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Massafra. Consegnate le simboliche “Chiavi della Città” alla Madonna della Scala

Massafra. Ieri mattina, domenica 5 maggio, come da atavica tradizione, è stato rinnovato il Patrocinio alla Madonna della Scala.

Prima di affidare alla Beata Vergine le simboliche “Chiavi della Città”, il sindaco, nel suo rituale discorso, ha fotografato la situazione attuale della nazione e della città soffermandosi anche su particolari episodi che hanno interessato il territorio, come la vicenda “ILVA”.

“Nella nostra città – ha affermato il sindaco – viviamo con apprensione le vicende della grande industria siderurgica dove l’eterna dicotomia tra lavoro e ambiente divide tutti. Non possiamo alimentare le liste dei disoccupati. Per Massafra sarebbe un’altra pesante sofferenza umana, economica e sociale”.

Il compito di amministrare – ha continuato Tamburrano – è divenuto molto più arduo di un tempo. La ristrettezza di bilancio ci impone delle priorità nelle scelte di governo. Abbiamo concentrato tutti i nostri sforzi nei servizi alla persona, con particolare attenzione alle situazioni di disagio che nostro malgrado vanno sempre più aumentando. Un grazie va rivolto alle associazioni di volontariato ed in prima fila a quella della chiesa locale perché, con la loro opera caritatevole, contribuiscono a far fronte comune al grave stato di disagio sociale”.

Il vescovo della diocesi di Castellaneta, Mons. Pietro Maria Fragnelli, ha affidato alla Patrona di Massafra la “fiducia” e la “speranza” del popolo massafrese.

La protezione della Madonna della Scala risale al 1743, quando in occasione di un devastante terremoto che colpì duramente molte località dell’Italia meridionale, Massafra fu graziata. Il popolo massafrese, attribuendo lo scampato pericolo all’intercessione della Madonna della Scala, la invocò come sua protettrice e ne chiese il riconoscimento al Papa che lo accordò nel 1776.

Da allora la statua lignea settecentesca della Madonna è portata in trionfo, partendo subito dopo la Santa Messa delle ore 9.00 (presieduta dal Vescovo) dal Santuario, nel quale si trova anche l’affresco stile bizantino del XIII secolo della Vergine col Bambino. Il Santuario sorge, lo ricordiamo ai nostri lettori, in mezzo ad un villaggio rupestre tra una fitta vegetazione nell’omonima gravina, detta anche “Valle delle Rose”. Una volta si raggiungeva a piedi partendo da Capo di Gravina, nei pressi della Madonna di tutte le Grazie, seguendo un sentiero, oggi detto “sentiero penitenziale” che i fedeli percorrono in parte in occasione dei ”Crugefisse” (i crocifissi) nei venerdì di marzo. Uscita dal santuario, la folla in processione sale la scenografica scalinata di ben 125 gradini (la costruzione iniziò nel 1776 e terminò nel 1821), seguendo la statua della Madonna della Scala portata a spalla da decine e decine di portatori, i “muschieri”, che si danno spesso il cambio. La processione si snoda fino a portarsi all’imbocco di via del Santuario, arrivando all’incrocio con viale Marconi e via Vittorio Veneto. E proprio qui è avvenuto ieri l’atteso rito della “Consegna delle chiavi della Città” alla Protettrice. La Madonna è stata posta su un apposito palco ed il Vescovo Mons. Pietro Maria Fragnelli Le ha appuntato sul vestito “Le Chiavi della Città” di Massafra, consegnate prima dal sindaco Martino Tamburrano salito sul palco insieme all’arciprete della Collegiata di San Lorenzo Martire al parroco don Fernando Balestra, arciprete della Collegiata di San Lorenzo Martire, e al parroco don Giuseppe Oliva, rettore del Santuario Madonna della Scala. Sul palco anche un vigile in grande uniforme e l’addetto stampa del Comune di Massafra Francesco Resta.

Dopo la consegna delle Chiavi, la Madonna è stata portata processione per le vie della città accompagnata dal Concerto Bandistico “Città di Massafra”, raggiungendo infine e la Collegiata di San Lorenzo Martire.

Sempre ieri, in Piazza Garibaldi, ha tenuto un gran concerto per gli amanti della musica lirica. Il Concerto Bandistico “Città di Massafra”, diretto dal Maestro Nicola Latorrata (soprano Adele Nicoletti e tenore Roberto Cervellera) ha eseguito brani di Giuseppe Verdi (“Marcia trionfale” dall’Aida; “Preludio”, “Brindisi”, “Parigi o cara”, “Un dì felice eterea” e “Tacea la notte placida” dalla Traviata).

In piazza Vittorio Emanuele, invece, grande concerto musicale con la nota Orchestra Mancina (in vari spettacoli si è alternata sul palco a Neffa, Kelly Joyce, Marco Masini, Velvet, I Plastico, Antonella Ruggero,…) composta da ottimi elementi che singolarmente si sono anche imposti in importanti manifestazioni e trasmissioni televisive. I loro nomi? Eccoli: Ferricelli, batteria e percussioni; Nicola Spera, basso elettrico e contrabbasso; Giuseppe Angelini, tromba; Antonio Tinelli, chitarra e voce; Giuseppe D’Amati, chitarra, e Maurizio Cardone, trombone, percussioni, coro.

A chiudere i festeggiamenti, organizzati da un apposito Comitato presieduto da Giulio Mastrangelo, un grande spettacolo di fuochi pirotecnici della ditta ‘Il Pirotecnico’ di Gaetano Insogna.

Nella foto il momento dell’evento della consegna delle “Chiavi della Città” alla Madonna della Scala. Accanto al Vescovo Mons. Fragnelli, il parroco don Fernando Balestra, arciprete di San Lorenzo Martire, il parroco don Giuseppe Oliva, rettore del Santuario Madonna della Scala, ed il sindaco Martino Tamburrano.
(Nino Bellinvia)


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