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Massafra commemora lo storico e operatore culturale Espedito Jacovelli a trentacinque anni dalla morte. L’appuntamento il 27 dicembre presso il Palazzo della Cultura

Massafra. Imperdibile celebrazione il prossimo 27 dicembre (ore 18.00), organizzata dalla Consulta delle Associazioni, presso il Palazzo della Cultura di Massafra, per ricordare, a trentacinque anni dalla morte, lo storico e operatore culturale Espedito Jacovelli (1909-1982), una delle più grandi figure del passato che più di tutte ha saputo trasmettere l’amore per Massafra.

Ai saluti del sindaco Fabrizio Quarto, che invita i cittadini, ai quali segnala lo storico e operatore culturale come punto di riferimento per tutti, seguirà l’attesa e imperdibile relazione “L’eredità culturale di Espedito Jacovelli” del prof. Cosimo Damiano Fonseca, Accademico dei Lincei. Seguiranno testimonianze di: avv. Raffaello De Ruggieri (sindaco di Matera), prof. Rosario Jurlaro (già Direttore Biblioteca “De Leo”), prof. Francesco Laterza (già Dirigente Scolastico), prof. Francesco Sportelli (Docente Universitario).

“Ricordo mio padre” è la relazione conclusiva del dott. Gianni Jacovelli. Per l’occasione sarà distribuito un opuscolo celebrativo con scritti di Gianni Jacovelli e di Cosimo Damiano Fonseca e alcuni inediti di Espedito Jacovelli. Approfittiamo per ricordare che nel gennaio 1998, l’artista Nicola Andreace ebbe a creare, per Espedito Jacovelli ,“un “medaglione” che, in sintesi visiva (come riportato sull’invito), raccoglie il suo immaginario, la poliedrica vulcanica laboriosità. La segreta forza della sua esistenza; promosse associazioni, organizzò manifestazioni, amò Massafra, né interrogò le pietre, ne rilevò i misteri, ne diffuse la storia con le sue tradizioni e i suoi incantesimi. Ci ha lasciato un patrimonio culturale ed un “testimone”, perché, sul suo esempio, con umiltà e con gioiosa concretezza si continui ad operare per la crescita della comunità”.  Espedito Jacovelli è stato forse la persona che più di tutte ha saputo trasmettere l’amore per Massafra, tanto che Paolo Catucci ebbe a definirlo “il capo cordata, il trascinatore di un manipolo di affascinati, come lui, dall’ardore per una paesanità da riscoprire, per riportare alla ribalta tutto un vissuto che altrimenti sarebbe andato perduto per sempre”.

Ha segnato mezzo secolo della nostra storia con le sue innumerevoli iniziative, in tutti i campi: culturale, artistico, teatrale, archeologico, storico, folkloristico, sportivo, sociale. Anche il Circolo Filatelico “A. Rospo” nel 2012 ebbe a dedicargli un annullo filatelico in occasione del trentesimo anniversario dalla morte. Nel collage dipinto e “medaglione”, opere a lui dedicate dall’artista Nicola Andreace.
(Nino Bellinvia)

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