsi e Concorsi Ministeriali. Dal 1960 al 1972, collaborò attivamente all’organizzazione della “Rassegna d’Arte Contemporanea Città di Massafra” con la funzione, in molte Edizioni, di Segretario. Dal 2004, un’esposizione permanente nel Centro di Studio e Ricerche “Segmenti d’Arte” di Massafra ha testimoniato l’intero suo percorso creativo. Nicola Andreace ebbe ad esordire nel 1957, partecipando ad una collettiva di Pittura presso la Pinacoteca Provinciale di Bari. Dopo essersi presentato come “disegnatore vigoroso e colorista acceso”, come ebbe a scrivere Pietro Marino, affrontò le tematiche concettuali del tempo, con accenti popolareschi ricchi di espressionismo neorealista. Sensibile, infatti, a tutto ciò che si muove attorno all’Uomo, attento osservatore della realtà territoriale dei problemi socio ambientali, dopo i primi inizi di studio sull’Arte materica e segnica, proseguì con indagini socio­antropologiche. Sollecitato dai fenomeni dell’industrializzazione, violentemente inseritisi in una realtà contadina, proseguì con studi e ricerche che ripercorrono le tappe del passaggio dalla civiltà contadina alla società tecnologica (1957-1967). Mec-Art, pittura “oltre”, con significazione metalinguistica, antropologia e tecnicismo reportages ed impegno civile (1968-1981) sono le tappe successive del suo percorso. Analizzò così la società convulsa e frettolosa sottolineando impietosamente il dramma dell’uomo moderno. Ebbe a collaborare con la critica culturale nazionale emergente dell’epoca, da Pietro Marino a Franco Sossi, da Achille Bonito Oliva a Michele Perfetti, da Edoardo Sanguineti a Eugenio Miccini, a Maurizio Calvesi, da Silvio Ceccato a Vittorino Andreoli, ecc., distinguendo gli equivoci e i passaggi dell’Arte Pop, fra ghestaltismo e nuova figurazione, fra astrattismo ed Arte concettuale. La crisi dei valori dell’uomo, il recupero della memoria storica, gli ideogrammi, i messaggi visivi di fine-inizio millenni, l’euromediterraneità sono state le fasi successive delle sue indagini che si concretizzarono nell’Umanesimo Tecnologico (dal 1982 al 2005) con tutte le tensioni, le lacerazioni e le contraddizioni della nostra società. Dal 2006 con il Post Human diede vita ad un racconto intrecciato fra “design” e pittura colta, assemblando stralci di suoi manifesti (realizzati per eventi culturali organizzati da Università, Ministeri, Associazioni, Enti Istituzionali e Sindacati) con simboli, allegorie immagini della tradizione storica e mitologica. Dalla fine degli anni cinquanta realizzò opere di scultura e di strutture architettoniche in cemento armato, acciaio, ferro, legno e terracotta. Dal 1965 svolse interventi operativi e sperimentò nuove tecniche espressive nel campo della grafica, e cimentandosi con la cultura optical, la psicologia della forma, l’astrazione, l’Arte minimal, realizzò manifesti d’Arte, pubblicazioni, annulli e messaggi filatelici speciali per manifestazioni culturali celebrative. La maschera “Lu Pagghiuse” da lui progettata dopo sue analitiche ricerche e studi socio-antropologici, è diventata una delle due maschere ufficiali del Carnevale di Massafra, “magia dello Jonio”.

Ricordiamo che la sua presenza documentaria è registrata in: Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia; Archivio Storico Esposizione Nazionale Quadriennale d’Arte di Roma; Biblioteca dell’Accademia di Brera, Milano; Biblioteca della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia…

Numerose sono le sue monografie: Andreace è stato anche oggetto di studio e di ricerca per tesi di storia dell’Arte discusse presso l’Università di Lecce, relatori i professori Lucio Galante, Letizia Gaeta e Massimo Guastella. Rai-3/Telenorba/Studio 100/ Telesud hanno diffuso con servizi notizie sulla sua attività e sulla sua presenza operativa. Ebbe anche a partecipare alla vita artistica nazionale ed estera con Mostre Personali e Collettive.

Varie sue opere sono anche ospitate in spazi pubblici della nostra città.

Alla moglie Angela Resta, alle figlie Lucilla e Tiziana e ai familiari tutti, le nostre condoglianze e vicinanza. Nicola rimane sempre vivo in tutti, a Massafra e ovunque, con le sue inimitabili opere di grande valore storico-culturale di ieri e di oggi.


Nelle foto: Nicola Andreace davanti al manifesto di una sua Mostra antologica di pittura a Roma; il bozzetto del suo ultimo annullo filatelico dedicato al 150° Anniversario della Società Operaia.
(Nino Bellinvia)



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